Negli articoli precedenti vi abbiamo portato nelle foreste del Canada e degli Stati Uniti per farvi godere i benefici dello stare “immersi” fra gli alberi. Nessun rumore di macchine e clacson, ma il silenzio interrotto solo dal cinguettio degli uccellini, dal vento fra i rami, dall’acqua che scorre in un torrente. Respirare a pieni polmoni quella che da sempre chiamiamo “l’aria buona”. Sentire il profumo delle piante e dei fiori, toccare una corteccia, l’erba. Sono cose apparentemente “semplici” ma che danno un benessere profondo: la foresta diventa un’esperienza per rilassarsi e connettersi con la natura e con se stessi.
Ma per “immergerci” nel verde non serve per forza andare dall’altra parte dell’oceano. In Europa ci sono immense foreste che fanno al caso nostro. Per questo articolo abbiamo scelto la Germania, dove secondo il Ministero Federale per l’Alimentazione e l’Agricoltura tedesco (BMLEH, acronimo di “Bundesministerium für Landwirtschaft, Ernährung und Heimat”) il 32% del territorio è ricoperto di foreste. Già vi avevamo parlato della Foresta Nera mentre ora vi portiamo in Baviera e Assia, dove le foreste sono un vero e proprio patrimonio, e la natura è lasciata libera di evolvere senza interventi umani come disboscamenti o rimboschimenti artificiali.Parco Nazionale della Foresta Bavarese
Iniziamo con il primo parco nazionale fondato in Germania. Andiamo in Baviera, il Land (Stato federato) nel Sud famoso per la sua capitale, Monaco, i castelli medievali, la ricchezza culturale. Ma c’è molto altro: fondato nel 1970, il Nationalpark Bayerischer Wald (Parco Nazionale della Foresta Bavarese) si trova all’estremo Est, al confine con la Repubblica Ceca tanto da unirsi al Parco Nazionale della Selva Boema, formando la più grande area boschiva continua dell’Europa centrale. La Selva Boema è una catena montuosa che si snoda fra questi due Paesi e l’Austria.
Grazie all’espansione avvenuta nel 1997, oggi il Parco Nazionale della Foresta Bavarese copre una superficie di 24.250 ettari. L’abete rosso e il faggio europeo sono gli alberi più comuni in quest’area, la cui mescolanza con altre specie di piante come il faggio, il frassino, l’acero platanoide e il tiglio dipende molto dal clima e dalla posizione. Si possono distinguere però tre tipi di habitat forestali. La foresta di abete rosso è il fiore all’occhiello del parco. Anche se questa pianta è presente in quasi tutte le nazioni dell’Europa centrale, per lo più coltivata, è raro trovare foreste naturali ad altitudini così elevate. Ricordano quelle della taiga, e generalmente si trovano nelle zone più alte e remote delle montagne sopra i 1.100 metri e nelle Alpi (la cima più alta del parco è il Großer Rachel con 1.453 metri). La neve è spesso presente fino all’inizio dell’estate.
Scendendo di quota troviamo i versanti meridionali e sud-occidentali del parco che, grazie a temperature molto più calde, sono l’habitat ideale per le foreste di montagna miste. In termini di superficie rappresentano l’habitat più significativo. Oltre all’abete rosso infatti si trovano anche l’abete bianco, il faggio ramato e l’acero platanoide.
Infine, il terzo habitat è quello della foresta alluvionale di abeti rossi. L’aria fredda che scende dai monti raggiunge i bacini delle valli, con gelate anche nel periodo estivo. L’umidità e le basse temperature fanno sì che solo poche altre specie di piante riescano a invecchiare insieme all’abete rosso.Gli amanti dei colori si riempiranno gli occhi con le piante in fiore, come la soldanella montana (piuttosto rara ma presente quasi ovunque nel parco), la genziana maggiore e l’erba lucciola a foglie larghe. Si trova anche l’erba del botrichio multifido, una felce minacciata di estinzione. A questi si aggiunge il verde del muschio, con il 40% di tutte le tipologie presenti nell’intera Germania.
Per un’immersione totale nel verde della foresta ci sono ben 350 chilometri di sentieri escursionistici segnalati. Fra quelli a lunga percorrenza spiccano il Goldsteig e un tratto del sentiero europeo E6, che dalla Scandinavia porta fino in Grecia per un totale di 5.200 chilometri. C’è anche una serie di percorsi circolari, contrassegnati dal simbolo di un animale su sfondo giallo. Al trekking si aggiungono le piste ciclabili in cui si pedala per diverse centinaia di chilometri. Sia che si cammini, sia che si vada alla scoperta del territorio su due ruote, vi aspettano pittoresche brughiere e torrenti cristallini. Fra le varie esplorazioni, da non perdere è il lago glaciale Rachselsee.
