São Tomé e Príncipe: una perla verde sconosciuta

Ci sono Paesi nel mondo che ancora sfuggono meravigliosamente alla lente di ingrandimento del turismo di massa, piccole perle nascoste di cui si sa ancora poco o addirittura niente. È il caso di São Tomé e Príncipe, minuscolo Stato insulare africano.

São Tomé and Príncipe | Foto di Caroline Granycome | CC BY-NC-SA 2.0 | Flickr

Siamo nel golfo di Guinea, a circa 300 chilometri dalla costa del Gabon, nell’Africa centro occidentale. São Tomé e Príncipe sono le isole maggiori dell’arcipelago formato da una ventina di isolotti, parte di una catena vulcanica sottomarina nota come linea vulcanica del Camerun. Parliamo in tutto di 991 chilometri quadrati.

In questo Paese, la vita scorre con una lentezza disarmante scandita dal motto “léve, léve“, letteralmente “piano, piano”. Si paga quasi sempre in denaro contante, la gente va coi cesti sulla testa a fare il bucato al fiume, e passare la giornata in spiagge deserte non è una rarità, anzi, al massimo a fare compagnia ci sono i pescatori. In questo angolo di paradiso da sempre staccato dalla terraferma, vi aspettano una vegetazione tropicale spettacolare e animali mai visti prima.

Un po’ di storia

São Tomé e Príncipe è una ex colonia portoghese. Le due isole maggiori furono scoperte fra il 1470 e il 1471. Inizialmente ebbero entrambe il nome dei santi del giorno della scoperta (San Tommaso e Sant’Antonio), ma nel 1502 ebbe la meglio il principe del Portogallo, a cui si versavano le tasse sulla produzione di zucchero. Grazie a un terreno vulcanico perfetto per l’agricoltura, i coloni si dedicarono alle piantagioni di canne da zucchero e del rinomato cacao.

São Tomé e Príncipe, un paradiso selvaggio e disabitato ai margini dell’emisfero australe, esercitò grande fascino sui portoghesi. Divenne così un crocevia di culture provenienti non solo dal Portogallo e dalla costa africana, ma anche dall’India e dal Brasile.

Il Paese festeggiò la sua indipendenza il 12 luglio 1975 dopo lunghe battaglie, diventando la Repubblica Democratica di São Tomé e Príncipe. Il portoghese è la lingua ufficiale, ma la maggior parte dei 235.000 abitanti parla lingue creole, nate principalmente dalla grande quantità di schiavi africani impiegati nelle piantagioni.

Il territorio

São Tomé e Príncipe vanta una natura lussureggiante grazie al clima oceanico-equatoriale, caldo e umido, che garantisce piogge regolari tutto l’anno. È una sorta di oasi tropicale in mezzo all’Oceano Atlantico ricoperta da una fitta foresta. Dalle montagne alle colline, dai fiumi ai laghi, cascate incluse, non manca nulla. Palme da cocco, baobab e mangrovie fanno da cornice alla costa puntellata da spiagge da cartolina. Le acque limpide del mare hanno una temperatura media intorno ai 24°C.

Ci sono fondamentalmente due stagioni: la stagione delle piogge da ottobre a maggio, con temperature che raggiungono 28°C, e la stagione secca da giugno a settembre, con meno precipitazioni, meno caldo e umidità. Andiamo quindi alla scoperta delle due isole principali.

Pescatore che intaglia una canoa da un tronco | Isola di Sao Tome | Foto di Steve Evans | Flickr
ISOLA DI SÃO TOMÉ

Parco Naturale Obô

São Tomé e Príncipe vanta un ricco patrimonio di piante, e un alto tasso di endemismo: delle 895 specie vegetali registrate, 400 sono endemiche.

Il Jardim Botânico Bom Sucesso, nel centro di São Tomé, è la porta d’accesso al Parco Naturale Obô, un’area protetta di 300 chilometri quadrati condiviso con Príncipe. È un santuario per la fauna e la flora, habitat di numerose specie rare, alcune delle quali in via di estinzione.

