Isole della Scozia: tre arcipelaghi da visitare

Terre selvagge che hanno imparato a convivere con un clima ostile, paesaggi spettacolari verde smeraldo, scogliere battute dal vento, villaggi antichi migliaia di anni. Il tutto avvolto da miti e leggende. Le isole della Scozia, bagnate dal Mare del Nord e dall’Oceano Atlantico, sono distanti dal continente quanto basta per essere ancora un mondo a sé.

Chi sceglie queste isole non cerca il sole della Grecia o la movida di Ibiza, ma una natura indomita fatta di brughiere degne di un romanzo vittoriano, spiagge deserte a perdita d’occhio, meraviglie geologiche. E basta ammirare questo splendore quasi primordiale per capire che non serve altro.

Vi presentiamo tre famosi arcipelaghi scozzesi, quelli delle isole Shetland, Orcadi ed Ebridi Esterne, per farvi scoprire alcuni dei paesaggi più remoti e struggenti dell’intera Gran Bretagna. Ogni isola ha un carattere unico con la sua storia, la sua natura e il suo stile di vita. Detto questo, non mancheranno certezze come le pecore che brucano tranquille, e i fari che scrutano le onde dell’oceano.

Le Isole Shetland | Scozia

 

Le isole Shetland

Le isole Shetland sono un arcipelago che si trova di fronte alla Scandinavia. Parliamo di circa 100 isole, 15 delle quali abitate e molte altre accessibili in barca, con una popolazione totale di nemmeno 23.000 anime. Offrono alcuni dei panorami più iconici della Gran Bretagna, con una costa spettacolare puntellata da alte scogliere e spiagge incontaminate. Il tutto è reso ancora più affascinante dal passato vichingo.

L’isola più grande e conosciuta delle Shetland è The Mainland, mentre a nord troviamo le isole di Yell, Fetlar e Unst. Quest’ultima è l’isola più settentrionale del Regno Unito con faraglioni e baie riparate. A sud, quasi a metà strada dalle Orcadi, c’è l’isola di Fair Isle, con poco più di 50 abitanti, mentre Foula a ovest e Out Skerries a est sono ancora meno popolate. Perfette per chi ha bisogno di staccare completamente la spina.

Uno dei modi migliori per visitare le Shetland è facendo escursioni sulla costa, con spiagge deserte di sabbia bianca e una ricca varietà di animali selvatici, dalle lontre agli uccelli marini fino alle orche. E ormai famosi sono i cani da pastore scozzesi e i pony shetland, con le loro sagome robuste disegnate da 4.000 anni passati a brucare nelle brughiere.

I pony Shetland | Scozia | © Kevin Schaferjpg

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I pony Shetland | Scozia | © Kevin Schaferjpg

Ma le Shetland sono anche il paradiso per gli amanti della geologia. Sono infatti Geoparco mondiale dell’Unesco con rocce che risalgono a quasi tre miliardi di anni fa. Il Geoparco è geologicamente più diversificato di qualsiasi altra area di dimensioni simili in Europa. Tutto questo grazie a una massa continentale che si è spostata nel corso di milioni di anni, modellata dalle collisioni e dalla potenza del mare. Clima e paesaggi sono cambiati radicalmente molte volte, e oggi si possono ammirare faraglioni e lunghe baie sabbiose, valli glaciali, brughiere ricoperte di erica e paesaggi vulcanici.

Le Shetland ospitano una straordinaria biodiversità. Oltre un milione di uccelli marini abita le scogliere e le brughiere, con 70 diverse specie di uccelli nidificanti e più di 430 specie migratrici registrate. Oltre a grandi colonie di pulcinelle di mare, ci sono due delle più grandi colonie di sule del Regno Unito (sulle scogliere dell’isola di Noss e intorno a Hermaness, a Unst). Vengono in queste lande per la stessa ragione dei pescatori: l’abbondanza di aringhe e sgombri. Inoltre, le Shetland ospitano il 50% della popolazione mondiale dello stercorario maggiore. In poche parole, per gli amanti del birdwatching è un vero e proprio paradiso.

Per quanto riguarda la fauna marina, queste isole scozzesi ospitano la più alta densità di lontre in Europa e forse nel mondo. Il gran numero di foche grigie e comuni attirano le orche, che si avvistano durante tutto l’anno, ma soprattutto a giugno e luglio quando le foche si riproducono. Vengono avvistate anche megattere e altre balene.

Churchill Barriers | Isole Orcadi | © visitscotland.com
Le isole Orcadi

A sud delle Shetland, sempre a largo della terraferma scandinava, c’è l’arcipelago delle Orcadi, un gruppo di 70 isole di cui 17 abitate. Qui vi aspetta non solo una natura aspra e selvaggia, con centinaia di chilometri di costa e le immancabili scogliere, spiagge, infiniti paesaggi pianeggianti. L’arcipelago vanta anche siti risalenti a 5.000 anni fa. Il Cuore delle Orcadi neolitiche è stato riconosciuto Patrimonio Unesco perché rappresenta un esempio eccezionale di edifici risalenti a un periodo cruciale della storia dell’umanità, quello in cui si iniziarono a costruire i primi grandi monumenti per le cerimonie. Questi monumenti in pietra realizzati dalle popolazioni preistoriche sono un’incredibile testimonianza della società e delle credenze spirituali di quei tempi così lontani.

Il Cuore delle Orcadi neolitiche collega quattro importanti siti vicino al centro abitato di Stromness: Skara Brae, un insediamento in cui sono ancora visibili muri, passaggi e mobili in pietra; Maeshowe, una tomba a camera che è un interessantissimo lascito dell’architettura neolitica; le Stones of Stenness, un esempio molto precoce dell'”henge” (struttura architettonica preistorica) con pietre alte fino a 6 metri; il Ring of Brodgar, un grande cerchio di pietre di 130 metri di diametro, circondato da un fossato e tutto intorno da un anfiteatro naturale di laghi e colline.

Pulcinella di mare | Isole Orcadi

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Pulcinella di mare | Isole Orcadi

A sud dell’arcipelago c’è l’isola di Hoy, la seconda più grande e fra le più iconiche delle Orcadi. Vi aspettano valli glaciali, colline spettacolari e scogliere imponenti. Il nome viene dall’antico norvegese “haey” che in inglese significa “high island”. Le zone a nord e a ovest sono collinari e hanno un carattere più montano, mentre quelle a sud e a est sono pianeggianti e fertili, più tipiche delle Orcadi in generale.

L’isola è anche famosa per il suo imponente faraglione, Old man of Hoy. Più avanti lungo la costa si trova St John’s Head, che coi suoi 350 metri e passa di altezza è la parete rocciosa verticale più alta della Gran Bretagna. Inoltre, l’isola è un paradiso per gli ornitologi, tanto che buona parte di North Hoy è protetta dalla RSPB Hoy Nature Reserve (RSPB sta per “Royal Society for the Protection of Birds”).

Anche a Hoy ci sono affascinanti siti risalenti alla preistoria e al periodo vichingo, tra cui Dwarfie Stane, l’unica tomba a camera scavata nella roccia di tutto il Regno Unito.

Merita sicuramente un breve viaggio in traghetto la vicina isola di Graemsay, in cui vivono solo 22 abitanti. Regala viste spettacolari su Hoy e sulle Orcadi. Da segnare la spiaggia sabbiosa di Sandside, e il panorama offerto dalla baia di Scapa Flow.

Per un itinerario fuori dai percorsi più noti, vi segnaliamo: l’isola di Rousay con oltre 166 siti di interesse archeologico; le dune di Tresness, distese sabbiose deserte e dorate sulla costa orientale dell’isola di Sanday; North Ronaldsday, l’isola più settentrionale delle Orcadi nota per le sue pecore che si dilettano mangiando alghe lungo la costa.

Isola di Skye | Isole Ebridi | Scozia
Ebridi esterne

Andiamo a sud, al largo della costa occidentale scozzese, dove troviamo le isole Ebridi. Si dividono in due gruppi, Interne ed Esterne. Noi in particolare ci focalizzeremo su queste ultime con un paesaggio caratterizzato da monti, brughiere, spiagge di sabbia bianca e “machair”, la prateria che si crea fra dune e brughiera tipica delle coste nord-occidentali dell’Irlanda e della Scozia, in particolare delle Ebridi. In estate coi fiori selvatici il “machair” diventa un tripudio di colori. Il territorio è abitato da una straordinaria fauna selvatica.

Iniziamo la scoperta delle Ebridi Esterne partendo da nord, con la principale isola dell’arcipelago e la più grande della Scozia: l’isola di Lewis e Harris. Nonostante i due nomi, è una sola isola in cui la parte nord è chiamata Lewis, e quella a sud Harris. Vanta montagne selvagge, brughiere che sembrano disegnate, coste frastagliate, paesaggi quasi lunari, laghi e laghetti spesso ricoperti di ninfee bianche durante l’estate.

Andiamo ancora più a sud dove troviamo l’isola North Uist. Qui le insenature rocciose lungo la costa orientale si alternano con le spiagge della costa settentrionale e occidentale. L’isola è frastagliata, con porti naturali riparati e incantevoli laghetti. Inoltre è un paradiso per gli amanti della fauna selvatica con lontre e foche grigie che ogni anno danno alla luce migliaia di cuccioli nelle isole Monach, al largo di North Uist.

Andiamo ora sulla lunga e stretta isola di South Uist, con aspre colline e monti a est e infinite spiagge di sabbia bianca a ovest. Il principale insediamento e porto dell’isola è Lochboisdale, sulla costa orientale, porta principale per approdare sull’isola.

Isola di Lewis | Ebridi

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Isola di Lewis | Ebridi

Una perla delle Ebridi Esterne è sicuramente St Kilda, un minuscolo arcipelago vulcanico disabitato da quasi un secolo, che comprende le isole di Hirta, Dun, Soay e Boreray. È un sito Patrimonio Unesco, dove potete ammirare le scogliere più alte del Regno Unito e fra le più alte d’Europa. Inoltre conta più di un milione di uccelli, ed è l’habitat di grandi colonie di specie rare e in via di estinzione, in particolare pulcinelle di mare e sule.

L’arcipelago vanta anche le testimonianze di oltre 2.000 anni di insediamenti umani coi resti di strutture abitative, cunicoli e tradizionali case in pietra.

E infine, un’ultima chicca: i ciclisti hanno una predilezione per le strade tranquille della Hebridean Way, un itinerario che attraversa dieci isole dell’arcipelago per un’immersione totale nella natura selvaggia. Pedalando si va alla scoperta di un territorio in cui vivono lontre, rapaci e molte altre specie.

Questo popolare percorso su strada inizia sull’isola di Vatersay all’estremo sud dell’arcipelago, e termina a nord al faro di Butt of Lewis, sull’isoletta di Lewis e Harris, per un totale di 300 chilometri. Si passa da un’isola all’altra grazie a due traghetti e sei strade rialzate. E per chi preferisce camminare, c’è un itinerario per il trekking lungo 250 chilometri. In entrambi i percorsi, il denominatore comune è uno: la bellezza infinita della natura scozzese.

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