Parchi Nazionali in Svezia ideali per il bagno di foresta

In Svezia la natura è una parte integrante della vita quotidiana, la cultura stessa invita a stare all’aria aperta. Non serve fare chissà cosa, basta godersi semplicemente il silenzio fra gli alberi. L’Istituto Karolinska vicino a Stoccolma ha condotto uno studio che ha dimostrato come trascorrere solo 3 giorni all’aria aperta possa ridurre i livelli di stress del 70%, abbassando la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. Inoltre i partecipanti hanno visto un importante miglioramento in termini di benessere e creatività (l’Istituto Karolinska è un’università svedese annoverata fra le più importanti istituzioni di educazione universitaria in medicina a livello mondiale).

Abisko | Svezia | Foto di Silverkey (Mickaël Delcey) | Wikimedia

La Svezia è senza dubbio uno dei Paesi più adatti per sperimentare i benefici del cosiddetto “bagno di foresta“, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo. Lo sapete infatti che circa il 70% del territorio è coperto da foreste (dato delle Industrie Forestali Svedesi)? Una percentuale che la pone al secondo posto in Europa solo dopo la Finlandia.

Su 41 milioni di ettari, circa 28 milioni sono considerati terreni forestali. Di questi, il 12% è di proprietà dello Stato, il resto è proprietà privata. Ad ogni modo, chiunque può muoversi liberamente nella natura svedese grazie al diritto di accesso pubblico: “allemansrätten”, che letteralmente significa “il diritto di tutti”, è un principio tutelato dalla legge che consente di camminare, andare in bicicletta, cavalcare, sciare e fare campeggio libero su qualsiasi terreno, ad eccezione dei giardini privati, vicino a un’abitazione, nei terreni coltivati o nei pascoli. Si possono raccogliere funghi e frutti selvatici (le foreste svedesi abbondano di mirtilli e mirtilli rossi). Il tutto ovviamente nel rispetto della natura senza fare danni, lasciare rifiuti e ovviamente senza disturbare il proprietario dei terreni.

Proteggere la natura

A custodire le foreste svedesi ci pensano trenta parchi nazionali, riserve naturali e aree per la protezione di biotopi preziosi o vulnerabili, la cui superficie è in continuo aumento dagli anni ’90. Parliamo di 7.000 chilometri quadrati che vanno dalle montagne innevate alle foreste fino alle spiagge sabbiose. Del resto, la Svezia nel 1909 è stato il primo Paese europeo a istituire un sistema di parchi nazionali (solo in quell’anno ne furono inaugurati nove), tutti fruibili gratuitamente.

A queste si aggiungono 5.000 riserve naturali, che comprendono circa l’85% di tutta la superficie svedese protetta dal Codice ambientale. Si contano anche 4.000 siti Natura 2000 a cui si aggiungono cinque riserve della biosfera.

Che vi godiate il tepore del sole in primavera ed estate, che passeggiate fra le foglie durante il foliage autunnale o con le ciaspole ai piedi in inverno, le foreste svedesi possono essere godute tutto l’anno. Scopriamo quindi tre parchi nazionali che si prestano perfettamente al bagno di foresta che tanto bene fa a mente e corpo.

Parco Nazionale di Tyresta

Iniziamo con qualcosa di facile, un parco in cui potreste andare appena atterrati nella capitale svedese: il Parco Nazionale di Tyresta si trova a soli 20 chilometri da Stoccolma. Per raggiungerlo basta seguire uno dei sentieri che parte dal villaggio di Tyresta, porta di accesso principale, o dall’ingresso di Stensjödal.

Il parco si estende su una superficie di quasi 20 chilometri quadrati. Protegge un’area che a pochissima distanza dai rumori della città permette di immergersi nel silenzio delle foreste primordiali e dei boschi fra muschi, licheni, abeti rossi, conifere e pini secolari. Questo parco infatti è la più grande area di antiche foreste nel Sud della nazione.

Lince

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Lince

Attorno al parco c’è la Riserva Naturale di Tyresta, che funge da zona protettiva. Come nel parco abbondano le foreste di pini, ma ci sono anche aree con boschi di abeti rossi e colline ricoperte di querce. Il parco e la riserva proteggono in totale 50 chilometri quadrati in cui si snodano 55 chilometri di sentieri escursionistici, con una lunghezza che va da 2,5 a 14 chilometri. Il territorio include anche alcuni laghi e splendidi punti panoramici.

Nel parco vivono 8.000 specie animali. Ci sono alci, caprioli, scoiattoli, volpi, linci, lepri e la martora, di cui si possono riconoscere le tracce sulla neve in inverno. Da molti anni poi c’è un numero considerevole di castori. Abbondano i cinghiali, che cercano radici, funghi, semi e insetti nel terreno.

Ma il Parco Nazionale di Tyresta è noto soprattutto per essere il regno di gufi e picchi. Abbastanza facile da avvistare sono il picchio nero, il pettirosso, il fringuello e il gallo cedrone, anche se quest’ultimo sa bene come nascondersi nella foresta.

