Stare in mezzo alla natura fa bene. Sempre più studi lo confermano, anche se la sensazione di benessere che si prova quando ci si immerge nel verde non ha bisogno di conferme scientifiche. Ultimamente però è salito alla ribalta lo “shinrin yoku“, una pratica diffusa in Giappone che in italiano viene tradotta letteralmente come “bagno di foresta”. Staccare dalla frenesia quotidiana e trascorrere alcune ore in connessione con gli alberi, camminando lentamente e respirandone a pieni polmoni il profumo genera benefici tangibili sull’equilibrio psico-fisico.
Diminuzione dello stress, miglioramento dell’umore, riduzione della pressione sanguigna, potenziamento delle difese immunitarie sono solo alcuni dei vantaggi di cui godono mente e corpo. Se al bagno di foresta aggiungiamo il piacere di viaggiare in Paesi tutti da scoprire, il beneficio è multiplo. In questo articolo vi portiamo nelle foreste di due provincie canadesi dove ci si può “immergere” completamente nella natura, circondati da una distesa di alberi senza fine.Great Bear Rainforest
Iniziamo il nostro viaggio fra le foreste con la Great Bear Rainforest, una foresta pluviale temperata sulla costa della Columbia Britannica. Siamo all’estremo Ovest del Canada, in questa provincia che offre una grande varietà di paesaggi. Bagnata dall’Oceano Pacifico, la Columbia Britannica ha sì città di grande interesse come Victoria e Vancouver, ma è famosa soprattutto per la sua natura selvaggia: ci sono fiordi e isole, le cime innevate delle Montagne Rocciose, valli pittoresche.
Estesa su un territorio di 6,4 milioni di ettari, la Great Bear Rainforest fa parte della più ampia ecoregione della foresta pluviale temperata del Pacifico. È stata ufficialmente riconosciuta dal governo della Columbia Britannica nel 2016, quando ha annunciato un accordo per proteggere in modo permanente l’85% dell’area forestale dal disboscamento industriale. I suoi imponenti cedri rossi occidentali, antichi centinaia di anni, possono raggiungere 70 metri di altezza. Inoltre, ospita 26 Prime Nazioni, i popoli indigeni o autoctoni del Canada odierno.
La Great Bear Rainforest si trova sulla costa settentrionale e centrale della Columbia Britannica, territorio incredibile per la moltitudine di piante, animali e vita marina, ma anche per la geografia e il clima altrettanto diversi.Le coste possono essere sia rocciose che sabbiose. Alcune digradano dolcemente verso il mare, altre scendono subito in profondità come scogliere. Questo grazie al lavoro senza tempo di maree e correnti, che influenzano le coste in modo differente a seconda della forza delle onde, dell’esposizione e della posizione. A sua volta, il modo in cui il mare modella il litorale influisce sulle specie che abitano l’area.
In tutta la foresta si incontrano laghi, torrenti, zone umide, fiumi e piccoli corsi d’acqua nati grazie alle forti precipitazioni, all’umidità e allo scioglimento delle nevi sulle montagne. In primavera le acque impetuose sfociano nell’oceano. La costa è caratterizzata da un litorale intricato con stretti canali e fiordi dalle pareti a picco sul mare, con estuari, insenature e minuscole baie.
Nel Neekas Creek, un piccolo torrente, si riproducono fino a 60.000 salmoni keta per chilometro di torrente, probabilmente la densità più alta della provincia. Per l’ecosistema della Great Bear Rainforest, il salmone è un elemento fondamentale: ogni anno si contano più di 2.500 migrazioni, o risalite nei corsi d’acqua. A trarre beneficio sono sia gli esseri umani, sia un’ampia gamma di piante e animali come orche, squali, leoni marini, foche, lontre, orsi e numerose specie di uccelli. Alcuni animali sincronizzano il loro fabbisogno energetico con l’arrivo dei salmoni, come i visoni ad esempio: ritardano il periodo della riproduzione in modo da allattare i piccoli durante la deposizione delle uova dei salmoni.
Ma l’animale simbolo della Great Bear Rainforest è il raro orso kermode, chiamato anche “orso spirito”. Si ritiene che la sua pelliccia, che va dal bianco al color crema, sia dovuta a una variante genetica dell’orso nero, ma la scienza ha dimostrato che è dovuta a un singolo allele recessivo, di cui sono portatori tutti gli orsi neri della regione.Gli orsi kermode vivono principalmente sull’isola di Princess Royal, dove è stata recentemente creata la Kitasoo Spirit Bear Conservancy. La cultura delle Prime Nazioni ritiene che l’orso spirito abbia poteri soprannaturali e la capacità di rendersi invisibile (in effetti il manto chiaro li aiuta nella caccia, perché i pesci li notano meno).
Ma la Great Bear Rainforest è un paradiso anche per gli amanti del birdwatching, grazie a sei milioni di uccelli migratori che ogni anno tornano in queste zone. In particolare, l’astore boreale svolge un ruolo centrale nell’ecosistema costiero, sostenendo la catena alimentare della regione e regolando le popolazioni di prede. Tra le specie chiave ci sono anche l’aquila di mare testabianca, l’urietta marmorizzata e le gru.
