La chiusura di delfinari e zoomarini comporta la ricollocazione dei cetacei. A patto che ci sia qualcuno disposto ad ospitare animali nati in cattività e che non sopravvivrebbero nel loro ambiente naturale. È il caso del Marineland di Antibes, la più grande struttura in Europa.

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Lo scopo dei delfinari, per quanto quasi tutti tentino il greenwashing con la scusa della ricerca, o della terapia psicologica, si può riassumere in una parola: intrattenimento. Né più né meno che un circo con animali ammaestrati. Il pubblico di questi circhi è sempre numeroso, come numerose sono ancora le persone che non hanno capito un granché del pianeta in cui vivono. Delfinari e vasche con i cetacei non sono neanche paragonabili agli zoo, prigioni che però in molti casi sono state di qualche utilità per la ricerca e per il ripopolamento. L’ultimo caso è quello del rinoceronte bianco meridionale, una specie virtualmente estinta: due sole femmine sono sopravvissute nel loro ambiente naturale e l’ultimo maschio è in cattività.
Partendo da un complesso iter di fecondazioni artificiali e ibridazioni gli scienziati pensano di poter almeno provare a far ripartire la specie. Su orche e delfini non ci sono scuse: non sono in estinzione, non ci sono geni da salvare, semmai c’è un pubblico pagante da intrattenere con le loro acrobazie. Come nei circhi con gli animali. Luoghi dove tradizionalmente si portano i bambini. Nell’Unione Europea si preme da venti anni sul bando totale degli animali nei circhi, ma le approvazioni delle leggi continuano a slittare. La Francia intanto vieta definitivamente gli spettacoli con qualsiasi cetaceo in cattività a cominciare dal 2026. Il più grande delfinario francese, il Marineland di Antibes, con quasi 1.000.0000 (sì, un milione) di visitatori l’anno chiude con un anno di anticipo. Ora le orche ospitate sono in un limbo legislativo. E in un vero inferno esistenziale.
Orsi polari in Costa Azzurra
Sì, avete letto bene: tra gli ospiti del Marineland di Antibes c’erano anche orsi polari oltre a squali, delfini, orche e leoni marini. 4.200 animali da piazzare così, di botto dopo 55 anni di attività. Un’attività fondata nel 1970 dal conte Roland de la Poype, pilota di caccia pluridecorato durante la seconda guerra mondiale e poi magnate dell’industria della plastica. Un’idea che diventa presto l’attrazione più importante (e più remunerativa) di tutta la regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, un distretto che comprende Marsiglia, Nizza, Cannes, Tolone, Avignone e, ovviamente, Antibes. Il parco zoomarino, o zooparco marino (la Crusca non dà indicazioni) è una vera macchina di soldi che secondo le stime di manager si sostiene per il 90% sugli spettacoli con i cetacei. Il novanta percento.
Sostanzialmente sugli wow di innocenti bambini quando vedono un’orca saltare fuori dall’acqua, come i nostri nonni facevano wow davanti un tipo baffuto e in divisa da ussaro con in mano frusta e sgabello nella gabbia con i leoni. Il tunnel degli squali, una galleria trasparente che attraversa un habitat marino artificiale del Marineland, non attira come le acrobazie dei cetacei. Sono così amichevoli, intelligenti e simili a noi che abbiamo scelto di imprigionarli per il nostro intrattenimento. Ora vanno sloggiati tutti, non solo i cetacei 12 delfini e 2 orche: tutti. Gli animali catturati possono essere rieducati e poi liberati, ma per quelli nati in cattività l’unica speranza di sopravvivenza è un’altra cattività. Tra questi ci sono due orche. E le orche adulte pesano anche più di sei tonnellate: non le trasporti in una gabbietta come i canarini, o come i poveri delfini che viaggiano in vasche da bagno in vetroresina appena più lunghe di quelle che abbiamo nelle nostre case.
Quando le prigioni chiudono i battenti
Succede con le guerre: animali lasciati senza acqua, né cure né cibo per i bombardamenti, ma anche con gli zoo privati che chiudono per mancanza di fondi. Delfinari e zooparchi marini, estremamente redditizi, chiudono solo per l’entrata in vigore delle leggi. Il primo paese a bannarli è stato la Svizzera, che nel 2013 ha ordinato la chiusura completa dei delfinari. Nel 2019 il Canada adotta una legge che vieta la cattività di cetacei con eccezione dei centri di riabilitazione e ricerca. Nel 2023 con la morte di Kiska, l’ultima orca detenuta in Canada, uccisa da infezioni batteriche, finisce un’epoca di sfruttamento. Segue il Messico che nel 2023 banna gli spettacoli con i cetacei ma la legge, come con gli animali da circo in Italia, è ancora ostacolata. Infine, la Francia, che impone il divieto di spettacoli con cetacei, legge che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026.