Andando verso sud, una delle icone non solo del parco ma del Paese è Pico Cão Grande, un gigantesco monolite di origine vulcanica che si erge sopra la foresta. Alto 663 metri, è un grattacielo dalla forma appuntita disegnato da Madre Natura. Il muschio che cresce sulle rocce e la presenza di serpenti rendono l’arrampicata piuttosto pericolosa. Per i più intrepidi, il periodo migliore è durante la stagione secca. A rendere Pico Cão Grande ancora più maestoso ci pensa la nebbia che spesso avvolge la cima.

Sempre a sud, altra perla è Mangal de Malanza, il più grande bosco di mangrovie. È un ottimo posto per osservare gli uccelli acquatici, soprattutto all’alba e nel tardo pomeriggio. Si possono avvistare dal ponte sul fiume Malanza, o meglio ancora esplorando la zona in canoa.

Trekking

Il sentiero di Lagoa Amélia è uno dei trekking più facili per esplorare il Parco Naturale di Obô e la foresta primaria d’alta quota. Porta fino a Lagoa Amélia a 1.475 metri: è un lago vulcanico che rappresenta la sorgente principale dei fiumi che attraversano la foresta. La sua caratteristica è quella di essere ricoperto da uno spesso strato spugnoso di vegetazione. Potrete ammirare begonie giganti, felci arboree e specie utilizzate nella medicina tradizionale.

Ci sono diversi sentieri escursionistici: uno in particolare, il sentiero Fugidos, passa lungo il bordo di Lagoa Amélia, ed è ideale per osservare gli uccelli autoctoni. Godetevi magnifici panorami sulle valli verdeggianti e su Pico de São Tomé, che con i suoi 2.024 metri è il punto più alto del Paese. È possibile fare trekking anche su questa montagna, ma richiede una buona preparazione fisica.

Birdwatching

Il principale punto di riferimento per il birdwatching sono le foreste del Monte Carmo, all’interno del Parco Naturale di Obô vicino al villaggio di Ribeira Peixe, nella parte meridionale di São Tomé. Sono ideali per avvistare specie endemiche, dalle più comuni alle più rare e a rischio di estinzione, ragione per cui queste foreste rivestono un ruolo di estrema importanza.

Un ottimo modo per fare birdwatching è anche una gita in barca, con una sosta obbligatoria al largo delle Ilhéus das Sete Pedras. Esplorando il mare in altre zone al largo, con un po’ di fortuna si possono avvistare anche specie più sfuggenti.

Spiagge

Le spiagge del sud sono le più belle, a partire da Praia Piscina. Deve il nome a una piscina naturale che si è formata nell’altopiano roccioso, e che separa il mare dal verde smeraldo della vegetazione tropicale. Da Porto Alegre è possibile raggiungere in barca Ilhéu das Rolas, minuscola isola che ospita un progetto di conservazione delle tartarughe. Ma una delle attrazioni principali sono le balene, che durante il periodo della migrazione da settembre a dicembre passano per queste acque. Inoltre, l’Ilhéu das Rolas è famosa per il monumento dedicato all’immaginaria linea dell’equatore, al centro del mondo, che separa l’emisfero settentrionale da quello meridionale. In Africa l’equatore si estende per migliaia di chilometri e attraversa sette Paesi, incluso il minuscolo São Tomé e Príncipe.

A nord, la spiaggia più rinomata è quella di Lagoa Azul. Per arrivarci bisogna percorrere un ripido pendio, ma a ripagare lo sforzo ci pensa il colore del mare che va dal turchese al verde smeraldo. È fra l’altro uno dei punti preferiti per fare immersioni, con ottima visibilità e un’ampia varietà di coralli.

Cascate

Le cascate sono imperdibili. A nord, il sentiero per la cascata Angolar attraversa una serie di tunnel, uno più buio dell’altro, il cosiddetto “regno dei pipistrelli”.

