Viaggiare slow: treni panoramici in Italia

Dopo avervi consigliato treni panoramici in giro per l’Europa, passiamo ora a itinerari più vicini: quelli nel nostro Paese. Che sia una carrozza d’epoca o un “normalissimo” Regionale, è sempre un’esperienza unica all’insegna della lentezza e dell’autenticità, che già di per sé vale il viaggio nelle mete che vi consigliamo.

Come vedrete, in un mondo che corre sempre più veloce, le rotaie rappresentano il modo ideale per vivere appieno l’armonia fra paesaggio, culturae gusto. Questi tre aspetti fondamentali, insieme rendono il nostro Paese una delle destinazioni più amate al mondo.

Transiberiana d'italia | Abruzzo | © Fondazione FS Italiana

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Transiberiana d'italia | Abruzzo | © Fondazione FS Italiana

Abruzzo e Molise – La Transiberiana d’Italia

Già il nome conquista. In realtà è un soprannome che ha reso celebre la ferrovia Sulmona-Isernia, quando nel 1980 il giornalista Luciano Zeppegno sulla rivista “Gente Viaggi”, la paragonò alle steppe siberiane, affascinato dal viaggio in treno lungo gli Altipiani Maggiori d’Abruzzo.

Dopo un infinito periodo in cui molte tratte vennero sospese, nel 2014 la Transiberiana d’Italia ha riaperto ufficialmente come ferrovia turistica col progetto Binari Senza Tempo di Fondazione FS Italiane. Da tre anni però il nome ufficiale è Ferrovia dei Parchi: fra antichi binari, ponti e gallerie di fine ‘800, passa per le aree del Parco Nazionale della Maiella, del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e della riserva MAB Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise, sotto tutela Unesco.

Si viaggia su carrozze d’epoca, passando dalle quote collinari della Conca Peligna, a poco più di 300 metri, fino ai contrafforti del massiccio della Maiella e agli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, toccando i 1.268 metri alla stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo. Si scende poi a 800 metri sull’alta valle del Sangro, e si entra nelle boscose valli del Molise. Il tragitto termina con le fermate di Carapinone e Isernia, capolinea “storico”. Al momento della pubblicazione dell’articolo, queste due tappe non sono operative per lavori di elettrificazione e riqualificazione.

Gli itinerari variano a seconda del periodo, ma includono sempre alcune soste intermedie e la parte di quota massima che arriva fino a Roccaraso.

Alto Adige – Ferrovia della Val Venosta

Andiamo ora nel Nord Italia dove troviamo una delle ferrovie regionali più moderne d’Europa. Il percorso della Ferrovia della Val Venosta si snoda attraverso la bellezza di questa suggestiva valle altoatesina, su un percorso di quasi 60 chilometri e con un dislivello di 700 metri. Dalle grandi finestre panoramiche offre una fantastica vista sul paesaggio da Merano a Malles. Si possono ammirare non solo le bellezze della natura, con le maestose cime del massiccio dell’Ortles, ma chicche storiche come il Castello di Castelbello, Castel Juval e Castel Coira, e i blocchi di marmo bianco di Lasa, eccellenza locale.

Non da meno sono le stazioni ferroviarie, molte delle quali risalgono all’epoca dell’Impero austro-ungarico. Sono state sensibilmente rinnovate per offrire la comodità dei treni moderni, senza però rinunciare alle loro antiche caratteristiche. Porte e finestre sono state riportate nella sede originale, ed è stata ripresa la pittura rossa e verde tipica dell’epoca.

Parte dell’itinerario della Ferrovia della Val Venosta corre in parallelo alla Ciclabile dell’Adige, una popolare pista per gli amanti delle due ruote lungo l’antica Via Claudia Augusta (iniziata dall’imperatore Augusto, ampliava antiche vie che attraversavano le Alpi dalla Pianura Padana fino al Danubio). Quindi si può abbinare perfettamente una parte di viaggio in treno a una in bicicletta. La ciclabile in tutto è lunga più di 80 chilometri, e conduce da Resia alla città termale di Merano.

Crete senesi | Val d'Orcia

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Crete senesi | Val d'Orcia

Toscana – Treno natura

Se non avete mai visitato la provincia di Siena, è arrivato il momento di rimediare. Treno Natura, con partenza dalle banchine di Siena e Grosseto, permette di farlo in primavera e autunno a bordo di vetture degli anni ’30. È un po’ come tornare indietro nel tempo, dando nuova vita a ciò che è andato perduto. Treno Natura infatti viaggia percorrendo ferrovie chiuse al traffico ordinario, portando insieme agli sbuffi di vapore tutta la sua energia. E linee come quella di Asciano-Monte Antico e stazioni come quella di Torrenieri non possono che trarne beneficio.

Si attraversano numerosi paesaggi. Si passa per le splendide distese ondulate di colline della Val d’Orcia, interrotte solo da borghi e vigneti, che disegnano il territorio producendo gli eccellenti vini toscani. Non a caso la Val d’Orcia è Patrimonio Unesco. Ci sono poi le Crete senesi, le suggestive colline brulle e argillose: il nome viene proprio dall’argilla, o creta, mista a salgemma e gesso presenti nel terreno. E poi ancora i paesaggi della Val d’Arbia, fino a raggiungere i pendii coperti di boschi del Monte Amiata.

