Tunisia: i posti da visitare dal deserto a Djerba

La Tunisia è un mix spettacolare di tutto, di Africa, Oriente e Occidente, di civiltà antiche e natura mozzafiato. Ed essendo geograficamente al centro degli intrecci storici e culturali del Mediterraneo, non poteva essere diversamente.

Deserto del Sahara – Tunisia

Una terra erede di Cartagine, colonia fondata dai Fenici nell”800 a.C., che solo a nominarla ci si immerge in un passato glorioso. La collezione di mosaici romani, la più ricca del pianeta, nel Museo Nazionale del Bardo a Tunisi può dare un’idea della ricchezza storica e culturale di questa nazione.

Anfiteatro di El Jem – Tunisia

E ancora, Patrimoni Unesco come le imponenti rovine dell’Anfiteatro di El Jem, una sorta di Colosseo nordafricano, e la città di Kairouan con la sua Grande Moschea, uno dei maggiori monumenti dell’Islam e un capolavoro architettonico universale. E ovviamente il sito archeologico di Cartagine. Un incredibile mix a cui si aggiungono le influenze di rifugiati andalusi, artigiani italiani, patrocinatori turchi. E in tutto questo, le tradizioni berbere si perpetuano nei secoli fino ai oggi. Ogni epoca e ogni popolo hanno lasciato il proprio segno nell’architettura, nell’artigianato, nella musica e nel cibo della Tunisia.

La grande moschea di Kairouan – Tunisia
Dal colonialismo alla Tunisia di oggi

A questa cornice multiculturale, si aggiungono i lasciti di un lungo colonialismo francese, che portò alla nascita di un forte nazionalismo. Del resto la Repubblica tunisina risale al vicino 1957. E nei decenni ne è passata di acqua sotto i ponti: difficoltà economiche, tensioni sociali, regimi, la primavera araba, fino all’attuale presidente Kais Saied, che però non promette nulla di buono. Ha appena ridisegnato la costituzione a proprio piacimento, aprendo la strada a quello che, di fatto, pare un perfetto regime dittatoriale.

In sintesi, la Tunisia è un Paese con una storia millenaria spesso tormentata, con un’economia in cui a oggi solo il 7% del PIL proviene dal turismo. Ma questo non toglie nulla alla bellezza del territorio, anzi. La diversità paesaggistica è vasta tanto quanto quella culturale. Si passa dalle lussureggianti colline all’immensità di un deserto degno di “Guerre Stellari”, dalle isole paradisiache alla macchia mediterranea. La Tunisia è una terra da scoprire a piedi, a dorso di cammello o di cavallo berbero, in moto o su una jeep. E scoprire i suoi fondali marini è un’esperienza eccezionale, grazie anche ai centri d’immersione presenti nella maggior parte delle località balneari. Ma iniziamo l’esplorazione di questo Paese con quella che probabilmente è la sua perla di sempre, il deserto.

Deserto del Sahara – Tunisia
La magia del deserto del Sahara

La Tunisia è coperta da 40.000 chilometri quadrati di sabbia. Parliamo del deserto del Sahara, il più grande e caldo del pianeta, che si estende per 9 milioni di chilometri quadrati nell’Africa settentrionale. È incluso nei confini di 12 nazioni. E nel Sahara tunisino, coi suoi infiniti spazi desertici avvolti dal silenzio, le emozioni sono fortissime. Soprattutto pensando che si è a poche ore di volo dall’Italia. Sia che lo si viva in un lussuoso hotel, sia in un accampamento attrezzato o sotto una tenda spartana, a bordo di un fuoristrada o a dorso di un dromedario.

Oasi nel Sahara – Tunisia

L’erg è uno dei paesaggi tipici del Sahara, in particolare nella parte centrale del deserto, con le classiche dune di sabbia da cartolina. Quello che viene chiamato il Grande Erg è per eccellenza algerino, ma la parte orientale si estende dalla Tunisia del Sud all’Altopiano di Tademait. Le dune ondulate o increspate dal vento, all’alba si tingono di giallo e di rosa, uno spettacolo che merita la notte in bivacco. Il paesaggio varia in continuazione rivelando pozzi ostruiti dalla sabbia, montagne oltre le dune, bacini e laghi con anatre e aironi. Essenziale per scoprire la bellezza del deserto è affidarsi a tour operator autorizzati: in queste lande non si scherza.

Douz – la porta del deserto – Tunisia | © Navacho
Dalle oasi al lago salato

Per avvicinarsi al deserto gradualmente, il modo migliore è partire dalla città di Douz, a ridosso del Sahara nel centro della Tunisia. Con le strade che corrono fra dune e palme, si trova in quella che un tempo era l’oasi più importante della zona. È abitata dai Mrazig, un popolo di allevatori nomadi che, ancora oggi, periodicamente lascia la propria casa per mettersi in cammino e vivere nelle tende. Nei dintorni di Douz, i vasti palmeti di Kebili e Deggache offrono con la loro ombra un prezioso refrigerio. Ci sono poi i villaggi di Sabria, Nouil, El Faouar e le loro piccole oasi, persi fra il deserto e il Chott El Jerid, un lago salato. Con una superficie di migliaia di chilometri quadrati, secondo la leggenda è l’antico lago Tritonide.

Chott El Djerid – Tunisia | © Watana

A sud del lago si può visitare il Parco nazionale di Jbil, che protegge aree desertiche e semidesertiche. È la più grande area protetta della Tunisia.

