Foresta Nera: cosa fare e vedere nella Germania dei boschi

Boschi infiniti con abeti altissimi, villaggi fiabeschi alla Fratelli Grimm, orologi e cucù. È questo che viene in mente quando si pensa alla Foresta Nera in Germania, ed è proprio così. Il suo nome proviene probabilmente da “silva nigra“: così la chiamarono i Romani trovandosi di fronte a boschi selvaggi e talmente fitti che non c’era spazio nemmeno per la luce. Il territorio era decisamente impervio, regno degli animali selvatici e scarsamente popolato. La presenza dell’uomo infatti risale all’VIII secolo, quando cominciò a costruire case e a fare sue alcune parti della foresta.

Mulino ad acqua nella Foresta Nera | Germania | © Wall Boat | Flickr

La Foresta Nera si trova nel Sud-Ovest della Germania, nel Land (Stato federato) del Baden-Württemberg. È un’area montuosa che rappresenta anche il massiccio più vasto fra i rilievi dell’Europa Centrale, e il più alto di tutto il Paese. Nonostante sia in territorio tedesco, la Foresta Nera si estende anche nella zona di confine con Svizzera e Francia. Occupa ben 11.100 chilometri quadrati, e ha svariate cime che superano i 1.000 metri, delle quali il più alto è il Monte Feldberg con 1.493 metri. Ma ci sono anche lo Schauinsland, l’Hornisgrinde, il Belchen e il Kandel, un paradiso per chi ama fare trekking, ciclismo e parapendio.

Il paesaggio della Foresta Nera però è molto vario. Oltre alle montagne include numerose valli solcate da fiumi, gole profonde, laghi, pascoli, torbiere e vigneti. E ovviamente le foreste che le danno il nome, e che la rendono la seconda area forestale più grande della Germania dopo quella bavarese.

Il Parco Nazionale

Con una simile cornice naturale, non possono mancare aree protette. Una delle maggiori attrazioni è il Parco Nazionale della Foresta Nera. Si trova nel Baden-Württemberg occidentale, tra le città di Karlsruhe e Friburgo, non lontano dal confine francese.

Il paesaggio è caratterizzato da vette d’alta quota e da laghi risalenti all’ultima era glaciale. Come in un mosaico, si alternano boschi e prati fioriti, pascoli verdeggianti, colline innevate in inverno e cascate che si riempiono d’acqua in primavera. A questa varietà hanno contribuito anche le grandi differenze di altitudine all’interno di un’area molto piccola: nei 10.000 ettari del parco, si passa dai 310 metri delle valli agli oltre 1.400 metri delle montagne. Nessun altro paesaggio tedesco di bassa montagna presenta maggiori dislivelli in uno spazio così ridotto.

I principi alla base dei parchi nazionali, cioè lasciare la natura libera di essere natura e di proteggere i suoi processi, qui si esprimono al massimo. Alcune aree infatti non vedono interventi umani da oltre cent’anni. Nato nel 2014 e quindi relativamente giovane, il Parco Nazionale della Foresta Nera è suddiviso in tre zone: la Kernzone (zona centrale) è quella più strettamente protetta e lasciata a se stessa senza interventi; nella Entwicklungszone (zona di sviluppo) è possibile intervenire, ma lo scopo è di svilupparla come quella centrale; nella Managementzone (zona di gestione) vengono eseguite misure di manutenzione per preservare gli habitat.

Il Parco Nazionale della Foresta Nera è anche Riserva della Biosfera, inserita fra i Patrimoni Unesco nel 2017. Il 70% del territorio è occupato da foreste montane miste. Questo ambiente naturale indisturbato accoglie specie come il falco pellegrino e il gufo pigmeo.

Oltre alla ricchezza naturale, il parco vanta anche una grande diversità culturale. La sua caratteristica principale infatti è l’interazione armoniosa fra uomo e natura. Nella zona vivono circa 38.000 persone. I contadini, che plasmano il paesaggio da secoli, si occupano dei prati e dei pascoli con le loro mandrie di bovini e capre. “Gli abitanti della Foresta Nera meridionale hanno sviluppato una grande varietà di tradizioni” si legge sul sito Unesco. “Quasi ogni villaggio ha un proprio costume tradizionale. La lingua alemanna e il carnevale sono esempi del patrimonio culturale immateriale di queste zone, così come l’arte della Foresta Nera di intagliare il legno. Mulini, musei, edilizia moderna e case tradizionali della Foresta Nera invitano i turisti a conoscere la diversità della regione.” Inoltre, la popolazione locale partecipa attivamente attraverso forum dedicati alla Riserva della Biosfera, per mettere in pratica le proprie idee sull’uso del territorio, l’economia, la protezione della natura e lo sviluppo sostenibile.

Foresta Nera | Foto di Maxima | GoodFon.com
Strada panoramica

Anche al di fuori del parco nazionale, il paesaggio è spettacolare. Per godersi al meglio gli scenari della Foresta Nera non dovete perdervi la Schwarzwaldhochstraße (Strada Alta della Foresta Nera) che si snoda fra Baden-Baden e Freudenstadt. Con i suoi 60 chilometri è una delle più belle strade panoramiche della Germania. Ed è una delle più antiche strade turistiche. Aperta nel 1930 per scopi militari, non è sfuggita ai turisti grazie allo spettacolo che offriva, ed è così diventata una meta rinomata. La strada oggi fa parte della Bundesstraße 500.

