Dove andare in Messico per scoprire una natura incredibile

Il Messico è un Paese molto grande e sfaccettato, capace di offrire tutto quello che si desidera e anche di più. Bagnato dal Mar dei Caraibi e dall’Oceano Pacifico, è un mix di cultura ispanica e indigena a un passo dagli Stati Uniti. La sua storia, che comincia ben prima della “conquista” e la colonizzazione, offre l’eredità di antiche civiltà incredibilmente sviluppate come quella maya e azteca.

Las Coloradas, Yucatán | © Walter Rodriguez

E dal punto di vista ambientale non è certo da meno. Quattordicesimo Paese al mondo per estensione, 31 Stati, 11.000 chilometri di costa, 5.000 chilometri quadrati di isole, il Messico vanta una natura ricca e variegata. Ed è difficile scegliere cosa vedere fra parchi nazionali e riserve, spiagge da cartolina, fitte foreste, deserti e montagne che superano i 5.000 metri. Senza scordare la sua biodiversità e le specie autoctone. Ecco quindi alcuni consigli per scoprire il meglio delle sue bellezze naturali.

Iniziamo con El Vizcaíno, un’area naturale protetta nello Stato della Bassa California del Sud, nel comune di Mulegé. Coi suoi due milioni di ettari, è una delle più grandi riserve naturali del pianeta. Include un’ampia varietà di ecosistemi che vanno dai deserti alle foreste. Vanta inoltre molte specie endemiche di flora e fauna, alcune in via di estinzione come il topo canguro, il leone marino della California e almeno due sottospecie di foca.

Reserva della Biosfera, El Vizcaíno, Messico, | © Semarnat

A rendere speciale El Vizcaíno è la costa, dove un santuario protegge la balena grigia. È possibile avvistarla nel suo habitat naturale tra gennaio e marzo. Le lagune di Ojo de Liebre e San Ignacio sono importanti siti di riproduzione e svernamento anche per foche, balenottere azzurre, leoni ed elefanti marini.

Sempre nella Bassa California del Sud, il Parco Nazionale Bahía de Loreto ospita l’80% della vita marina dell’Oceano Pacifico. Patrimonio Unesco e riserva naturale, è formato da cinque isole di origine vulcanica le cui acque ospitano pesci di tutte le dimensioni e i colori, da scoprire facendo snorkeling e immersioni.

L’Isola Danzante di soli 4 chilometri quadrati è circondata da acque turchesi piene di vita marina. L’Isola del Carmen è una riserva naturale privata attualmente disabitata, e funge da area di conservazione della fauna selvatica.

Isola del Coronado,Messico | © josephwaynebarrett

L’Isola di Coronado è ideale per gite in barca o per rilassarsi sulla sabbia color avorio, passeggiando tra le scogliere alla ricerca di grotte e lagune. L’Isola di Santa Catalina è perfetta per fare campeggio, ed è un punto strategico per osservare la Sula Piediazzurri, un raro uccello marino che vive anche alle Galapagos. L’Isola di Montserrat invece vanta spiagge e scogliere deserte, immortalate dai fotografi che vogliono cogliere lo splendore del Mare di Cortez (o Golfo della California), chiamato da Jacques Cousteau “l’acquario più grande del mondo”.

Golfo della California ( Mare di Cortez), Messico

Sempre per nuotare in questo splendido angolo del Messico, una tappa fissa è il Parco Nazionale di Cabo Pulmo (dal nome di un piccolo villaggio), che protegge un terzo dei cetacei del pianeta. Si trova in una delle terre più inospitali sulla punta della penisola della Bassa California del Sud, a un centinaio di chilometri da Los Cabos. L’unico modo per raggiungerlo è in macchina, passando per picchi rocciosi e cactus.

