Il naufragio del Bayesian, uno degli yacht più lussuosi e tecnologicamente avanzati al mondo, è costato la vita di sette persone. Ora è indagato l’equipaggio ma la rapidità dell’affondamento impone qualche riflessione su eventi atmosferici sempre più violenti e imprevedibili.

Porticello
Chi lo conosce sa bene che Porticello è uno dei luoghi più incantevoli d’Italia. Il paese si affastella intorno a un minuscolo fiordo con le casette a picco sull’acquamarina. D’estate i ragazzi si tuffano dai balconi. Pochi metri d’altezza, niente di drammatico, ma lì l’estate dura a lungo. C’è chi pesca con la canna, sempre dal balcone, chi invece s’avventura con fucile e occhiali.
Quasi attaccata a Porticello c’è Santa Flavia, con la sua vecchia tonnara che adesso è un museo, e la strada che congiunge i due luoghi è un tripudio intermittente di buganvillea. Il mare, come ti allontani dalla costa, è quello blu profondo della Sicilia e le albicocche dei fruttivendoli sanno d’infanzia. Da Palermo ci arrivi passando per Bagheria, un toponimo che evoca un lato assai buio della Sicilia, ma quando sei lì, tra Santa Flavia e Porticello, sono il sole e la luce a comandare.

E se ci arrivi via mare vedi solo verde, case bianche e rocce a picco. Difficile immaginare quel luogo come teatro di una tragedia ma Joseph Conrad ci ha insegnato che la tragedia si permette di scegliere scenari incantevoli. E questa brutta storia sembra uscita da un romanzo di Conrad. C’è il mare che non è mai stato amico dell’uomo, semmai complice delle sue inquietudini, c’è il destino che incombe su una barca che è una sfida, c’è l’imprevedibilità e forse sviste fatali.

Il Bayesian
Nasce nel 2008 dai rinomatissimi cantieri Perini Navi, di Viareggio, un costruttore navale che vanta parecchi record mondiali nella produzione di superyacht, tra i più grandi e più lussuosi al mondo. Viene battezzato Salute ed è l’unico superyacht di quella serie armato a sloop, un monoalbero. Con uno scafo in alluminio di 56 metri non è tra i più grandi yacht costruiti in assoluto ma il suo albero, che si eleva fino a 72 metri sopra la linea di galleggiamento normale o di progetto, è il più alto al mondo al momento del varo. Nel 2014 il Salute viene acquistato da una società dell’Isola di Man collegabile a Mike Lynch, una delle sette vittime del naufragio. Mike Lynch è un pioniere delle intelligenze artificiali che la stampa ha più volte definito come il Bill Gates britannico.
E così il Salute viene ribattezzato Bayesian, un riferimento all’inferenza bayesiana, utilizzata nell’apprendimento automatico statistico dalla società Autonomy Corporation di Lynch. Un’altra caratteristica di fabbrica del superyacht, forse la più importante in questa vicenda, è la chiglia retrattile. Un sistema automatizzato consente alla barca di ridurre il pescaggio da 10 a 4 metri, permettendole il transito, o l’ormeggio, presso fondali più bassi. È una caratteristica da tenere a mente perché la chiglia, in una barca a vela, funziona da deriva ma soprattutto da contrappeso. È la chiglia – e la zavorra che essa contiene –ad impedire a una barca a vela di scuffiare quando naviga sbandata con il vento al traverso. Quella sera maledetta, secondo alcuni rapporti, la chiglia retrattile era alzata.

