Vita da eco-pirata

Paul Watson è nato a Toronto, Canada nel 1950.
Il suo miglior amico era un castoro e il giorno in cui morì tra i denti di una trappola stesa da un cacciatore, Paul, che aveva solo 9 anni, giurò che da quel momento in poi avrebbe fatto di tutto per sabotare ogni forma di caccia; avrebbe confiscato tutte le trappole che sarebbe riuscito a trovare e avrebbe convinto gli altri ragazzi della città a non cacciare più.

Così fece per lungo tempo finché non si imbarcò molto giovane sulle navi mercantili. Solcando tutti i mari del mondo, sperimentando tifoni e tempeste iniziò a subire il fascino degli oceani infiniti.

Al suo rientro in Canada lavorò, per pochi anni, come guardiacoste aiutando il recupero delle imbarcazioni in pericolo. Paul però sentiva che il suo compito non si limitava a questo.

Sconosciuto alla massa Watson è invece uno dei co-fondatori della ormai rinomata Greenpeace International; Robert Hunter, il presidente, aveva il numero di tessera 000 mentre quello di Watson era e lo è ancora lo 007.
Una delle sue prime missioni fu un’agguerrita manifestazione contro i test nucleari voluti dalla Commissione per l’energia atomica. Con Greenpeace II (la seconda imbarcazione che l’associazione riuscì a comprare) Watson e tutto l’equipaggio si trovarono a navigare a poche miglia di distanza dall’area di un’esplosione. Fu proprio il mancato disastro che convinse la Commissione a cancellare definitivamente i test successivi. Il suo attivismo contro gli esperimenti nucleari, però, non si arrestò, anzi, le azioni divennero estreme quando nel 1972 portò una piccola imbarcazione di Greenpeace alla collisione con una portaerei francese nel porto di Vancouver, simbolo di disapprovazione per i test nucleari programmati dalla Francia nell’isola di Mururoa.

Tutta la sua determinazione venne fuori nel 1974 quando Watson con Robert Hunter, Dr. Paul Spong, e altri organizzarono la prima campagna di Greenpeace contro la caccia alle balene. Durante l’operazione maturò la sua reale vocazione: quella di considerare l’uccisione degli animali, crimini.
Subito dopo Watson e David Garrick guidarono la prima campagna per salvare cuccioli di ‘harp and hood seals’ sulle coste occidentali del Canada dal massacro di cui sono oggetto ogni anno da parte di cacciatori che usano il grasso e le pellicce. I cacciatori finiscono il piccolo di foca con una bastonata ma spesso è ancora vivo quando viene spellato. Nel 1977 guidò la seconda campagna di Greenpeace in Labrador, e aiutati dalla fama di un’attrice famosa come Brigitte Bardot che aveva sposato la causa, la crudeltà del massacro di piccoli di foca fu esposta a livello internazionale.

(Nel 2009 la EU ha finalmente vietato il commercio in Europa di pellicce di foca che nel frattempo aveva ripreso dopo anni di divieti conseguiti dalle campagne Greenpeace, NdR)

La peculiarità di Watson è sempre stato il coraggio con il quale affronta lo scontro diretto anche fisico con i cacciatori, e nel giugno del 1977 lascia Greenpeace in disaccordo con la crescente burocrazia e complessità dell’organizzazione che, di fatto, con la sostituzione alla presidenza di Patrick Moore al posto di Robert Hunter, inibisce l’azione diretta.

Watson è convinto invece che l’azione diretta sia la sola tattica per contrastare la caccia illegale e per fare rispettare leggi e convenzioni internazionali in essere. Decide, quindi, che è tempo di fondare una sua organizzazione: la Sea Sheperd Conservation Society.

Munito di navi via via sempre più efficaci e veloci, la Sea Shepherd I, II, III, la Sirenian, Ocean Warrior, la Farley Mowat, la Robert Hunter poi rinominata Steve Irwin (in onore del documentarista australiano morto nel 2006 a seguito della puntura di una razza), si sposta da un continente all’altro con il suo equipaggio di volontari .
Le sue azioni sono inattese, violente ed efficienti. In Irlanda la sua campagna ottiene dal governo la chiusura perpetua della caccia alle foche grigie. Nel Nord del British Columbia, Canada espone la caccia aerea illegale ai lupi, parte di un progetto di eradicamento dei lupi; la pubblicità negativa che ne deriva forza alle dimissioni il ministro per l’Ambiente Anthony Brummett dopo che Watson lo denuncia per corruzione.

Documentano la morte dei delfini come by-catch durante la pesca dei tonni fatta da un peschereccio americano Sea Kin, e la mattanza dei delfini a Taiji, Giappone. Denunciano la connivenza del governo e della marina ecuadoriana nella pesca illegale nelle acque della Riserva Marina della Galapagos e il vero numero di squali pescati crudelmente ogni anno per le pinne. Da questa esperienza ne viene tratto un film/documentario, Sharkwater, che viene presentato anche al Festival dell’Immagine Sottomarina di Antibes con enorme curiosità degli spetattori che vengono a conoscenza di fatti e numeri per la prima volta. Circa 100 milioni di squali vengono pescati ogni anno per i mercati asiatici.

Negli ultimi anni passa gli inverni nell’Antartico dove sfida la flotta baleniera giapponese che pesca la quota auto-assegnata per cosidette ‘ricerche scientifice’ nelle acque del santuario australiano. L’azione diretta di Watson si materializza in speronamenti, sabotaggi delle eliche, lancio di gas acidi sulla poppa e gommoni che si frappongono tra i cannoni e le balene. Risultato: piu di 800 balene salvate all’anno che rendono non-economiche le campagne di pesca dei giapponesi a quelle latitudini. Tutto questo sotto lo sguardo passivo della nave di Greenpeace che si limita a documentare la pesca illegale giapponese.

Il canale televisivo Animal Planet ha fatto di questa rivalità una serie di 13 puntate mozzafiato che vengono trasmesse negli Stati Uniti e Canada. Fondi preziosi che entrano nelle casse di Sea Sheperd per finanziare nuove campagne per la protezione degli animali e per pagarsi gli avvocati nelle cause che gli intentano i governi conniventi con le lobbies della pesca.

Nel 2000 Time Magazine lo ha selezionato come uno degli eroi dell’ambiente del 20 secolo.

Sea Sheperd è sempre alla ricerca di volontari per le loro missioni, e non dimenticate di leggere tutta la sua lunghissima biografia che ispira.

LINKS:
www.seashepherd.org
http://www.seashepherd.org/who-we-are/captain-watsons-biography.html

   Facebook  Twitter  YouTube Linkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *