Groenlandia fai da te: consigli sui luoghi da visitare

È l’isola più grande del pianeta e la “e” meno densamente abitata: 2.175.000 chilometri quadrati (l’Italia ne conta 301.000) e 57.600 abitanti. Ma non solo, è anche la più estesa terra artica. È questo il biglietto da visita della Groenlandia, non proprio una meta per tutti (anche dal punto di vista economico), ma per questo ancora più affascinante.

Nuuk | Groenlandia | Foto di Visit Greenland | Unsplash

Posizionata nell’estremo Nord dell’Oceano Atlantico fra Canada, Islanda, Artide e Mar Glaciale Artico, questa terra di ghiaccio attira principalmente per la sua natura aspra e selvaggia, dove la caccia come sostentamento e le slitte trainate dai cani fanno spesso parte della vita quotidiana. Ammirare iceberg e aurore boreali, fare trekking e gite in kayak, avvistare balene: la Groenlandia saprà conquistarvi. Meglio ancora se accompagnati da cacciatori locali o guide specializzate, così da evitare incontri ravvicinati con orsi polari o barcollare sul ghiaccio instabile.

I primi ad abitarla furono gli indigeni Inuit, mentre i vichinghi approdarono nel XI secolo. Oggi è parte della Danimarca che la colonizzò nel 1721. Proprio in Danimarca o in Islanda dovrete probabilmente fare scalo per arrivare a destinazione (il maggiore aeroporto è quello di Nuuk). A causa della vasta massa di ghiacci e del clima, gli spostamenti interni non sono facili, il consiglio è quello di scegliere un’area da visitare e concentrarvi su quella.

Aasiaat | Groenlandia | Foto di Visit Greenland | Unsplash
Da Ilulissat verso Nord

Iniziamo l’esplorazione della Groenlandia dalla sua parte più estrema, quella settentrionale. Si può partire da Ilulissat, villaggio sulla costa centro-occidentale, una delle principali destinazioni turistiche. In groenlandese Ilulissat significa “gli iceberg“, e non a caso: in questa zona si staccano immensi iceberg dal ghiacciaio di Sermeq Kujalleq, il più grande del mondo al di fuori dell’Antartide, noto anche per essere fra i più veloci e attivi. Studiato da oltre 250 anni, ha contribuito a sviluppare la conoscenza del cambiamento climatico. La maggior parte degli iceberg che si staccano sostano nel fiordo glaciale di Ilulissat, Patrimonio Unesco, a 250 chilometri a nord del circolo polare artico. Vere e proprie sculture di ghiaccio scolpite da Madre Natura, con colori che vanno dal bianco al grigio fino al blu.

Ma Ilulissat non è solo iceberg: è un villaggio di case colorate ricco di tradizioni Inuit, ed è uno dei luoghi preferiti dalle balene in cerca di cibo durante le loro migrazioni, un paradiso per gli amanti del trekking e per avventurarsi in mare.

Puntando verso nord, lungo la costa che si estende per migliaia di chilometri si incontrano piccole comunità dedite alla caccia e alla pesca, in una terra che in inverno è regno della notte polare, e in estate del sole di mezzanotte.

L’arcipelago di Uummannaq e Upernavik, due importanti centri della Groenlandia nord-occidentale, sono ideali per fare kayak. Proseguendo lungo la costa ci si imbatte in un mondo ancora più remoto per arrivare poi nella cittadina di Qaanaaq, fra i centri abitati più settentrionali del mondo, dove la caccia di sussistenza è ancora la norma.

La baia di Disko

Tornando a Ilulissat, poco più a sud c’è la baia di Disko, la più grande baia aperta della Groenlandia occidentale. Per secoli è stata una grande risorsa economica per i coloni che commerciavano con l’Europa, grazie alla presenza di balene, trichechi e foche. La baia infatti ospita una vasta gamma di specie grazie alle acque ricche di sostanze nutritive, inclusi pesci che attirano molti predatori. In primavera accoglie balenottere, megattere, balene pilota, orche e narvali. La baia ospita anche le iconiche balene della Groenlandia, i cui canti sono udibili da gennaio a maggio. Sulle rive si possono avvistare vari uccelli, e intorno alla baia volpi artiche, lepri e pernici bianche.