Il parco vanta l’unica barriera corallina sulla costa del Pacifico occidentale, che va dall’Alaska alla Terra del Fuoco. A Cabo Pulmo, dove vivono solo 200 anime, ci sono una quindicina di spiagge tranquille e solitarie. Ed è in questi luoghi in cui lo sviluppo turistico non è ancora massiccio, che si può gustare al meglio la natura.

Per gli amanti della vita di mare, da non perdere è la riserva che protegge le quattro Isole Revillagigedo: Socorro, San Benedicto (con un vulcano non più attivo), Clarión e Roca Partida. Questo arcipelago nell’Oceano Pacifico dista quasi 600 chilometri dalla costa dello Stato di Colima. Scoperto nel 1533, è Area Naturale Protetta e Riserva della Biosfera. Un piccolo paradiso in mezzo al mare con specie endemiche fra uccelli, pesci e rettili. Senza contare la presenza di coralli, balene, orche, delfini e squali, e quattro specie di tartarughe marine che vengono qui a nidificare.

Riserva della Biosfera di El Pinacate e Gran Desierto de Altar | © Pinacate

Cambiamo completamente scenario per scoprire paesaggi remoti al limite del lunare. La Riserva della Biosfera di El Pinacate e Gran Desierto de Altar stupisce coi suoi enormi crateri, campi di lava e dune alte fino a 300 metri. Patrimonio Unesco, si trova a 40 chilometri da Puerto Peñasco, nello Stato di Sonora.

Ci sono circa 500 crateri di tipo “maar”, buchi giganti di forma tondeggiante che hanno iniziato a formarsi ben 5 milioni di anni fa. L’Elegant è il più grande e suggestivo, con colate laviche pietrificate, coni di cenere e dune dorate. È qui che la NASA ha addestrato gli astronauti per il primo viaggio sulla Luna.

Giant cardon cactus, Messico

La riserva ospita i cactus più alti del pianeta, che possono raggiungere i 20 metri e vivere fino a duecento anni. Dopo aver assorbito oltre 9.000 litri di acqua piovana, arrivano a pesare anche 10 tonnellate. Ciliegina sulla torta, in questa zona ci sono petroglifi risalenti a 40.000 anni.

Giant cardon cactus, Messico | © Michael Nolan

Anche nel Parco Nazionale Cañón del Sumidero, nello stato del Chiapas, la natura si presenta in tutta la sua grandiosità. Pur richiamando folle di turisti, è davvero una tappa imperdibile. Per raggiungerlo l’opzione migliore è andare dalla città di Tuxtla Gutiérrez a quella di Chiapa de Corzo. Passando per il ponte sul fiume Grijalva si può già ammirare l’inizio del canyon. A incorniciarlo ci sono formazioni rocciose che arrivano a 1.000 metri di altezza. Le rocce iniziarono a formarsi 136 milioni di anni fa, e ora custodiscono la Cueva de Colores e la Cascada Árbol de Navidad.

A Chiapa de Corzo ci sono diversi moli dove noleggiare una barca. Si può navigare fino alla diga di Chicoasén. Non mancano poi punti panoramici all’interno del parco: El Tepehuaje, El Roblar, La Coyota, La Ceiba e Los Chiapas (quest’ultimo a più di 1000 metri sopra il fiume). La vista spazia su una gigantesca area che accoglie un’impressionante distesa di vegetazione.

Cenote Sambula, Yucatan | © Karolina Lubryczynska

Nello stato di Quintana Roo a sud di Tulum, nella costa orientale della penisola dello Yucatán, abbiamo invece la più grande area protetta dei Caraibi: Sian Ka’an. In lingua Maya significa “Origine del cielo”. In questo sito Patrimonio Unesco ci sono foreste tropicali, mangrovie e paludi che danno rifugio a giaguari, coccodrilli, puma, scimmie e 300 specie di uccelli.

Le spiagge incontaminate invece delineano una laguna cristallina da scoprire in barca, facendo snorkeling e immersioni. Parliamo di ben 120.000 ettari di area marina protetta su 400.000 totali, che sono anche il paradiso acquatico dei lamantini.