Il naufragio
La sera tra il 18 e il 19 agosto 2024 il Bayesian è all’ancora a Porticello. La vela, di 2000 mq, è come da prassi ammainata. Il mare è caldissimo e calmo, l’aria è torrida e non è stata diramata nessuna allerta meteo. Molto probabilmente alcuni boccaporti sono stati lasciati aperti per permettere la ventilazione all’interno. Alle 3:50 circa un vento fortissimo investe Porticello. È una tromba d’aria di inusitata potenza. Il sistema di tracciamento di bordo mostra che la barca inizia ad oscillare sull’ancora la quale, pochi minuti dopo, cede. Un albero di 72 metri ora può prendere il vento da qualsiasi direzione.
Non è semplicemente un vento forte, è qualcosa di mostruoso. Le trombe d’aria sono dei veri e propri tornado che possono sviluppare, anche se per brevissimi periodi di tempo e in aree limitate, venti con velocità superiori a quelle degli uragani. Ma la chiglia del Bayesian è alzata ed abbassarla è un’operazione che richiede tempo. In pochissimi minuti la barca scuffia, si adagia su un fianco. L’acqua inizia ad entrare e affonda in altrettanti pochissimi minuti. Quindici sono i superstiti. Si conta subito un morto e sei persone scomparse. La barca si adagia su un fondale di 50 metri. I subacquei dei Vigili del Fuoco si immergono per cercare dei superstiti, magari intrappolati in una bolla d’aria all’interno del relitto. Sanno già che le possibilità di trovare qualcuno in vita sono vicine allo zero. Li trovano tutti. Le sacche d’aria c’erano, ma non sono bastate.
Ora l’intero equipaggio, che conta una vittima, è indagato. Perini Navi sostiene che il Bayesian era inaffondabile e che quindi il naufragio è da imputarsi ad una serie di errori da parte dell’equipaggio. Sostiene che per affondare così velocemente il Bayesian abbia imbarcato una quantità di acqua spaventosa, spiegabile solo con il fatto che il portello laterale per la messa a mare dei tender fosse stato lasciato almeno semiaperto. Lo scopriremo presto.
Trombe marine
Uno studio spagnolo condotto sulle trombe d’aria alla Baleari ha rilevato che quando le temperature degli strati superficiali del mare sono più elevate, e cioè tra i 23°C e i 25°C, si registra una frequenza maggiore di trombe marine. Il meccanismo è lo stesso degli uragani, fenomeni più complessi e che si sviluppano su aree molto più vaste. Un fronte freddo umido e in quota in concomitanza con una bassa pressione su una superficie del mare molto calda può scatenare una tromba marina in poche ore.
Le osservazioni sulle Baleari non riguardano solo le Baleari ma il Mediterraneo intero, un mare che si sta scaldando più velocemente degli altri. A Porticello, in Sicilia, più o meno la stessa latitudine delle Baleari, l’acqua aveva superato i 23°C, mentre si avvicinava un fronte freddo e umido da nord. Erano le propaggini dello stesso fronte che avrebbe causato più tardi devastazioni bibliche prima in Europa Centrale, fenomeno quasi ignorato dai media italiani, e in Emilia-Romagna poi. Mario Tozzi e The Guardian hanno subito indicato il cambiamento climatico come concausa.
Le cause degli incidenti in mare
Se non ci sono di mezzo decisioni scellerate è difficile, ai nostri giorni, che un naufragio sia conseguenza di una sola azione: si parla sempre di concause. Qui abbiamo un comandante neozelandese che è un velista di provata esperienza. Abbiamo un superyacht con un solo albero di ben 72 metri ed una chiglia che per bilanciarlo deve pescare 10 metri e che deve essere retratta per permettere alla barca l’accesso nelle marine sportive e nelle incantevoli acque delle calette invece dei tristissimi moli per le navi da crociera. Abbiamo una temperatura dell’acqua mostruosamente più alta del previsto che, ci si stanca a ripeterlo ma va fatto, aumenta la potenza e la frequenza dei fenomeni meteorologici estremi come uragani e trombe d’aria.
Abbiamo una certezza sulle previsioni meteo: gli uragani e le tempeste si sviluppano lentamente. Le trombe d’aria no. Per quanto in certe condizioni sia ipotizzabile la loro formazione, le trombe d’aria si sviluppano velocemente e seguono percorsi effimeri, localizzati e imprevedibili. Durano quello che durano ma bastano pochi secondi affinché un pattìno finisca contro la vetrata di un ristorante. Figuriamoci la leva che certe forze possono esercitare, anche per pochi secondi, su un albero di 72 metri. Nessun comandante di superyacht si ficcherebbe in un uragano, avrebbe tutto il tempo di evitarlo.
Qui abbiamo un superyacht che si è trovato, anche se per una manciata di minuti, o forse secondi, in un uragano. Ci saranno state anche sviste e leggerezze rivelatesi fatali e su queste decideranno gli inquirenti. Il susseguirsi degli eventi, dalla cronologia, corre velocissimo. Restano due domande: con più tempo a disposizione l’equipaggio avrebbe reagito in modo più efficace? E infine: ha ancora senso costruire barche con alberi da record e chiglie retrattili quando i tempi, tecnici e umani, che occorrono a reagire sono troppo lunghi per un clima che diventa sempre più furioso e imprevedibile?
Autore: Claudio Di Manao
- https://www.theguardian.com/world/article/2024/aug/20/climate-crisis-fuelled-storm-that-sank-yacht-in-sicily-say-experts
- https://news.sky.com/story/divers-enter-sunken-superyacht-but-have-just-ten-minutes-to-search-for-bodies-13200100
- https://tg.la7.it/cronaca/bayesian-veliero-ricostruzione-ultimi-16-minuti-naufragio-25-08-2024-220463?refresh_ce
