L’avvistamento della pantera fragola

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Deon De Villiers non poteva aspettarsi di meglio; negli ultimi tempi si erano susseguite segnalazioni di turisti e visitatori della Riserva faunistica di Madikwe, in Sudafrica, ma nessuno era riuscito ancora a fotografarla. Deon è un assiduo frequentatore del parco perchè fotografo e guida di safari ma mai nella sua vita ne aveva incontrata una. Quando è apparsa nel suo obiettivo l’emozione è stata grande: era sul punto di fotografare la pantera rosa in carne ed ossa.

Considerata la rarità dell’esemplare ha voluto chiedere il parere di Panthera, associazione americana per la tutela dei felini selvatici.Il leopardo africano, il cui nome latino è, appunto, Panthera pardus, ha un mantello rossiccio con molte macchie nere; l’esemplare fotografato da Deon ha piuttosto una colorazione rosa fragola con macchie più chiare.

Secondo Luke Hunter, presidente di Panthera, lapantera fragola fotografata potrebbe soffrire di eritrismo, un’anomalia genetica che porta a un’eccessiva produzione dei pigmenti rossi o una produzione insufficiente di pigmenti scuri. È rara nei mammiferi ma è presente anche nell’uomo; negli umani è chiamata rutilismo e si manifesta con una carnagione molto chiara, spesso accompagnata da lentigini e capelli rossi.

Non è la prima volta che nei leopardi un’anomalia genetica si evidenzi in maniera così netta nella colorazione del pelo; la bella ed elegante pantera nera, ad esempio, altro non è che un leopardo affetto da melanismo, cioè un eccesso di pigmentazione che rende completamente nero il pelo del predatore.

Gli esemplari neri sono abbastanza comuni e sono molto frequenti soprattutto nelle impenetrabili foreste equatoriali dove possedere una pelliccia scura rappresenta un grosso vantaggio per la caccia. Non abbiamo dati su cosa possa significare possedere una bella pelliccia rosa fragola nella savana; pare, però, che la nostra pantera rosa se la cavi piuttosto bene. Sembra sana e in forma; possiamo ipotizzare, quindi, che l’insolita colorazione non influisca troppo sulla capacità tipica dei leopardi di minetizzarsi nell’ambiente e grazie alle loro macchie di rendersi quasi invisibili alle prede.

Chissà se David DePatie e Friz Freleng, creatori dell’omonimo cartoon l’avrebbero mai immaginato; sembra quasi che l’aristocratico personaggio abbia voluto prendere in giro proprio tutti fuggendo dal mondo della fantasia per catapultarsi magnificamente nel mondo reale.

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