Avrete la possibilità di avvistare alcune delle numerose specie animali che popolano il Nationalpark Bayerischer Wald, come il più grande mammifero dell’Europa centrale, il cervo rosso. Diverse specie scomparse sono tornate a vivere nel parco, come la lince, il più grande felino del continente, sparita nel 1800 a causa della caccia, e il lupo. Non mancano altri mammiferi come gatti selvatici, lontre e castori.Grazie a rigorose misure di protezione, un altro importante ritorno nelle foreste del parco è l’allocco degli Urali. Per gli appassionati del birdwatching sarà più facile ammirare il gallo cedrone, l’uccello più caratteristico della regione, a cui si aggiungono il pigliamosche pettirosso, il merlo dal collare e il picchio tridattilo.
Parco Nazionale Kellerwald-Edersee
Spostiamoci ora nel cuore della Germania, in Assia. È lo Stato federato di Francoforte per intenderci, uno dei motori dell’economia tedesca e una delle principali regioni finanziarie dell’intero continente. Ma a questo si aggiunge un importante patrimonio naturale, soprattutto nell’Assia settentrionale, con paesaggi incontaminati. È proprio qui che si trova il Nationalpark Kellerwald-Edersee (Parco Nazionale Kellerwald-Edersee). A dargli il nome sono la catena montuosa Kellerwald e il lago Edersee, uno dei più grandi bacini artificiali della Germania.
Nel 2004, l’Assia aveva designato 5.738 ettari al parco, ma nel 2020 sono state aggiunte le aree delle foreste collinari a nord e a est del lago: oggi la superficie protetta è di 7.688 ettari, estendendosi per una lunghezza di 27 chilometri. A disegnare il paesaggio di bassa montagna ci pensano ben 75 cime e numerose valli.

La formazione delle foreste sarebbe stata molto più estesa se l’uomo nei secoli non ne avesse ridotto drasticamente le aree. Per questo l’Unesco ha deciso di proteggerle sotto il suo cappello, designando come Patrimonio dell’Umanità dapprima le foreste primordiali di faggio dei Carpazi, e poi nel 2011 quelle della Germania, seguite da altri 18 Paesi europei. In tutto parliamo di una novantina di siti, in cui è inclusa anche un’area del Parco Nazionale Kellerwald-Edersee per un totale di 1.467 ettari.
Ma anche se sono i faggi la punta di diamante del parco, un’indagine approfondita dell’area protetta ha registrato, descritto e mappato ben 87 tipologie di habitat.
Come abbiamo visto, l’area protetta si compone principalmente di antiche faggete, ma tra i suoi tesori si annoverano strutture forestali primordiali e foreste di latifoglie rimaste intatte da tempo immemore. A impreziosire il territorio c’è anche un migliaio di sorgenti d’acqua, fra cascate e ruscelli. Nelle valli pianeggianti e nei prati, i corsi d’acqua si raccolgono per formare torrenti di bassa montagna.
Non stupisce quindi che nel parco vivano oltre 11.000 specie di animali, piante e funghi, ognuna col suo ruolo in un ecosistema intatto, e molte ancora da studiare. Per darvi un’idea, ecco un po’ di numeri di questo polmone verde tedesco: 1.550 tra felci e piante da fiore, muschi e licheni, almeno 1.300 specie fungine che ricoprono il suolo e la corteccia degli alberi, oltre 5.650 specie animali tra cui oltre 390 specie di aracnidi, più di 930 specie di farfalle, almeno 1.000 specie di mosche e oltre 1.700 specie di coleotteri.
Per scoprire il territorio si può fare trekking lungo le colline boscose, nelle valli solcate da torrenti, in un’alternanza di boschi e gole nascoste. Ci sono sentieri escursionistici ben segnalati. Fra i più apprezzati c’è il Urwaldsteig Edersee, un percorso circolare di 68 chilometri. Si snoda per lo più lungo ripidi pendii intorno al lago in stretti sentieri. È suddiviso in sei tappe da fare in tre o sei giorni. Dal sentiero principale si diramano poi altri dieci percorsi circolari brevi per fare trekking in giornata. Molto amato è anche il Kellerwaldsteig, un sentiero escursionistico circolare lungo 156 chilometri formato da dodici tappe. Il tratto meridionale attraversa la foresta, mentre quello settentrionale si snoda attorno all’Edersee. Non resta altro da fare che abbandonarsi alle meraviglie di Madre Natura.
Autore: Claudia Dagrada








