E se giocassimo fuori con i nostri figli?

Giocare all’aria aperta è un momento importante per la salute e la crescita dei più piccoli: i raggi del sole favoriscono la produzione di vitamina D, così preziosa per il corretto sviluppo delle ossa, e le attività fisiche danno forza e vigore. Un recente studio ha dimostrato come i bambini che giocano nella natura, fra tronchi d’albero e fiori colorati, sono più attivi rispetto a quelli che passano il loro tempo in parco giochi tradizionali, con strutture in metallo. La ricerca, unica nel suo genere, è stata condotta da Dawn Coe, ricercatrice presso l’Università del Tennessee.
Coe ha osservato i bambini presso il Centro di Early Learning dell’Università dal mese di giugno del 2011. Il centro all’epoca aveva ancora dei giochi tradizionali in legno ed altri in plastica. L’osservazione consisteva nel misurare quante volte i bambini utilizzavano i giochi e quante volte correvano a ripararsi dal sole sotto il portico. In seguito il Centro ha avviato dei lavori di ristrutturazione: sono stati piantati alberi, è stato realizzato un torrente, aggiunto un gazebo, tronchi d’albero, rami, rocce e fiori.

È stato trasformato in un parco giochi naturale. L’anno successivo Coe è tornata nel Centro e grazie all’aiuto dello statistico Cary Springer ha potuto osservare le differenze nell’attività dei bambini. Modificando il contesto, sono cambiate anche le attività di gioco: i bambini si sono cimentati nell’annaffiare i fiori, svolgevano molte più attività aerobiche e di potenziamento muscolare. Erano molto più attivi e passavano meno tempo all’ombra del portico, evidentemente incuriositi e stimolati da un ambiente naturale che consentiva loro di cimentarsi in qualcosa di nuovo e creativo.

Dare a un bambino la possibilità di usare un piccolo ceppo d’albero come fosse una bacchetta magica stimola e allena l’immaginazione e la fantasia molto più di una bacchetta di plastica colorata, ma a quanto pare bisognava attendere i risultati di una ricerca scientifica per dare ai nostri figli la possibilità di tornare a giocare come facevano i nostri nonni. Surreale, in tal senso, è la notizia di una recente delibera approvata dal comune di Milano che ha dovuto riconoscere con un’ordinanza ufficiale “il diritto al gioco” nei cortili condominiali. Una decisione che fa sorridere se pensiamo al gioco all’aria aperta come alla più naturale e sana forma di libertà e svago dei ragazzi. Il valore sociale e culturale del gioco infantile migliora la qualità della vita della comunità: è un principio da difendere.
Un principio dal valore anche ambientale, visto che permettere ai bimbi di giocare nel parco più vicino significa il più delle volte avvicinarli alla natura e far sì che possano viverla in libertà e spensieratezza, il modo più efficace per istruirli all’amore e al rispetto per l’ambiente.
Mi piace sottolineare un’iniziativa del comune di Prato. “Crescendo ….tutti all’Aria” è il titolo della campagna informativa realizzata appunto dal Comune di Prato e dalla Società della Salute per promuovere il gioco all’aperto anche nel periodo invernale quando le condizioni meteo lo consentono.

Nella colorata brochure che verrà consegnata a tutte le famiglie dei bambini che frequentano i servizi comunali, viene sottolineato che uscire all’aperto è parte integrante dell’ attività educativa sia al nido che alla scuola d’infanzia durante tutto l’anno e che l’aria aperta è il posto migliore per proteggere i bambini anche in inverno: infatti, i rischi di ammalarsi per i bambini sono minori all’esterno che all’interno di stanze con riscaldamento acceso e con un’alta concentrazione di persone.

 

Autore: Sonia Festa

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