Altre cascate molto suggestive sono quelle del Rio do Ouro, uno dei fiumi più pittoreschi. Nasce a Pico Lagoa Amélia per poi sfociare nella spiaggia di Fernão Dias. Dopo aver ricevuto le acque dalle varie piantagioni, scorre verso nord-est per essere ingrossato dai suoi affluenti.

Le cascate più ammirate sono nel centro dell’isola, immerse in una vegetazione lussureggiante, come quella di São Nicolau alta decine di metri. Poi c’è la Cascata di Bombaim, in un luogo nascosto nel cuore della foresta. La più bella però sembra essere la cascata di Guégüe, vicino a Trinidad.

A sud di São Tomé troviamo invece la cascata di Praia Pesqueira, una delle più grandi. Situata nella zona di Ribeira Peixe, sfocia nel mare, offrendo un paesaggio meraviglioso e l’unione di acqua dolce e salata.

 

ISOLA DI PRÍNCIPE

Andiamo ora nella seconda isola maggiore della nazione: se a São Tomé, che dista circa 145 chilometri, la vita procede al ritmo di una rilassante lentezza, a Príncipe l’atmosfera si fa ancora più rallentata.

São Tomé e Príncipe | Foto di Rosino | CC BY-NC-SA 2.0 | Flickr
Formatasi 31 milioni di anni fa, è la più antica dal punto di vista geologico delle isole vulcaniche nel Golfo di Guinea. Dal 2012 fa parte della Riserva della Biosfera Unesco: protegge l’intera area emersa e gli isolotti disabitati di Bom Bom, Boné do Jóquei, Mosteiros, Santana e Pedra da Galei, e le isole Tinhosas.

Príncipe è caratterizzata da dolci rilievi a nord, e da una catena montuosa nella metà meridionale con cime che vanno da 500 a 950 metri di Pico do Príncipe, nel Parco Naturale di Ôbo, dove si trova una macchia di foresta pluviale primaria. La riserva vanta un grande patrimonio di biodiversità sia a livello di ecosistemi terrestri sia marini. Molte sono le specie endemiche, in particolare piante vascolari, molluschi, insetti, uccelli, rettili e pipistrelli. L’isola fa parte dell’hotspot di biodiversità delle foreste tropicali dell’Africa occidentale, con una vasta gamma di comunità vegetali e habitat importanti a livello mondiale come foreste tropicali primarie, palme e habitat ripariali di pianura. Inoltre, è molto importante per la riproduzione non solo di tartarughe marine, uccelli marini e cetacei, ma anche delle barriere coralline.

Il capoluogo è Santo Antônio, da dove si può raggiungere Pico Papagaio. Si trova nel Parco Naturale dell’Isola di Príncipe, nella zona centrale. Durante la passeggiata nella fitta foresta, da cui si arriva sulla cima del monte a circa 700 metri, si possono osservare scimmie, uccelli, orchidee e piante endemiche dalle proprietà medicinali.

A sud nel Parco Naturale di Ôbo invece c’è un altro monte da non perdere, Pico do Príncipe, un vulcano che dorme da oltre 15 milioni di anni.

São Tomé e Príncipe | Foto di Rosino | CC BY-NC-SA 2.0 | Flickr
Spiagge

Passiamo ora alle spiagge: la più famosa è Praia Banana, all’estremo nord, con un mare cristallino con colori che vanno dal verde al blu cobalto. Poco distante c’è Praia Burra, che ospita una delle più grandi comunità di pescatori. Andando nell’estremo sud incontriamo Praia Grande, fra due promontori, vicino alla foce del fiume Bibi e al villaggio di Neves Ferreira. Di fronte c’è l’isolotto di Boné de Jóquei, che richiama molti visitatori: nei suoi 30 ettari disabitati, nonostante si trovi a soli 2,5 chilometri da Príncipe ospita uccelli con caratteristiche differenti.

Nelle acque, oltre ai pesci tipici come squali, corvine, tartarughe e grandi murene, è possibile avvistare anche squali martello. Un acquario naturale che lascia a bocca aperta.

 

Autore: Claudia Dagrada

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