Trekking e bicicletta

La scelta delle attività da fare all’aria aperta è ovviamente molto vasta. Per gli amanti del trekking c’è ad esempio il Schluchtensteig trail. Parliamo di ben 119 chilometri attraverso la parte meridionale della Foresta Nera, vicino al confine con la Svizzera. È necessario portare con sé cibo e acqua in abbondanza, perché il percorso è talmente immerso nella natura da contare pochissimi punti di ristoro. Alcuni tratti sono particolarmente impegnativi e vengono chiusi in inverno.

Il Schluchtensteig permette di camminare lungo ponti sospesi sopra profonde gole. E non mancano torrenti, cascate, altipiani brulli con una vista che spazia dalle fitte foreste fino alle Alpi. Fra i punti più rinomati del Schluchtensteig spiccano il lago artificiale Schluchsee a un’altezza di quasi 1.000 metri (è il bacino idrico più alto della Germania, e il più grande della Foresta Nera) e l’Abbazia di San Biagio nel villaggio di St. Blasien.

Orologi a cucù | Foresta Nera |© GNTB | Leungmo

Per gli amanti della bicicletta invece c’è la Ciclabile della Foresta Nera (Schwarzwald-Radweg). È lunga 375 chilometri con un dislivello altrettanto impegnativo. Bisogna quindi essere preparati e avere la forma fisica necessaria, dividendo il percorso in più tappe giornaliere. Si consiglia di utilizzare una mountain bike, oppure una robusta bici da trekking o da ghiaia. Il punto di partenza è l’uscita sud della stazione ferroviaria di Karlsruhe, e il termine è quella di Lörrach.

Friburgo

In una cornice naturale come questa si inseriscono anche città che meritano davvero una visita. In primis Friburgo, la più meridionale della Germania e dove il sole splende più che in altre parti del Paese. Si respira la tipica aria vibrante delle città universitarie: la sua Università Albertina attira decine di migliaia di studenti, che spiegano anche la presenza di un gran numero di bar, café e ristoranti.

La storia di Friburgo inizia nell’XI secolo, e il suo centro storico dai vicoli pittoreschi ne offre molte testimonianze. Un esempio sono la Porta degli Svevi (Schwabentor) di epoca medievale, e le facciate delle case finemente decorate. Simbolo cittadino è l’imponente cattedrale gotica (Freiburger Münster), uno degli edifici religiosi più belli della Germania: la sua guglia alta 116 metri domina incontrastata. La costruzione ha richiesto più di 300 anni. La cattedrale si trova nella Münsterplatz, la piazza più grande del centro storico. Qui si affaccia anche l’Antico Palazzo del Commercio (Historisches Kaufhaus) terminato nel 1532. Di colore rosso intenso, sporge rispetto ai due edifici laterali. Nel grande cortile interno di oltre 300 metri quadrati, dove un tempo si depositavano le merci oggi si tengono eventi di vario tipo.

Molto caratteristici nella città vecchia sono i “bächle“, piccoli e stretti canaletti d’acqua alimentati dal fiume Dreisam. Risalgono al 1200, e servivano da riserva idrica e per contrastare gli incendi.

Detto questo, a Friburgo non mancano chicche di architettura moderna come il Palazzo dei Concerti (Konzerthaus) e la Biblioteca Universitaria (Universitätsbibliothek).

Per chi cerca il verde ci sono numerosi parchi e giardini, ma si possono fare anche semplici gite fuori porta ai laghi vicini o al Monte Schauinsland di quasi 1.300 metri, appena fuori città.

Baden-Baden

Altra perla urbana da non perdere è l’elegante Baden-Baden, famosa per le sue acque termali. Si trova ai margini occidentali della Foresta Nera settentrionale, nella valle del fiume Oos. L’acqua termale, a temperature che raggiungono i 68°C, sgorga da 2.000 metri di profondità grazie a 12 sorgenti. L’acqua è ricca di oligoelementi e minerali come litio e magnesio, e può alleviare disturbi cardiovascolari, malattie reumatiche, dolori articolari, disturbi metabolici e malattie respiratorie.

Terme | © GNTB | Kur und Bäder GmbH Bad Krozingen.jpg

Per queste sue caratteristiche, Baden-Baden è annoverata dall’Unesco fra le Grandi città termali d’Europa, sviluppatesi attorno a sorgenti di acqua minerale naturale. Una preziosa testimonianza della cultura termale europea dall’inizio del 1700 fino agli anni ’30. I grandi resort, integrati all’interno del loro contesto urbano e paesaggistico, hanno dato vita a un ambiente ricreativo e terapeutico. Baden-Baden fa parte anche dell’Itinerario europeo delle città termali storiche, una rete internazionale di destinazioni turistiche sostenibili, ricche di storia e cultura, che impiegano le loro acque termominerali per la salute e il benessere.

Oltre alle terme, Baden-Baden ha molto da offrire. La Lichtentaler Allee, ideale per lunghe passeggiate, attraversa la città collegando grandi hotel e musei. È una cintura verde lunga oltre 2 chilometri che va da Goetheplatz all’abbazia cistercense di Kloster Lichtenthal. Lungo il tragitto si scoprono il Baden-Baden Theater, il Gönneranlage (un giardino con centinaia di varietà di rose) e la Russische Kirche, la Chiesa Russa.

Inoltre, Baden-Baden vanta scenari mozzafiato. Adagiata ai piedi della Foresta Nera, è circondata da colline costellate di vigneti del Rebland, regione vinicola, e di pittoreschi villaggi dalle case a graticcio. Ci sono numerosi sentieri escursionistici, e il Monte Merkur per chi cerca l’avventura outdoor.

 

Autore: Claudia Dagrada

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