Imperdibile è una visita alla cittadina di Qeqertarsuaq, nell’isola di Disko che dà il nome alla baia. Siamo nell’unica regione vulcanica della Groenlandia. Qui troverete spiagge dalla tipica sabbia nera disseminate di piccoli frammenti di ghiaccio, e alte montagne a picco sugli edifici colorati. La zona è molto apprezzata dagli escursionisti, in particolare per la geologia insolita e i paesaggi variopinti intorno a Qeqertarsuaq, che offrono anche ottime postazioni per ammirare gli iceberg e le balene nella baia di Disko. L’entroterra è molto rigoglioso, tanto da contare più della metà delle specie vegetali della Groenlandia.

Il circolo polare artico

Anche se il nome non lo direbbe, il circolo polare artico offre in realtà uno sguardo sulla Groenlandia più moderna, con l’unica strada che porta alla calotta glaciale. C’è un percorso per slitte trainate da cani che collega l’aeroporto di Kangerlussuaq a Sisimiut, la seconda città più grande del paese (parliamo di 5.500 abitanti). Quello che la rende speciale è però la natura,con un entroterra dai panorami spettacolari grazie alle ampie valli e alle alte montagne per fare sci di fondo ed escursioni.

L’area di Aasivissuit-Nipisat, che si estende dalla calotta glaciale al mare, è sotto il cappello dell’Unesco per proteggerne il paesaggio culturale, che porta con sé ben 4.200 anni di storia. In questi millenni l’uomo con grande resilienza ha vissuto il territorio cacciando animali sulla terraferma e nel mare, con le tradizionali migrazioni stagionali. C’è un patrimonio ricco e ben conservato legato al clima, alla navigazione e alla medicina, ci sono grandi abitazioni invernali e testimoniare la caccia al caribù, oltre a siti archeologici delle culture Paleo-Inuit e Inuit. Il sito include sette località, dall’isola di Nipisat a ovest ad Aasivissuit, vicino alla calotta glaciale a est.

Non stupisce che nel circolo polare artico si tenga una delle gare di sci di fondo più impegnative di sempre, l’Arctic Circle Race. La partenza è da Sisimiut, dura tre giorni e la distanza copre 160 chilometri. La prima edizione si è svolta nel 1998, e si tiene ogni anno tra la fine di marzo e l’inizio di aprile: il prossimo appuntamento è il 26 marzo. Richiama oltre 150 partecipanti da tutto il mondo. Durante le due notti della competizione si dorme in un campo tendato circondati dalla natura incontaminata.

La Groenlandia verde

La parte meridionale della Groenlandia offre un interessante cambio di scenario. Rispetto al ghiaccio che copre la maggior parte dell’isola, qui il verde predomina con l’agricoltura che riesce a trovare il suo spazio. Ci sono molte fattorie e pascoli che confinano coi fiordi glaciali. Sorgenti termali naturali, strade sterrate, valli ondulate e sentieri escursionistici tra le comunità agricole e una grande distesa di ghiaccio che scorre dai mari del Nord: è questa la Groenlandia del Sud, terra idilliaca in cui la storia degli insediamenti norreni (dei popoli nordici in epoca vichinga) si intreccia con le moderne comunità di pescatori e cacciatori. Segnatevi Igaliku, un piccolo insediamento agricolo ideale per fare escursioni fra pascoli con pecore che brucano l’erba, e alcune delle più belle rovine norrene della Groenlandia. Igaliku infatti è conosciuta soprattutto per le rovine di Garðar, cuore religioso del periodo vichingo del XII secolo. Si possono scoprire laghi e montagne, godendosi il ritmo lento di questo angolo di mondo. Igaliku è una delle cinque località che costituiscono il sito Patrimonio Unesco di Kujataa: agricoltura nordica e inuit al limitare della calotta glaciale.