Cenote Holaktun – Chichen Itza, Yucatan | © James Balog

Le comunità Maya intorno alla riserva organizzano escursioni. Un’esperienza tipica da non perdere sono i “cenotes“, grotte con acqua dolce in cui nuotare, considerati luoghi sacri.

 

Al confine con lo Stato di Quintana Roo, la penisola dello Yucatán vanta un’altra meraviglia, Las Coloradas. Si tratta di una laguna nel Parco Naturale Río Lagartos, a circa 250 chilometri da Mérida e 150 da Cancún. Le acque sono color rosa per un’anomala concentrazione di sale e microrganismi. Un contrasto spettacolare col cielo azzurro, il bianco della spiaggia e il verde della vegetazione. Il tutto circondato da dune e formazioni di sale bianco. Si possono fare rilassanti bagni Maya, spalmandosi sul corpo l’argilla che ha un’alta concentrazione di zolfo, sali, minerali e alghe a tutto beneficio della pelle. Da aprile a giugno si possono anche ammirare i fenicotteri.

Fenicotteri – Las Coloradas, Yucatán | © wittmann-tours.de

Un’altra attrazione molto caratteristica è Hierve el Agua (in italiano “bolle l’acqua”), fra le montagne della Sierra Mixe e della Sierra Norte nello Stato di Oaxaca, a circa 70 chilometri dall’omonima città. Sono vere e proprie cascate pietrificate, che si sono formate nel corso di migliaia di anni da acque ad alto contenuto di minerali (principalmente carbonato di calcio). Quando l’acqua sgorga ed entra in contatto con l’aria, si calcifica.

Hierve el Agua, Messico

La cascata più famosa si chiama El Anfiteatro, alta circa 60 metri. Sagomata in diagonale, ha permesso la formazione di piscine naturali, di cui una a sfioro su un burrone. La temperatura dell’acqua in realtà non è bollente ma va da 22° e 25°, e si sconsiglia di immergersi per evitare di inquinare. I periodi migliori sono da novembre a gennaio o durante la stagione delle piogge da giugno ad agosto, per vedere le nuove formazioni d’acqua.

Hierve el Agua è noto anche come sito archeologico. Qui infatti visse l’antica civiltà dei Zapotechi, di cui si può ammirare un complesso sistema di irrigazione.

Vulcano Pico de orizaba, Messico

Passiamo ora a un’altra chicca messicana, Pico de Orizaba e il parco nazionale dedicato. Si tratta di un vulcano a un’ottantina di chilometri dalla omonima città nello Stato di Puebla. È il monte più alto del Paese e il terzo del Nord America. I picchi perennemente innevati spiccano in mezzo al verde della vegetazione. Di sicuro rappresenta una bella sfida per gli alpinisti esperti che vogliono scalare i suoi 5.600 metri. Chi riesce nell’impresa, può ammirare anche il ghiacciaio Jamapa.

I non esperti invece possono esplorare il parco nazionale in mountain bike o facendo trekking per godersi i fiumi dalle acque cristalline e i profondi canyon.

Riserva della Biosfera delle Farfalle Monarca | © Jaap de Roode

 

Infine, nello stato di Michoacán c’è un’attrazione molto particolare, la Riserva della Biosfera delle Farfalle Monarca. È stata creata per difendere il loro habitat invernale. I santuari, o colonie, sono Patrimonio Unesco e permettono di osservare le migrazioni delle farfalle verso gli Stati Uniti e il Canada. In tutto ci sono una dozzina di santuari, alcuni dei quali aperti al pubblico. Meglio appoggiarsi ad operatori locali che conoscono il clima e valutano il momento più adatto per viversi l’esperienza senza intoppi.

Il Santuario di El Rosario è il più grande e popolare, seguito da quelli della Sierra Chincua e del Senguio, meno frequentato e per questo anche più suggestivo.

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