Ogni viaggio dura un giorno, ed è spesso associato a feste, sagre ed eventi per immergersi nella cultura, il cibo e le tradizioni locali. Per darvi un’idea, si tengono la Mostra Mercato del Tartufo Bianco a San Giovanni d’Asso, la Sagra del Fungo Porcino a Castiglione d’Orcia, il Mercato nel Campo a Siena.

Come la Transiberiana d’Italia, anche Treno Natura è sotto il cappello di Fondazione FS Italiane.

Vernazza | Liguria | Foto di Anders Jilden | Unsplash

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Vernazza | Liguria | Foto di Anders Jilden | Unsplash

Liguria – Cinque Terre

Andiamo ora in un’altra delle zone più turistiche del Paese. Prendendo un treno regionale, si può ammirare dal finestrino lo splendore del Parco nazionale delle Cinque Terre e dell’Area marina protetta. Siamo sul tratto di costa nella Riviera ligure di Levante, in Provincia di La Spezia.

Le cinque “terre”, come si chiamavano una volta i borghi, sono Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Insieme a Porto Venere e alle isole Palmaria, Tino e Tinetto, sono Patrimonio Unesco.

Il treno corre lungo lo stretto tratto di costa: da una parte il mare blu cobalto, dall’altro i rilievi montuosi coi terrazzamenti coltivati, e i borghi colorati incastonati come gemme. Il treno tocca tutti e cinque i paesini. Monterosso, con la statua del Nettuno e le enoteche in cui degustare lo Sciacchetrà, il passito delle Cinque Terre. Vernazza, anche lei sulle pendici di uno sperone roccioso e fatta di salite e discese. Per raggiungere Corniglia, su un terrazzamento naturale a 100 metri di altezza, si può prendere un bus, ma è la lunga scalinata che rende la meta ancora più speciale. Manarola è un paradiso di vitigni e ulivi, con le abitazioni arroccate sulla scogliera. E infine Riomaggiore, allungato in una gola fra due colline, dove le case hanno colori ancora più sgargianti.

Se vi fermate più giorni, per risparmiare c’è la Cinque Terre Treno MS Card che offre diversi vantaggi non solo per i treni, ma anche per i bus fra i borghi, per accedere al Parco Nazionale e altro ancora.

Sardegna – Trenino Verde

Da più di 130 anni, il Trenino Verde dell’ARST collega la costa con l’interno della Sardegna, il cuore pulsante dell’isola. E speriamo torni a farlo presto perché a oggi (quando è stato scritto l’articolo) non è operativo, e non si sa nulla della programmazione per il 2024. Come si legge su Wikipedia infatti, “il fascino del Trenino Verde è messo a dura prova da politiche che ne ostacolano il pieno funzionamento”. Una spiacevole trafila di chiusure di varie tratte iniziata nel 1996, a cui si oppone il Comitato per la salvaguardia del Trenino Verde che chiede alla Regione un progetto di valorizzazione su un piano pluriennale.

Coi suoi 438 chilometri, ha la rete ferroviaria turistica più lunga d’Europa e si snoda su cinque itinerari: Palau–Tempio, Macomer–Bosa, Mandas–Laconi, Mandas–Seui e Arbatax-Lanusei. Un patrimonio da conservare assolutamente.

Si viaggia su carrozze dei primi del Novecento, a una media di 20 chilometri all’ora, il “turismo lento” al massimo della sua espressione in pratica. Richiede un certo spirito di adattamento: non ci sono sedili imbottiti, prese per caricare lo smartphone, l’aria condizionata, bar o ristorante a bordo. A ripagare i viaggiatori ci pensa la natura selvaggia dell’isola che si ammira dal finestrino: foreste rigogliose, corridoi di rocce, ulivi e lentischi.

Sul Trenino Verde i viaggi sono di tre tipi (Relax, Escursione e Impegnativi) in base alla lunghezza, che va da meno di un’ora e mezza andata e ritorno, a oltre tre ore per singola tratta, toccando i luoghi più remoti della Sardegna.

Sicilia – Treni storici del gusto

Anche per questa esperienza sui binari, attendiamo fiduciosi che la burocrazia della Regione si snellisca e faccia il suo corso. Difficile infatti resistere a un viaggio in treno che, oltre al territorio, ti porta a scoprire le delizie culinarie. E parliamo della Sicilia.

Questo progetto, generalmente in programma dall’estate a fine anno, offre una ventina di itinerari lungo linee panoramiche che si snodano attraverso tutta l’isola.

Anche qui, locomotive, automotrici e carrozze degli anni Trenta sono messe a disposizione dalla Fondazione FS Italiane. Grazie alla lentezza, si vivono paesaggi e borghi, tradizioni popolari e buon cibo. Parliamo della Sicilia verace, quella delle sagre, dei riti, delle usanze antichissime che raccontato la storia millenaria dell’uso del territorio da parte di contadini e pescatori. Non mancano però alcune delle tappe salienti di un viaggio siciliano: Catania, Palermo, Messina e di volta in volta luoghi che custodiscono sapori unici come Modica, Bronte e Marsala, o i centri storici millenari di Taormina, Siracusa, Agrigento e Ragusa Ibla.

E per mettere in risalto il forte legame fra cibo e cultura, il calendario dei viaggi corrisponde anche alle varie manifestazioni, decine di appuntamenti per conoscere la regione dal punto di vista storico, culturale ed enogastronomico. A raccontare il territorio attraverso i prodotti più rappresentativi ci pensa Slow Food Sicilia. Un modo questo per scoprire anche la grande biodiversità dell’isola.

 
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