La natura incontaminata dell’Est

Abbandoniamo i rigogliosi pascoli del Sud per scoprire un’altra area remota, disabitata per secoli, quella orientale. Conta circa 3.500 abitanti, che hanno deciso di vivere in una terra dominata dalla calotta glaciale e da catene montuose che scendono ripide verso il mare. Fiordi glaciali, piccoli insediamenti e aurore boreali fanno da cornice. La cultura è profondamente radicata inmiti e leggende, che spesso si ritrovano in incisioni rupestri e su ossa animali.

Kayaking Nella baia di Disko | Groenlandia | Foto di twiga269 EVEREST | Flickr

Il centro principale è Tasiilaq, punto di partenza per i più audaci che vogliono esplorare una delle zone più sperdute della Groenlandia facendo trekking, arrampicata e kayak. Si trova sull’isola di Ammassalik, in un piccolo fiordo circondato da rocce erose dai ghiacciai. Questa posizione isolata fa sì che non ci siano voli diretti su Tasiilaq, nonostante sia il centro abitato più grande della Groenlandia orientale, per cui è raggiungibile in elicottero dall’aeroporto di Kulusuk o in barca. Vi ricompenserà una natura selvaggia, corsi d’acqua noti solo alla gente del posto e vette incontaminate.

Il Parco Nazionale

Se Tasiilaq sembra un luogo remoto, il Parco Nazionale della Groenlandia nordorientale è su un altro pianeta. Con una superficie di 972.000 chilometri quadrati, di cui circa l’80% è coperto dalla calotta glaciale, è il più grande del pianeta. Ci abita solo il personale di alcune stazioni meteorologiche, militari e di ricerca. Non ci sono infrastrutture in termini di strade, porti, aeroporti, né per l’alloggio. Non ci sono città o centri abitati, quello più vicino è Ittoqqortoormiit a sud del Parco.

Fondato nel 1974, è sito Unesco per la salvaguardia dell’uomo e della biosfera. Non protegge solo paesaggi e habitat, ma anche siti storici e archeologici grazie alla presenza delle culture paleo- e neo-inuit.

Vi aspettano infinite distese di tundra, montagne spettacolari e profondi fiordi puntellati di iceberg. Il periodo migliore per visitarlo è luglio e agosto, quando i fiordi sono liberi dai ghiacci e la maggior parte dei siti è accessibile. Tra metà e fine agosto, la tundra diventa un quadro dai magnifici colori autunnali.

La caccia è vietata da decenni ma, trovandosi nell’Alto Artico, il numero di specie e la diversità sono inferiori rispetto alle latitudini più meridionali. Parliamo infatti di uno degli habitat più inospitali del pianeta. È comunque una roccaforte dell’orso polare. E poi ci sono i trichechi, che si incontrano più facilmente in estate, mentre per avvistare un narvalo si deve essere davvero fortunati, così come per il lupo artico, presente in un centinaio di esemplari. Si nutre principalmente di lemming e buoi muschiati. Per quanto riguarda gli uccelli, solo il corvo imperiale e la pernice bianca vivono nel parco tutto l’anno.

Come si può immaginare, la visita richiede una pianificazione accurata e una spesa notevole, a cui si aggiunge il permesso da richiedere in largo anticipo al governo della Groenlandia. Il modo migliore è partecipare a una delle crociere che visitano la zona ogni estate.

In conclusione, non è una meta che si possono permettere tutti, ma i fortunati si godranno i paesaggi incontaminati e il silenzio della vera natura artica, lontana dalle grinfie dall’uomo.

 

Autore: Claudia Dagrada

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