Un paese che non ha mai bannato espressamente spettacoli e detenzione di cetacei è il Regno Unito ma le leggi britanniche erano già così rigorose che l’ultimo parco zoomarino ha chiuso i battenti l’8 marzo 1993. Da allora il Regno Unito è dolphinaria-free. Alcuni delfini (Missie, Silver e Rocky) erano già stati riabilitati e rilasciati ai Caraibi nel 1991, gli altri trasferiti in strutture europee. In Spagna, al Barcellona Zoo Aquarama, Il Comune ha bocciato la costruzione di una nuova struttura e i delfini vengono trasferiti all’Attica Zoological Park, in Grecia, tra il 2019–2020. A Miami, 2024, a seguito di violazioni sul benessere dei cetacei viene revocato il contratto di locazione del famoso Seaquarium e inizia lo sfratto. Un tribunale sta discutendo il ricollocamento di delfini e pinnipedi in altre strutture.
Il trend è inarrestabile. Orche, pinnipedi e delfini nati in cattività verranno spostati da una prigione all’altra. Molti esemplari non sopravvivono al trasporto e gli ambientalisti premono per la ricollocazione o la costruzione di santuari marini in grado di accogliere esemplari ormai incapaci di adattarsi alla vita selvatica. Ad Antibes i manifestanti sollevano cartelli con la scritta “Un santuario, non il Giappone – Salviamo le nostre orche” e “Un santuario, non Tenerife – Salviamo le nostre orche”. Giappone e Spagna sono i due paesi dove si pianificava di ospitare Wikie e Keijo, le due orche, nei rispettivi zoopark marini. Ma la Spagna dà forfait, non c’è abbastanza spazio. La sorte delle due orche è ancora in bilico. Da gennaio. Succede solo in Europa. Negli Emirati e in Cina ci sono parchi del genere per i quali sono stati appena investiti miliardi (MLD) di dollari.
Pitcairn
Il Marineland ha smesso di funzionare a pieno regime. Non che avesse funzionato alla grande precedentemente: storie di alghe, infezioni virali e batteriche, erano frequenti. Nel 2015 una tempesta colpisce Antibes causando un’alluvione. Le vasche vengono inondate dal fango mentre la rete elettrica collassa e le pompe non riescono a pompare acqua dal mare e Valentine, un’orca di 19 anni muore insieme a leoni marini, squali e tartarughe. Wikie e Keijo sopravvivono. Fanno parte delle 57 orche registrate in cattività nel mondo. E mentre gli attivisti implorano che vengano mandati in un santuario invece che negli zoo in Giappone e Tenerife le alghe hanno già invaso le vasche.
Le immagini sono devastanti. E non è tutto. Keijo, un giovane maschio nato in cattività come Wikie, la madre, sta cercando di accoppiarsi con lei ed i volontari che assistono le due orche stanno cercando di impedirglielo in tutti i modi. E qui, scusate la digressione, mi viene in mente l’orrore di Pitcairn. Sì, l’isola felice degli ammutinati del Bounty. Non avevano altra scelta che riprodursi tra consanguinei ed il risultato è stato terrificante. Violenze familiari, follia e tare genetiche. Qualsiasi cosa dicono i sostenitori delle razze pure, che mettono sullo stesso piano cani e umani, succede sempre quando i geni non si mescolano con quelli di un’altra etnia. E mentre aspettiamo una decisione da parte del governo francese viene in mente che il traffico di cetacei dovrebbe essere equiparato a quello degli esseri umani. Sono intelligenti quasi come noi? Hanno i loro linguaggi e dialetti? Interagiscono tra loro e con noi come facciamo noi? Sono come noi. Non è specismo, ma da qualche parte si dovrà anche cominciare e Parigi l’ha capito. Le capitali della cafoneria mondiale no.
Autore: Claudio Di Manao





















































































