A un passo dal lago a nord, la città di Tozeur si adagia in un’immensa oasi con centinaia di migliaia di palme. Suggestivi sono i vicoli degli antichi quartieri, con palazzi dalle alte facciate in mattoni ocra. La vicina cittadina di Naftah si distingue per la ricca tradizione sufi (il sufismo è la dimensione mistica dell’Islam), ed è puntellata di cupole che segnalano santuari e tombe di santi. Poco distante, a Ong Jemel sono state girate alcune scene di “Guerre stellari”, a testimoniare il paesaggio surreale di queste terre.

Tozeur-Tunisia | © Damian Entwistle

A qualche decina di chilometri da Tozeur e da Naftah ci sono alcune oasi di montagna, considerate fra i siti più suggestivi del sud tunisino. Chebika ha un guado che scorre lungo il fianco di una montagna, formando cascate e rivoli d’acqua. L’antico villaggio di Tamerza, ormai abbandonato, si affaccia sui monti, e la sua oasi è irrigata dalle acque di una cascata. E Midès, incastonata sopra un canyon vertiginoso, offre uno spettacolo mozzafiato. Imperdibili un po’ più a est i canyon di Dghoumès.

E vicino alle oasi, in un paesaggio arido e montagnoso fatto di altipiani e ripide vette, appaiono nel mezzo del nulla gli “ksour”. Simili a grandi alveari, sono una sorta di “castelli del deserto”, villaggi fortificati tipici del Maghreb che si fondono col territorio. Un tempo erano i punti di raduno dei semi-nomadi della regione, dove venivano stoccati i raccolti per tenerli al sicuro dai predoni nomadi. Alcuni Ksour, come Chenini e Douiret, sono arroccati su sommità mozzafiato.

Djerba – Tunisia | © speedvacanze.it
Spiagge sabbiose e isole da sogno

E dopo tanto calore e sabbia a perdita d’occhio, non c’è niente di meglio del mare. A nord, a circa 60 chilometri da Tabarka c’è l’arcipelago di La Galite. Composto da sei isolotti e alcuni scogli, è di origine vulcanica e disabitato: in poche parole un paradiso naturale.

Nei dintorni della città di Biserta, la costa è un susseguirsi di capi e baie. Approfittatene per visitare il Parco nazionale di Ichkeul, che prende il nome dal lago ed è Patrimonio dell’Umanità Unesco. La zona umida è un importante punto di sosta per centinaia di migliaia di uccelli migratori come anatre, oche, cicogne e fenicotteri rosa, che vengono a nidificare qui. Ichkeul è l’ultimo lago rimasto di una catena che un tempo si estendeva attraverso il Nordafrica. Di fronte alla costa c’è una serie di isolotti, tra cui le isole Fratelli e Pilau.

Djerba – Tunisia | © Future Team Tunisia

Partendo dalla città di Gammarth, vicino a Cartagine, potrete avventurarvi per mare e visitare gli angoli più selvaggi di Cap Bon e l’isola di Zembra: insieme all’isola di Zembretta, è diventata Parco nazionale e Riserva della Biosfera Unesco.

Le spiagge di Djerba – Tunisia | © Yan R.

Proseguendo verso sud, al largo della costa del Sahel in linea d’aria all’altezza della città di Sousse (la sua Medina è Patrimonio Unesco) c’è la piccola Isola Kuriat, che dà il nome a un arcipelago di due isolette. E in quest’area, da segnare sulla cartina ci sono le località costiere di Monastir e Mahdia che si allunga su una stretta penisola (fu la prima capitale della grande dinastia fatimide). Se cercate un angolo più quieto e selvaggio, El Hamra è quello che fa per voi.

Ora dirigiamoci verso il Grande Sud tunisino, dove ai margini troviamo l’arcipelago di Kerkennah. Qui 14 isole e isolotti formano un paradiso incontaminato. È molto apprezzato per il suo mare dai riflessi cangianti, l’ombra delle palme, il silenzio dei paesaggi incorniciati dalla sabbia.

Djerba – Tunisia
Djerba, la perla del mare tunisino

E ora andiamo nella meta più nota fra chi vuole godersi il mare tunisino, l’isola Djerba, che è anche la più grande del Nordafrica. Mediterranea e sahariana al tempo stesso, si trova di fronte al Golfo del Boughrara. È circondata da due isolotti, El Guettaya Gablia e El Guettaya Bahria. Djerba incanta fin dai tempi di Omero: è considerata la “Isola dei Lotofagi”, popolo citato nell'”Odissea” che offrì a Ulisse il loto, il dolce frutto dell’oblio.

Oggi Djerba è l’isola dei villaggi vacanza, delle attività all’aria aperta, e delle escursioni alla scoperta del Sahara. E se la costa nord è diventata una grande stazione turistica, l’entroterra e le spiagge di sabbia fine sono ancora autentici. Se non volete stare in un villaggio turistico potete soggiornare in un “menzel”, antico maniero di campagna tipico dell’isola, o in uno dei numerosi “fondouks”, dove un tempo si ristoravano i commercianti in viaggio.

kitesurf a Djerba – Tunisia

E per chi ama l’immersione, la Tunisia offre davvero molto. Praterie di posidonie, grotte e tunnel, relitti della Seconda Guerra Mondiale. E i fondali riservano sorprese: nudibranchi dalle svariate forme che sembrano usciti da una tela psichedelica, decine di saraghi e cernie, conchiglie giganti. Nel Paese c’è una ventina di centri di immersione affiliati alla Federazione Mondiale di Attività Subacquee. Ma la costa si può scoprire anche viaggiando in moto o in macchina, incrociando spiagge interminabili e medine.

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