Basilicata: luoghi da scoprire fra mare, parchi e borghi

La Basilicata è una di quelle regioni che offre un’esperienza a 360°. Cultura, natura, mare, borghi fra i più belli d’Italia, e tanta storia. Dai Bizantini ai Normanni, dagli Svevi ai Borboni, ognuno ha lasciato il segno del proprio passaggio. Catapultata fra le mete internazionali imperdibili grazie a Matera, Capitale Europea della Cultura nel 2019, la Basilicata non nasce e finisce con i famosi Sassi Patrimonio Unesco, offre molto di più.

Matera

Location di una sessantina di film tra cui “La passione di Cristo” di Mel Gibson, scelta da registi del calibro di Pier Paolo Pasolini, Roberto Rossellini, Giuseppe Tornatore, è una terra dal fascino aspro e genuino fuori dal tempo.

E questa piccola perla dalla storia millenaria gode di un inaspettato mix paesaggistico. Terra per gran parte montuosa e collinare, è bagnata da due mari, Ionio e Tirreno. Qui il blu dell’acqua si unisce al verde intenso della macchia mediterranea delle coste, a tratti selvagge e incontaminate. E nella loro piccolezza in termini di chilometraggio, offrono sia spiagge sabbiose sia contorni frastagliati.

Matera
Il litorale tirrenico

È un alternarsi di gole, insenature e aspre falesie bagnate dal mare cristallino. Le spiagge sono immacolate, con calette spettacolari raggiungibili solo in barca. È possibile visitare grotte marine come la Grotta delle Meraviglie, paradiso per gli speleologi: scoperta per caso negli anni ’20 durante la costruzione di una strada statale, è una delle grotte turistiche più piccole e preservate d’Italia.

E proprio su questo tratto di costa c’è la località balneare più gettonata della Basilicata, Maratea. Racchiusa nel Golfo di Policastro, è il classico borgo marinaro con un piccolo porto. A proteggere il centro storico, con le sue 44 chiese, c’è la statua del Redentore sul Monte San Biagio.

Statua del Redentore | Maratea

Nel suo splendente marmo bianco di Carrara, è il simbolo del paese. Chiamata dai Greci “Thea Maris”, la Dea del mare, Maratea custodisce tesori sia sulla terraferma sia sui fondali. La piccola e rocciosa isola di Santo Janni, che si affaccia sulla costa, è un’area archeologica sottomarina di grande importanza. Sono stati ritrovati reperti risalenti al tempo dei Greci e dei Romani. Il litorale di Maratea poi vanta diverse spiagge Bandiera Blu come Castrocucco, Acquafredda, Spiaggia nera, Fiumicello, e fondali da sogno per gli amanti delle immersioni.

Riserva naturale, Costa Ionica | © Archivio APT Basilicata
La costa ionica, cuore della Magna Grecia

È un morbido tappeto sabbioso accarezzato da acque trasparenti, con svariati lidi Bandiera Blu. Nei suoi 35 chilometri di territorio pianeggiante, il primo tratto di litorale che si incontra è quello di Metaponto, tra le due foci del Bradano e del Basento. Più intatte e selvagge sono le spiagge di Marina di Pisticci. Continuando in direzione sud, tra la foce del fiume Agri e quella del Sinni, c’è il Lido di Policoro, l’antica Herakleia, altro importante centro della Magna Grecia. Il porto turistico di Marina di Policoro è considerato il più grande e attrezzato del Mar Ionio. Chiudono il tratto di costa ionica lucana le spiagge di Marina di Rotondella e Marina di Nova Siri.

Pino loricato, Pollino | © Archivio APT Basilicata

Anche per gli amanti dei parchi naturali la Basilicata ha molto da offrire, con numerose riserve e oasi protette. Iniziamo col Parco Nazionale del Pollino (www.parcopollino.gov.it), che coi suoi 192.000 ettari a cavallo con la Calabria è il più esteso d’Italia. Il versante lucano occupa circa 88.000 ettari. A dare il nome al parco e all’omonimo massiccio, considerato uno dei più belli dell’Appennino Lucano, è il Monte Pollino (per la sua imponenza e maestosità era chiamato dagli Achei “Mons Apollineum”, Monte di Apollo).

Grazie a una serie di percorsi si scoprono altipiani erbosi, fitti boschi di faggio e cerri, abeti e castagni. Ma i veri protagonisti sono i pini loricati, simbolo del parco. Questa rara specie dal tronco contorto si trova principalmente sulla cima di Serra di Crispo, denominata il “Giardino degli Dei”, proprio perché considerata uno dei santuari di questi alberi.

Tra le immense distese si aggirano esemplari di lupo appenninico, cinghiali e caprioli, scoiattoli, istrici e lontre, ma anche picchi e gufi reali. Tra le vette più alte dell’intero arco appenninico meridionale, su cui volano aquile reali, falchi pellegrini e gheppi, spicca la Serra Dolcedorme, vero e proprio “tetto” del parco.

Maratea | © Archivio APT Basilicata

Non mancano nemmeno animali risalenti a decine di migliaia di anni fa, come lo scheletro di un Elephas antiquus italicus, alto quattro metri e vissuto circa 700.000 anni fa. Rinvenuto nella Valle del Mercure, è custodito nel Museo Naturalistico e Paleontologico di Rotonda, sede del parco.

