Italia da scoprire: le mete dimenticate

L’Italia è uno dei Paesi più amati dai turisti di tutto il mondo. È piccola ma ha il grande pregio di offrire tutto quello che si desidera: splendide città d’arte, montagne da cartolina, mare cristallino, colline degne di un quadro. Annoveriamo mete mainstream di risonanza planetaria prese letteralmente d’assalto dai visitatori. In parte proprio per questo (ma anche per un turismo sempre più superficiale che si affida solo a Google e ai social), ci sono altre destinazioni molto belle, ma che restano nell’ombra. Noi ve ne proponiamo sei, da nord a sud dello Stivale.

Treviso | © David Bramhall

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Treviso | © David Bramhall

Treviso – Veneto

Con delle “vicine di casa” come Venezia, Verona e Padova, è facile non farsi notare. Ma Treviso ha il suo perché, grazie a un connubio perfetto di arte, storiae acqua. Situata nella bassa pianura veneta in una zona ricca di risorse idriche, in pratica è circondata dall’acqua. Il fiume Sile che l’attraversa, con i suoi 95 chilometri è il fiume di risorgiva più lungo d’Italia. Nei secoli è stato utilizzato per la navigazione fluviale e lo scambio di merci, creando un forte legame fra Treviso e le sue acque. Un must è passeggiare lungo il fiume e i canali. Le case porticate con le facciate affrescate sul canale dei Buranelli sono una tappa da segnare. Ma si possono raggiungere anche luoghi bucolici, a piedi o in bicicletta, nel Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.

Ora entriamo nel centro storico della città, racchiusa da antiche mura. Delle originarie dodici porte d’accesso ne sono rimaste tre. Treviso è perfetta da esplorare a piedi. Custodisce meraviglie artistiche come il Duomo con la pala dell’Annunciazione del Tiziano. Piazza dei Signori è il salotto per eccellenza dei trevigiani, su cui si affaccia Palazzo dei Trecento. Ci sono poi i Musei Civici nelle sedi di S. Caterina e del Museo Luigi Bailo e Ca’ dei Carraresi. Una delle esperienza più tipiche in città è il mercato che si tiene ogni martedì e sabato mattina in Piazza del Grano e Piazzale Burchiellati, con specialità enogastronomiche locali. Fra le bancarelle e le osterie circostanti potrete assaggiare il Radicchio Rosso di Treviso IGP, e il Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene DOCG.

Cala Rossa | Isola di Capraia | Foto di Mongolo1984

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Cala Rossa | Isola di Capraia | Foto di Mongolo1984

Isola di Capraia – Toscana

Fra le isole più gettonate dell’arcipelago toscano ci sono l’isola d’Elba e quella del Giglio, ma se volete allontanarvi dai percorsi più turistici, scegliete l’Isola di Capraia. Nonostante il nome suggerisca altro, l’etimologia allude all’origine vulcanica dell’isola e alla sua anima aspra e rocciosa. Ragione per cui non viene invasa dalle masse.

Questo però non toglie nulla allo splendore della macchia mediterranea e al mare cristallino, ideale per fare diving, snorkeling, gite in barca e soste in piccole calette. Anche Capraia infatti è inclusa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Il terreno lavico, un tempo coperto da boschi, oggi vede soprattutto arbusti. La ricca vegetazione, con specie endemiche rare, è costituita per la maggior parte da pini, lecci, oleandri selvatici e da qualche albero di sughero. I terreni coltivati nell’entroterra producono marmellate, conserve, grappe, formaggi, miele e vino.

Mettere piede a Capraia, l’isola dell’arcipelago più lontana dalla terraferma, significa sbarcare in un luogo selvaggio. Il paese è un angolo di paradiso fuori dal tempo. Le fortificazione costruite al tempo del dominio genovese, come il Forte S. Giorgio e la Torretta del Bagno, raccontano il passato di incursioni piratesche. La strada di S. Leonardo, di origine romana e immersa nei profumi della macchia mediterranea, ai tempi fungeva da sentiero segreto per collegare il porto col paese. Molti sono gli itinerari di trekking che vanno alla scoperta di paesaggi mozzafiato, reperti storici e baie segrete come Cala Rossa, sulla punta Zenobito.

Museo Della Maiolica | Laterza | © Chiave di volta soc. coop.

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Museo Della Maiolica | Laterza | © Chiave di volta soc. coop.

Laterza – Puglia

In provincia di Taranto, a soli 20 chilometri da Matera, c’è Laterza. Con le sue strade bianche, è immersa nella tipica atmosfera da borgo del Sud Italia, con tanto sole e file di panni stesi ovunque. È famosa come il paese delle tre “F”: forni, fornellie fornaci. Forni per la cottura del pane, fornelli per la cottura della carne, e fornaci per la cottura delle maioliche.

L’arte della maiolica è infatti molto amata. Parliamo della ceramica dalle tinte azzurro, giallo, arancio e verde ramina, con la quale si realizzano piatti, vasi e altri manufatti. Alla maiolica è dedicato un museo, il MuMa, con pezzi prodotti da abili maestri del 1600. Oggi la tradizione viene tramandata dagli artigiani locali. Il museo è ospitato da Palazzo Marchesale, cuore culturale del borgo costruito alla fine del 1300. Altro fiore all’occhiello è la Chiesa di S. Lorenzo.

A pochi minuti a piedi dal centro storico c’è la gravina, una sorta di canyon che si trova solo in questa parte di Italia, fra Puglia e Basilicata. Lungo 12 chilometri e largo 400 metri, è fra i più grandi d’Europa. Siamo nella Terra a delle Gravine, protetta da un parco regionale. La gravina di Laterza è formata da muraglioni di roccia e pareti di calcare che superano i 200 metri. Rispettando i vincoli dettati dalla Lipu, che qui ha un’Oasi per la protezione dell’ecosistema, è possibile fare free climbing e trekking di varia difficoltà. L’uomo è riuscito ad abitare anche in questi luoghi aspri, creando insediamenti rupestri con sentieri, scalette, terrazzamenti, sistemi di raccolta e distribuzione dell’acqua piovana.

