Il vecchio e il gigante di cioccolato

C’era una volta, nell’America degli anni ‘70 Howard-Yana-Shapiro, un giovane attivista americano, tenace e combattivo, che voleva cambiare il mondo. Per farlo divenne un biodiversifariano (come si definiva lui), studiando le piante e le loro diverse varietà. Per trovare le specie vegetali più antiche si recò nei luoghi più impervi della terra. Visse tra gli indigeni della foresta equatoriale e si sedette a discutere con i coltivatori nel cuore dell’Africa. Nel suo laboratorio, poi, faceva crescere e incrociava tra di loro esemplari provenienti da ogni parte del mondo allo scopo di ottenere varietà sempre più resistenti o semi di alta qualità. Benché i suoi primi incroci fossero sulle violette e altre piante da fiori si rese conto, ben presto, che il suo interesse era legato alle specie colturali.

Mosso dalla voglia di voler migliorare lo stile di vita di tutte le persone che sarebbe stato in grado di raggiungere fondò una società, la Agriculture for Seeds of Change (Agricoltura per i semi del cambiamento) per la produzione di sementi di origine biologica che aveva come obiettivo la difesa della biodiversità tramite la promozione di coltivazioni organiche. La sua società rispecchiava i suoi ideali basati sul rispetto e sulla difesa della natura come dovere nei confronti delle generazioni future. Tra i tanti semi selezionati da lui c’erano i semi di cacao. Il cacao era già diffusamente coltivato solitamente sotto forme varietali scadenti e spesso sacrificando la terra e i diritti delle persone che le abitavano.

Shapiro, però, continuava per la sua strada, senza curarsi dei colossi del cacao finché, un giorno di 10 anni fa incontrò il gigante di cioccolato di nome Mars. Iniziarono a parlare dei loro punti vista, dall’idea del giusto modo di produrre cioccolato e il nostro innovatore si lasciò convincere; vendette la sua compagnia a Mars e sparì nella pancia del gigante. Tutti i suoi amici furono sconvolti e si sentirono traditi; non riuscivano a credere che anche lui fosse stato sedotto dalla ricchezza dei giganti. Da allora il mondo non ha più sentito parlare di lui e delle sue ricerche finché, appena pochi giorni fa, è arrivata una grande notizia: Mars ha annunciato che convertirà tutta la sua produzione di cacao secondo i criteri dell’agricoltura sostenibile, il che significa salario minimo garantito per i coltivatori, biodiversità nello sviluppo agricolo e conservazione delle risorse acquifere (quest’ultimo punto sotto il controllo dell’organizzazione ecologista Rainforest Alliance).

La Mars ha dichiarato che il cambiamento coinvolgerà da qui al 2020 tutte le linee di prodotto, dalle barrette Galaxy alle M&Ms. Ma come è stato possibile questo cambiamento? Perché uno dei giganti si è fermato con l’intenzione di fare qualcosa di buono per questo mondo? In quel momento ci si è ricordati del vecchio hippy, che lavorando dall’interno del gigante è riuscito a cambiarlo. Parlando con il gigante ha capito che tra i loro ideali, paradossalmente, c’erano dei punti in comune e che quindi poteva raggiungere il suo scopo anche percorrendo un altro inatteso percorso; ha preteso di essere messo a capo del settore ricerche esterne di Mars inc.; e ha assoldato una squadra di ricercatori che lavoravano direttamente per lui più una serie di altri collaboratori in giro per il mondo.

Si è dedicato ininterrottamente alla ricerca per ben 10 anni tanto che, qualche mese prima che la Mars dichiarasse la sua svolta etica, era già stato annunciato, per conto della multinazionale un investimento di 10 mil di dollari per finanziare la mappatura del genoma del cacao e pubblicarlo gratuitamente; contemporaneamente ha sponsorizzato in Africa l’utilizzo di nuove varietà che a differenza di quelle preesistenti restituiscono nutrienti al suolo. Il colosso sta cambiando direzione ma Shapiro rimane sempre il contestatore rivoluzionario e barbuto di un tempo e a chi l’accusa ancora di aver tradito i suoi ideali e aver venduto l’anima al diavolo risponde – Io non sono cambiato, sono ancora il pacifista di un tempo ma ho capito che se sei interessato a difendere la natura, la scala delle tue azioni ha un’importanza decisiva. Se vuoi incidere sulla realtà devi smuovere qualcosa di grande – e prosegue – guardando l’esempio della Mars tutte le altre multinazionali alimentari non potranno far altro che seguire la stessa strada.

LINKS:
www.guardian.co.uk
www.ars.usda.gov
www.princeton.edu
www.repubblica.it

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