Viaggio in Sri Lanka: una perla di biodiversità

Nell’Oceano Indiano, c’è una piccola isola rigogliosa che nei secoli ha avuto nomi molto evocativi come Lacrima dell’India, Isola risplendente, Terra delle gemme. A questo si aggiungono 3.000 anni di storia, con secoli di colonialismo che hanno visto portoghesi, olandesi e inglesi lasciare le proprie tracce. Un bel biglietto da visita che fa presagire uno splendido caleidoscopio umano e culturale. Ed è proprio così che si presenta lo Sri Lanka.

Badulla | Sri Lanka | Foto di Mariana Proenca | Unsplash

Affacciato sulla penisola indiana, da cui lo separa lo Stretto di Palk, è un affascinante mix di culture, razze e religioni. Questa mescolanza ha avuto però anche i suoi svantaggi: per decenni fino al 2009 c’è stata una guerra civile fra lo Stato e le Tigri Tamil, movimento ribelle di stampo terroristico che voleva creare uno Stato sovrano nel Nord e nell’Est dello Sri Lanka, dove vive appunto la popolazione Tamil. Lo scorso anno, un attacco terroristico il giorno di Pasqua contro hotel di lusso e chiese ha gravemente colpito il Paese. Questo ovviamente non giova, ma nonostante l’instabilità economica e politica, i viaggiatori danno fiducia allo Sri Lanka e il flusso di turismo è tornato alla normalità. E anche noi vogliamo unirci all’ottimismo generale per questa magnifica terra dai tanti contrasti. Uno dei modi migliori per esplorarla? In treno, da cui si vede scorrere davanti agli occhi il paesaggio in tutto il suo splendore.

Storia e cultura

Con millenni di storia alle spalle, lo Sri Lanka ospita alcune delle città più antiche del mondo, i cui palazzi, templi, monasteri e teatri in pietra finemente scolpita hanno rischiato di giacere dimenticati nel fitto della giungla. Tra le più famose ci sono Polonnaruwa, Digamadulla, ma a spiccare è Anuradhapura. Capitale dell’omonimo regno, e capitale dello Sri Lanka dal IV secolo a.C. fino alla fine dell’XI secolo, fu uno dei centri più durevoli dell’Asia meridionale. È anche una delle più antiche città abitate ininterrottamente al mondo, e fra le più sacre per i buddhisti, la cui religione è quella prevalente sull’isola. Qui infatti si trova lo Sri Maha Bodhi, un esemplare di fico sacro, ritenuto discendente diretto dell’originale albero della Bodhi, sotto il quale il Buddha giunse all’illuminazione in India. Oggi Anuradhapura è Patrimonio Unesco (in totale nel Paese ce ne sono otto).

Sito archeologico di Sigiriya | Sri Lanka | Foto di Dylan Shaw | Unsplash

Sulla strada per Anuradhapura c’è un’altra grande attrazione dello Sri Lanka. È Sigiriya, Patrimonio Unesco, a circa 170 chilometri dalla ex capitale Colombo (quella attuale è Sri Jayawardenapura Kotte). Si tratta di uno spettacolare sito archeologico che include le rovine di un complesso-fortezza in cima a una roccia alta 200 metri, eredità di un vulcano eroso. Attorno ci sono i resti di una vasta rete di giardini, mura, bacini idrici e strutture varie. Il sito è anche rinomato per i suoi affreschi, realizzati in uno stile unico dell’arte srilankese. La vista della roccia che si erge sulla pianura è a dir poco suggestiva.

Sigiriya potrebbe essere stata abitata addirittura in epoca preistorica. Fu poi utilizzata come monastero e rifugio a partire dal V secolo a.C. Il museo, fuori dall’ingresso principale, mostra foto degli scavi, riproduzioni di affreschi, traduzioni di alcuni graffiti.

Nella zona collinare si trova l’ex capitale reale di Kandy, un caposaldo della cultura tradizionale. Nel palazzo reale infatti ospita il Dalada Maligawa o Tempio Sacro del Dente, che custodisce la reliquia del sacro dente del Buddha. Questo ne fa uno dei luoghi di pellegrinaggio più sacri per i buddhisti.

A nord di Kandy c’è il complesso rupestre di Dambulla risalente al I secolo a.C. È il tempio rupestre più importante dello Sri Lanka. Conta cinque grotte, con all’interno immagini colorate religiose e statue dedicate principalmente al Buddha e ai bodhisattva (esseri viventi destinati all’illuminazione) ma anche ad altre divinità. Le grotte sono state costruite alla base di una roccia alta 150 metri, durante l’era Anuradhapura e Polonnaruwa.

Paesaggi

Lo Sri Lanka è una vera e propria perla che vanta una ricca gamma di paesaggi, climi e caratteristiche naturali, capaci di soddisfare qualsiasi viaggiatore.

Il Nord, nonostante porti ancora le cicatrici della guerra civile, racchiude al meglio il mix culturale del Paese unendo anima tamil, coloniale e musulmana. Al largo della costa invece si susseguono isole dagli habitat unici.

Negli altopiani centrali il protagonista è il verde smeraldo delle piantagioni di tè, di cui lo Sri Lanka è fra i principali esportatori mondiali (da perfetta ex colonia britannica). Il clima fresco, le cascate e una nebbia che avvolge le colline e le montagne fanno il resto.

Il centro dell’isola è il cuore culturale, con le romantiche rovine di regni antichi, grotte nascoste e templi sacri, tesori di architettura, arte e ingegneria.

Infine, la parte orientale ha un’anima rurale con rigogliose risaie, albe spettacolari e un ritmo di vita più lento. Non mancano luoghi di culto, parchi nazionali e acque in cui rinfrescarsi.

 

Natura

Nonostante le sue piccole dimensioni (per darvi un’idea, l’Italia è quasi cinque volte più grande), lo Sri Lanka vanta uno dei tassi di endemismo biologico più alti al mondo, a livello sia di flora che di fauna. Non a caso è stato identificato fra i 34 punti caldi della biodiversità mondiale dal Conservation International, organizzazione senza scopo di lucro con sede negli Stati Uniti, fondata per preservare la biodiversità globale di piante, animali e paesaggi. L’isola ospita una novantina di mammiferi come gli elefanti asiatici, l’orso labiato, i leopardi, il sambar e i bufali selvatici. Purtroppo mammiferi rari dello Sri Lanka come il loris gracile rosso, il macaco toque e il langur dalla faccia viola sono in pericolo a causa della perdita del loro habitat naturale.

Le acque che circondano lo Sri Lanka ospitano 26 specie di cetacei, tra i quali balenottere azzurre, capidogli e delfini. I luoghi ideali per fare “whale watching” sono Dondra Point e Trincomalee, mentre il mare al largo di Kalpitiya pullula di delfini.

Ma sono gli amanti del birdwatching ad avere la meglio grazie a 433 specie di uccelli, di cui 233 residenti, con 20 specie endemiche. Altre 80 specie hanno sviluppato razze distinte rispetto ai loro cugini dell’India continentale. Anche gli anfibi però hanno i loro numeri con un centinaio di specie, di cui oltre 90 endemiche. La loro presenza è molto forte nella foresta pluviale di Sinharaja, Patrimonio Unesco e riserva della biosfera.

Parchi nazionali

In Sri Lanka ci sono svariati parchi nazionali, di cui lo Yala National Park è il più celebre. Si trova nel sud-est dell’isola, di fronte all’Oceano Indiano. Diviso in cinque blocchi, di cui due attualmente aperti al pubblico, protegge quasi 130.000 ettari di territorio con boschi radi, macchie, praterie e lagune. Oggi ci vivono 44 varietà di mammiferi, 215 specie di uccelli e una grande concentrazione di leopardi, elefanti, orsi labiato, sambar, sciacalli, pavoni e coccodrilli. Il periodo migliore per visitare il parco è da febbraio a luglio, quando il livello dell’acqua piuttosto basso spinge gli animali allo scoperto.

Più a Sud, sempre sulla costa, c’è il Bundala National Park. Ospita 197 specie di uccelli, tra cui il fenicottero maggiore, che migrano in grandi stormi. Negli anni ’90 è diventato la prima zona umida dello Sri Lanka tutelata dalla Convenzione di Ramsar, per poi diventare anche Riserva della Biosfera Unesco.

Pescatori | Sri Lanka | Foto di Aditya Siva | Unsplash

Le aree ecologiche presentano sette tipi di habitat terrestri e sei tipi di zone umide. Complessivamente si contano 383 specie di piante appartenenti a 90 famiglie. Il parco infatti è considerato un’area importante per gli uccelli delle zone umide e dell’India meridionale. Sono state registrate circa 100 specie di uccelli acquatici, metà dei quali migratori. Ci sono poi 324 specie di vertebrati e 32 specie di mammiferi. Tra gli invertebrati si contano 52 specie di farfalle. Il periodo migliore per visitare il parco è da settembre a marzo, quando arrivano gli uccelli migratori.

Nelle foreste vivono ancora alcuni elefanti asiatici. Altri mammiferi che abitano Bundala sono: il macaco toque, il langur comune, lo sciacallo, il leopardo, il gatto pescatore, il gatto rugginoso, la mangusta, il cinghiale, il topo cervo, il muntjac indiano, il cervo maculato, il sambar, la lepre indiana, il pangolino indiano e il porcospino.

Mare

Ma passiamo ora alla costa srilankese, che con quasi 1.600 chilometri ha molto da offrire sia a chi cerca la vita da spiaggia, sia a chi vuole fare sport acquatici come surf e windsurf, kayak, vela, sci nautico e immersioni.

L’isola è circondata da spiagge che vanno dalla lunga distesa di sabbia alla baia rocciosa. La pianura costiera invece offre lagune, zone umide, fiumi e vari tipi di giungla ricca di fauna selvatica.

Spiaggia di Unawatuna | Sri Lanka | Foto di Ibrahim Mohamed | Unsplash

Grazie ai monsoni che portano pioggia ai due angoli del Paese in periodi diversi, in Sri Lanka è possibile godersi l’oceano tutto l’anno. I venti da nord est rendono la costa sud occidentale soleggiata e il mare calmo da novembre a marzo, mentre con quelli da sud-ovest le acque della costa orientale sono tranquille e il sole è costante.

La costa meridionale è la più turistica dell’isola. Fra le migliori spiagge spiccano Tangalla, Beruwala, Mirissa, Bentota e Unawatuna con barriere coralline e angoli di paradiso nascosti. Per il surf qui si trova uno dei migliori spot dello Sri Lanka: la spiaggia di Hikkaduwa. Per gli amanti della immersioni invece c’è un santuario dei coralli, mentre al largo della spiaggia affiorando piccoli isolotti. In queste acque è possibile avvistare molte specie di pesci e tartarughe marine, e ci sono diversi relitti da esplorare. Il periodo migliore per andare a Hikkaduwa è da novembre a marzo, durante la stagione secca.

Sulla costa occidentale, poco sopra Colombo, c’è invece la laguna di Negambo, le cui spiagge sono molto amate da visitatori locali e stranieri. La costa orientale invece è ancora abbastanza snobbata dal turismo internazionale, per cui si mantiene piuttosto defilata. La spiaggia più conosciuta e amata dai surfisti è Arugam Bay. E infine dopo decenni di guerra civile, è possibile godersi di nuovo a nord-est la spiaggia di Uppuveli.

 
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