Approfondimenti sul parto naturale

Nei paesi sviluppati accade che la maggioranza delle donne non ha mai assistito ad un parto nella loro vita se non al proprio: alcune si documentano su internet, altre attraverso documentari televisivi e film. Spesso vengono mostrate situazioni di grande sforzo e sofferenza, di pericolo, di fretta e di emergenza, dove predominano camice bianco e telini verdi. Questo non è il parto naturale.
In Italia, oggi il parto naturale è una scelta più che una realtà. La maggior parte delle donne presenta tutti i presupposti per dare alla luce il proprio bambino senza complicazioni e bisogno di interventi. Avvicinarsi all’idea di un parto naturale significa poter incrementare il proprio livello di salute e permettersi di vivere con pienezza la trasformazione più grande della vita. Le donne che hanno in progetto un parto naturale non sono donne che scelgono di soffrire o di mettere in pericolo il proprio bambino. Sono donne che decidono di essere protagoniste della loro esperienza, scegliendo in maniera consapevole e informata le professioniste di fiducia da cui verranno assistite e sostenute, e il luogo più appropriato per la nascita del bambino.

La storia del parto in acqua

In Francia, negli anni ’70, l’equipe di Michel Odent iniziò ad assistere donne che partorivano in acqua. Si erano accorti della grande attrazione verso l’acqua delle donne in travaglio: alcune volevano fare la doccia, altre il bagno e quindi si organizzarono con una piscina da giardino gonfiabile. Questo fu l’inizio della storia delle vasche da parto negli ospedali. Quando una donna con forti contrazioni richiedeva imperativamente degli analgesici, finalmente si poteva disporre di una proposta alternativa. Quindi, all’inizio e per la prima volta in ostetricia, l’acqua era usata come analgesico.
Il passaggio all’assistenza della nascita in acqua fu abbastanza veloce, poiché spesso la donna si rifiutava di uscire dall’acqua e così veniva assistita in essa.
Negli anni ’80-’90 molti ospedali dovettero organizzarsi, sollecitati dalle richieste delle donne di avere l’acqua come aiuto durante il travaglio ed il parto.

Pillole di buone pratiche in Italia

L’8 marzo del 2009 è stata inaugurata la Casa del parto naturale Acqualuce, nel parco dell’Ospedale G.B. Grassi di Ostia (RM): in questa struttura si può partorire, in maniera naturale, in acqua. La casa maternità nel parco riunisce in sé caratteristiche che la rendono più protetta, rispetto al parto extraospedaliero, proprio perché collegata strategicamente con la struttura ospedaliera. Con i tagli alla sanità di questi ultimi anni ha già rischiato di chiudere più volte. Un altro enigma del sistema Italia dove una struttura che funziona e che costa poco viene “forse” costretta a chiudere.
L’Educatrice Prenatale, chiamata anche ‘Mother Assistant’o più semplicemente ‘Doula’, è una figura professionale in grado di assistere, affiancando l’opera del personale sanitario, la neomamma (anche il neopapà!) durante il periodo prenatale e durante il puerperio nelle delicate fasi di avvio al rapporto madre-bambino. La Scuola delle doule è attiva a Firenze, Milano, Bassano del Grappa, Mestre e Torino.

 

Autore: Sonia Festa

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