Letteralmente abbarbicato a strapiombo sulla valle c’è Viggianello, noto come il “paese delle ginestre” per le infinite distese di fiori che lo abbelliscono soprattutto nel mese di maggio. Fra i Borghi più belli d’Italia, è adagiato su un costone roccioso del Monte Serra, punto strategico da cui partono numerosi sentieri che si inoltrano nei boschi, e che si arrampicano fino a raggiungere il Parco del Pollino.

L’altro parco nazionale è il Parco dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese (www.parcoappenninolucano.it), che si estende lungo gran parte della catena montuosa. Di incredibile bellezza il paesaggio in cui si susseguono i monti Volturino e Pierfaone fino al massiccio del Sirino.

Ci sono poi tre parchi regionali. Il Parco del Vulture (www.parcovulture.it) prende il nome dal Monte Vulture, un vulcano di oltre 1.300 metri ormai spento da millenni. I crateri sono occupati dai laghi di Monticchio, due suggestivi specchi d’acqua immersi nel verde.

Il Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano (www.parcomurgia.it) è invece un’enorme opera d’arte naturale, dove la roccia è stata scolpita per creare rupi, grotte e gravine. Grazie al patrimonio sacro e culturale che conta oltre 150 chiese rupestri, il parco è diventato il centro di eventi musicali, ambientali e culturali, un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto.

Infine, da non perdere il Parco Naturale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane (www.parcogallipolicognato.it). È una delle aree verdi più belle della Basilicata, con una fitta rete di sentieri da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike.

Castelmezzano notturna | © Tullio Trotta

All’interno del parco, incastonati fra le rocce ci sono due dei Borghi più Belli d’Italia, ideali per chi ama il paesaggio montano e rupestre. Castelmezzano è perfetto per stare a contatto con la natura lontani dal turismo di massa, che qui per fortuna non può fare danni: non sono ammesse strutture invasive, ma solo esperienze di “paese albergo”. Adagiato su una parete di guglie e picchi in un vero e proprio anfiteatro naturale, è un labirinto concentrico di case secondo l’antica forma di terrazzamento medievale. Nel centro storico, la roccia è una presenza costante con i sottoportici scavati al suo interno. Salendo le ripide scale si raggiungono belvedere da cui ammirare le splendide Dolomiti Lucane.

Porto di Maratea

Oltre a questo spettacolo naturale, Castelmezzano è famoso per il Volo dell’Angelo. Si tratta di un vero e proprio tuffo nel cielo tramite un cavo d’acciaio che lo collega a Pietrapertosa. Per un chilometro e mezzo si è sospesi a oltre 100 metri dal suolo. In poco più di un minuto adrenalinico si raggiunge l’altro delizioso borgo. I due paesi sono collegati anche dal percorso delle sette pietre, lungo un antico tratturo in un viaggio nella tradizione. E Pietrapertosa, che a quasi 1.100 metri di altezza è il borgo più alto della Basilicata, merita sicuramente una visita. Il suo cuore medievale è ancora ben conservato, soprattutto nella parte più antica chiamata col nome saraceno di Arabat, alle pendici di un antico castello. Tutto intorno, il territorio spettacolare del parco regionale fatto di aspre montagne e pendici boscose, vette dolomitiche e il fondovalle scavato dai torrenti.

 Sempre all’interno del circuito dei Borghi più Belli d’Italia c’è Guardia Perticara, un dedalo di vicoli e stradine strette e ripide. Dalla cima del colle su cui sorge il paese si gode una vista mozzafiato sulla valle del torrente Sauro, un grosso affluente del fiume Agri.

Guardia Perticara è chiamata il “paese delle case di pietra”: arroccate le une sulle altre donano al borgo un fascino senza tempo.

Craco | © Pasquale Lamarra 83

Anche in provincia di Matera ci sono borghi imperdibili, come Craco, con le sue case aggrappate alla roccia e la torre normanna che svetta austera. Questo borgo medievale circondato di calanchi è conosciuto come il “paese fantasma”. Una frana devastante negli anni ’60 costrinse i suoi abitanti a fuggire, per trasferirsi principalmente a Craco Peschiera. Oggi è una delle mete lucane più suggestive per la sua struggente e malinconica bellezza. Si può visitare il borgo in sicurezza grazie a un itinerario che dal corso principale porta alla vecchia piazza, per poi addentrarsi nel nucleo della città disabitata. Nonostante decenni di abbandono, Craco mantiene ancora intatta la propria storia.

Maratea

Infine, poco distante c’è un altro borgo imperdibile, Aliano. Arroccato su uno sperone argilloso, è circondato da calanchi in un paesaggio lunare. Come in tutta la Basilicata sud-orientale tra le valli del Sauro, dell’Agri e del Basento, i calanchi creano un mondo parallelo, quasi surreale. La fama di Aliano è legata non solo a queste splendide sculture di madre natura, ma anche al pittore e romanziere Carlo Levi. È proprio qui che a causa del suo impegno antifascista trascorse parte dell’esilio, e che trovò ispirazione per scrivere “Cristo si è fermato a Eboli”. E Aliano è stata la naturale location dell’omonimo film diretto da Francesco Rosi. A Carlo Levi è dedicato il Parco Letterario, un itinerario all’interno del borgo che include la sua casa, la pinacoteca, il Museo della civiltà contadina, e il presepe artistico del maestro Francesco Artese. E la sua salma riposa proprio nel cimitero di Aliano, aveva promesso agli abitanti del paese che sarebbe tornato. Un vero e proprio inno d’amore a questa terra.

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