Il leone di King’s road

Il cucciolo, però, cresceva a vista d’occhio e i suoi spazi diventavano sempre più stretti. Quando non fu più sufficiente nemmeno il cortile del cimitero messo a disposizione per lui dal parroco, i ragazzi iniziarono a preoccuparsi di cercare una soluzione per il loro amato Chris.

Casualmente si trovarono nel loro negozio Bill Travers e Virginia McKenna, due attori coinvolti nelle riprese di un film che tratta della storia vera di una leonessa che torna in libertà. Elsa, la leonessa, era stata cresciuta dal naturalista George Adamson e da sua moglie e poi reintegrata in un Parco Naturale in Kenia. A John e Ace si presentò quindi la possibilità di regalare al loro leoncino il miglior futuro che poteva attenderlo, il ritorno alla libertà!

La reintroduzione nella savana, però, non era un’operazione semplice. Il piccolo Christian non era abituato a dormire all’aperto, né agli odori della terra africana; figuriamoci se fosse stato pensabile farlo incontrare con altri leoni cresciuti in libertà! Fu creata per lui una zona recintata e protetta che gli permettesse di prendere confidenza con il nuovo habitat. I primi leoni con i quali ebbe a che fare erano degli “attori” cioè esemplari utilizzati dal naturalista durante le riprese del film Nata Libera. Dopo qualche tempo Big Boy, Katania e Christian formarono un gruppo e iniziarono a esplorare il territorio scontrandosi a volte anche con alcuni leoni selvatici.

Queste erano le notizie che Adamson mandava ai due ragazzi a Londra. Nonostante la morte degli altri due membri del branco, Christian era riuscito a integrarsi perfettamente; aveva avuto anche dei cuccioli con due leonesse e si avvicinava sempre più raramente agli uomini.

Il ricordo del gattone che giocava con loro nel retrobottega, però, non li abbandonava e decisero di tornare per dare al loro leone un ultimo saluto, anche solo per vederlo da lontano.

Il naturalista era stato molto chiaro; se fossero riusciti a trovare il leone, probabilmente non li avrebbe riconosciuti e non si sarebbe fatto avvicinare o, peggio, avrebbe tentato di aggredirli.

Appena atterrati in Africa arrivò la sorprendente notizia: Christian era tornato e li aspettava con tutta la sua famiglia ai margini del campo di Adamson, come se un sesto senso lo abbia fatto avvicinare ai luoghi che aveva abbandonato da più di nove mesi. Alla loro vista, quindi, non solo riconobbe i due ragazzi ma gli corse incontro buttandogli le zampe al collo come faceva quando era cucciolo e pesava 80 Kg in meno!

L’incontro durò tutta la notte ma fu l’ultimo tra i tre vecchi amici. Nelle loro visite successive il leone non si avvicinò più e si limitò a osservarli da lontano.

John e Ace hanno fatto di questa storia un libro e, poi, un film (Christian, The Lion at World’s End). Un lieto fine che, però, che non hanno avuto altri animali. Negli anni ’70 era possibile comprare quasi qualsiasi specie di animale esotico senza lasciare nessuna garanzia. Spesso questi esseri viventi trascorrevano la loro vita in gabbie, parte dell’arredamento o, nel migliore dei casi, nelle miriadi di zoo d’Europa.

Fortunatamente oggi non è più così semplice; la maggior parte della gente ha capito che gli animali selvatici appartengono alla natura e a diffondere questo motto c’è anche l’associazione creata da George e Joy Adamson: “ Born Free”.

Se siete curiosi di conoscere i progetti che erano a cuore all’amico dei leoni e che fortunatamente vanno avanti, visitate il sito Dotty Rhino; potrete leggere notizie sugli abitanti del Parco Mkomazi, giocare on-line e acquistare delle t-shirt per sostenere i nuovi progetti.

 

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