Municipio | Offida | Foto di Artandmath

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Municipio | Offida | Foto di Artandmath

Offida – Marche

In una regione del Centro di per sé abbastanza snobbata, troviamo uno dei borghi più belli d’Italia, anche lui snobbato. Racchiusa dalle mura del 1400, Offida è incastonata in uno sperone roccioso tra le valli del Tesino e del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Il panorama che si ammira dal centro storico spazia dal Monte Ascensione alla catena dei Sibillini, dal Monte dei Fiori all’Adriatico. Nei giorni limpidi si intravedono anche il Gran Sasso e la Maiella.

Il cuore nevralgico di Offida è Piazza del Popolo, dall’insolita forma triangolare per un riassetto settecentesco, e sulla quale si affacciano edifici di stile e materiale diversi. Sul lato principale spicca il Palazzo Comunale, con una loggetta di tredici colonne in travertino e un portico del 1400. C’è poi il Teatro del Serpente Aureo, una perla di concezione barocca ricco di stucchi e intagli dorati. Sulla piazza si affacciano anche la Chiesa della Collegiata e la Chiesa dell’Addolorata, che custodisce la Bara del Cristo Morto. Poco distante c’è la Chiesa di S. Agostino.

L’edificio di culto più importante è però al margine dell’abitato. È la Chiesa di S. Maria della Rocca, su una rupe dalle pareti scoscese. Costruita nel 1330 su un castello longobardo, custodisce affreschi del Maestro di Offida.

Ma il borgo è noto anche per la lavorazione del merletto a tombolo, antica tradizione ancora molto diffusa, a cui è dedicato un museo. È all’interno dell’ottocentesco Palazzo De Castellotti-Pagnanelli, che ospita anche il museo archeologico G. Allevi, il Museo delle Tradizioni Popolari e la Pinacoteca comunale.

Scilla | Calabria

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Scilla | Calabria

Scilla – Calabria

Casette colorate abbarbicate sulla rupe, il Castello Ruffo a picco sul mare, il panorama con lo Stretto di Messina e la vista sulla Sicilia. Con questa cornice sembra assurdo che i turisti in Calabria spesso e volentieri si fermino a Tropea, e non vadano più a sud fino a Scilla. Eppure è così. Parliamo di un paesino delizioso in provincia di Reggio Calabria, costruito su un alto sperone roccioso nella Costa Viola (il nome viene dal particolare colore che può assumere l’acqua durante la giornata).

Scilla ha origini che rimandano al periodo della distruzione di Troia e al mito di Ulisse. Il nome è legato alla figura mitologica di Scilla, trasformata in mostro marino.

La parte più antica del borgo è Chianalea, il quartiere dei pescatori fatto di piccole case arroccate sugli scogli, e separate da minuscoli vicoli. Da vedere la piccola Chiesa di S. Giuseppe, con i suoi cento posti a sedere.

La costa nei dintorni di Scilla offre sia piccole calette di difficile accesso, come Cala delle Rondini, sia spiagge più ampie dotate di ogni comfort. La più famosa è quella di Marina Grande, incorniciata da imponenti rocce a picco sul mare. Una delle più belle è la spiaggia delle Sirene, soprattutto per chi ama l’acqua alta e i fondali ricchi di flora e fauna. Sempre per gli appassionati di snorkeling e delle immersioni, c’è anche la spiaggia di Punta Pacì.

E per chi non si accontenta del mare, attraversando i piani della frazione di Melia in pochi chilometri si arriva a Gambarie, nel territorio di S. Stefano d’Aspromonte, località sciistica in cui si scia ammirando il mare.

Basilica di San Vitale | Ravenna

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Basilica di San Vitale | Ravenna

Ravenna – Emilia Romagna

Nel cuore della Romagna, a pochi chilometri dalla costa adriatica, c’è una città d’arte meno visitata di quanto dovrebbe. Il ricco patrimonio di Ravenna si deve in gran parta al suo glorioso passato. È stata infatti capitale per tre volte: nelle ultime fasi dell’Impero Romano d’Occidente, durante il regno dei Goti di Teodorico, e sotto il dominio bizantino. Basta passeggiare per il centro per rendersene conto, ma a testimoniarlo c’è anche l’Unesco, che ha incluso nel Patrimonio dell’Umanità otto edifici: la Basilica di S. Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, la Cappella di S. Andrea, il Battistero degli Ariani, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Mausoleo di Teodorico e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe. Ma Ravenna è nota soprattutto per essere la città del mosaico. Il fiore all’occhiello sono i mosaici negli edifici paleocristiani e bizantini, ma si possono ammirare splendidi esempi semplicemente camminando per le vie e le piazze.

Infine, Ravenna accoglie le spoglie di Dante Alighieri. La sua tomba si trova nella ZVenetoona del Silenzio, in pieno centro storico, area che include anche il Quadrarco di Braccioforte e la Basilica di S. Francesco.

Per chi ama i musei, eccone alcuni: il MAR – Museo d’Arte con la collezione dei mosaici contemporanei, il Museo Nazionale con reperti da scavi di epoca romana e bizantina, il Museo Arcivescovile con reperti archeologici e opere d’arte, il Museo Dante con vari cimeli.

Per godervi lo svago cittadino segnatevi il Mercato Coperto, l’area della Darsena, e gli stabilimenti balneari durante l’estate.

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