Foresta boreale
Visto che abbiamo parlato dell’astore boreale, scopriamo un altro aspetto interessante della natura canadese andando dall’altra parte del Paese, nella provincia di Terranova e Labrador, la più a est. Si compone di due regioni: l’isola di Terranova e la regione continentale del Labrador, separate dallo Stretto di Belle Isle. Vi aspettano chilometri di costa selvaggia, con scogliere a picco sul mare, iceberg e un cuore verde fatto di foreste incontaminate. La provincia fa parte della zona boreale, che in Canada si estende dalla parte più orientale della provincia di Terranova e Labrador fino al confine fra il nord dello Yukon e l’Alaska. Ed è proprio in questa zona che si trova la foresta boreale canadese. Ma prima, un po’ di contesto.
La zona boreale è spesso chiamata “circumpolare” perché forma una sorta di anello intorno al Polo Nord, nell’emisfero settentrionale. In Canada occupa l’ampia area fra la tundra a nord e la zona temperata a sud. Le foreste boreali si trovano quindi nelle zone più settentrionali del pianeta, e a dominare sono le conifere. Sono presenti in altre nazioni, principalmente la Russia (che ne ospita la maggior parte), gli Stati Uniti, alcuni Paesi scandinavi, piccole regioni della Gran Bretagna e la Cina.
La zona boreale del Canada comprende otto ecozone, ognuna con una flora e una fauna autoctone. Detto questo, il Paese possiede il 28% della zona boreale del mondo (552 milioni di ettari) e il 75% di tutte le foreste e i boschi (307 milioni di ettari).
Gran parte della zona boreale è coperta da foreste con alberi come pini, abeti rossi, larici, pioppi e betulle, intervallate da vaste zone umide come torbiere e paludi. Comprende inoltre una moltitudine di laghi e fiumi, ma anche aree senza alberi come le Montagne Rocciose e le regioni costiere.
La zona boreale ospita una vasta gamma di mammiferi, insetti, funghi e microrganismi. Tra questi ci sono 150 specie di uccelli, circa la metà di quelle presenti in tutto il Canada. Da segnalare anche il caribù dei boschi, o caribù boreale, che diversamente dagli altri caribù che vagano nella tundra preferisce le foreste. È una specie scomparsa in molte aree del mondo purtroppo.
Da non perdere per fare un bagno di foresta è l’Akami-Uapishk-KakKasuak-Mealy Mountains National Park Reserve nella regione di Terranova. Il suo nome lunghissimo unisce parole degli indigeni Innu e Inuit. Sotto il suo cappello protegge 10.700 chilometri quadrati di un paesaggio molto variegato, fra foreste boreali, tundra montana, costa, isole e fiumi. Le cime di roccia levigata dai ghiacci dei Monti Mealy, che si affacciano sul lago Melville, raggiungono i 1.180 metri. Dalle loro vette, fitti boschi scendono verso la costa fino alle gelide acque del Mare del Labrador, braccio dell’Oceano Atlantico. Qui si trovano ben 50 chilometri di spiagge sabbiose, una zona nota come Wunderstrands. Non mancano poi bacini idrici, fiumi selvaggi e cascate mozzafiato.La riserva del parco nazionale svolge un ruolo importante, tutelando una porzione notevole del territorio in cui vive il branco di caribù dei Monti Mealy, compreso l’habitat costiero e delle isole. Distese della foresta boreale si trovano a nord della baia di Sandwich e lungo la sponda meridionale del lago Melville. In queste zone oltre ai caribù vivono lupi, orsi neri, martore e volpi. Le vaste zone umide verso sud invece ospitano uccelli migratori come anatre e oche.
Come si può immaginare, la provincia di Terranova e Labrador offre interessanti opzioni per fare trekking. L’escursionismo qui infatti è un vero e proprio stile di vita, con centinaia di chilometri di sentieri.
Da non perdere c’è il Terra Nova National Park, con 80 chilometri di percorsi sull’omonima isola adatti a vari livelli di esperienza, dalle tranquille passeggiate alle lunghe escursioni. Ci sono campeggi dislocati lungo tutto il tratto. Una delle escursioni più lunghe è l’Outport Trail, per un totale di circa 50 chilometri sulla costa. Da segnalare é la cima del Monte Stamford, che si raggiunge con una deviazione di 2 chilometri: offre uno dei panorami più spettacolari di tutta la provincia.
Molto visitato è anche il Gros Morne National Park, amato soprattutto dai geologi. Come sottolinea l’Unesco, che lo ha inserito nel Patrimonio dell’Umanità, all’interno di un’area relativamente piccola si trovano esempi da manuale delle forze che creano il nostro pianeta: “Il parco offre un raro esempio del processo di deriva dei continenti, dove la crosta oceanica profonda e le rocce del mantello terrestre sono esposte. L’azione glaciale più recente ha dato vita a scenari spettacolari, con pianure costiere, altopiani alpini, fiordi, valli glaciali, scogliere a picco, cascate e molti laghi incontaminati.”
Le escursioni nel Gros Morne National Park, tra sentieri segnalati e non, permettono di osservare una gran varietà di piante, animali e uccelli. Molto amato è il trekking di 14 chilometri sul monte Gros Morne, accompagnati da viste mozzafiato lungo gli 800 metri di dislivello. Quando la fatica è ripagata dal panorama, il benessere è doppio.
Autore: Claudia Dagrada