Parco Nazionale di Tiveden

Spostiamoci ora nel cuore della Svezia, a metà strada fra Stoccolma e Göteborg, dove si trova il Parco Nazionale di Tiveden. Parliamo di 2.030 ettari di foreste vergini e incontaminate, disseminate su un paesaggio collinare e selvaggio, con panorami spettacolari e le formazioni rocciose di Trollkyrkobergen. A disegnare il territorio ci sono anche decine di laghi e fiumi, con alcune grotte da esplorare. Molto caratteristici sono i massi risalenti all’era glaciale che raggiungono anche 10 metri di altezza.

Questo parco ha una delle aree forestali primordiali più meridionali della Svezia. È stata lasciata evolvere in modo naturale, ciò significa che negli ultimi decenni la silvicoltura su larga scala non ha avuto nessun impatto. Un’area così ampia e contigua di foresta secolare è piuttosto rara in questa parte della nazione. Quella che vediamo oggi risale in gran parte al periodo successivo agli incendi che si sono verificati nella prima metà del 1800.

Grazie alla topografia variegata, il parco vanta un piccolo ma importante patrimonio di foreste di conifere. In alta quota si incontra il tipico paesaggio delle pinete cresciute sul suolo roccioso. Gli alberi, piccoli e sottili a causa dell’ambiente arido, possono contare addirittura 300 anni. Sulle rocce troviamo invece il lichene delle renne (cibo preferito degli animali che gli danno il nome) e diverse tipologie di muschio. Dove lo strato di terreno è più spesso crescono arbusti come il mirtillo rosso e l’erica, e in caso di spessore ancora maggiore troviamo gli abeti rossi. Per una vegetazione più rigogliosa però bisogna scendere a valle. Infine, dall’umidità sono nati acquitrini e piccole torbiere.

Il Parco Nazionale di Tiveden ha al suo interno circa 34 chilometri di sentieri escursionistici segnalati, su distanze che arrivano fino a una decina di chilometri. Se si è fortunati si possono incontrare volpi, lepri, tassi, castori, scoiattoli e lupi, che negli ultimi anni hanno fatto del parco la loro casa. Alci e caprioli sono invece specie decisamente più rare. Fra gli uccelli invece si annoverano il gallo cedrone, la civetta capogrosso e altri uccelli caratteristici delle pinete, come la cincia dal ciuffo, il codirosso e il pappagallo crociere.

Il terreno collinare e l’abbondanza di massi nel parco possono rendere il trekking piuttosto impegnativo.

Parco Nazionale di Abisko

Andiamo ora nel Nord della Svezia, dove l’Unesco ha voluto porre il suo sigillo sull’area della Lapponia, per la preziosa combinazione di natura e tradizioni culturali: “La regione del Circolo Polare Artico nella Svezia settentrionale è la patria del popolo indigeno dei Saami. Si tratta della più vasta area al mondo (e una delle ultime) in cui si pratica uno stile di vita ancestrale basato sulla transumanza stagionale del bestiame. Ogni estate, i Saami conducono le loro enormi mandrie di renne verso le montagne attraverso un paesaggio naturale finora preservato, ma ora minacciato dall’avvento dei veicoli a motore”.

Nella Lapponia svedese (la regione si estende anche in Norvegia, Finlandia e Russia) ci sono quattro parchi nazionali con montagne innevate, valli lussureggianti e una fauna unica, ideali per scoprire l’atmosfera della Svezia artica, lontani dal resto del mondo.

Abisko National Park | Svezia | Foto di Jojoo64 | Wikimedia

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Abisko National Park | Svezia | Foto di Jojoo64 | Wikimedia

Nella Lapponia svedese, molto noto è il Parco Nazionale di Abisko. Siamo a 200 chilometri sopra il circolo polare artico, probabilmente uno dei luoghi più adatti al mondo per ammirare l’aurora boreale, che ricordiamo non è un appuntamento fisso, ma uno spettacolo che Madre Natura mette in scena solo quando si presentano le condizioni adeguate.

Grazie alla vicinanza con l’Oceano Atlantico, il clima continentale gode di un influsso marittimo, con estati tiepide e inverni non troppo rigidi (le temperature minime di solito non superano i -15°C). Inoltre, nonostante l’aria umida dell’oceano, la percentuale di precipitazioni è una delle più basse di tutta la Svezia, grazie alle montagne che offrono una sorta di protezione.

Parlando di specie animali, difficili da avvistare sono i predatori come orsi, ghiottoni e linci, ma in l’inverno sarà possibile trovarne le tracce nella neve. Diverso è il discorso per gli alci che, grazie al manto nevoso non molto spesso, riescono a procacciarsi il cibo piuttosto facilmente. Le renne invece sono presenti per gran parte dell’anno.

Per gli amanti del birdwatching ci sono buone possibilità di incappare in aquile reali, aquile di mare, poiane calzate e gheppi. In anni fortunati è stato avvistato anche il raro luì boreale. Le paludi sono l’habitat preferito per i trampolieri, mentre i laghi per lo svasso collorosso. In alcuni periodi dell’anno, il delta dove il fiume Abiskojåkka sfocia nel lago Torneträsk diventa un santuario per gli uccelli.

La flora del Parco Nazionale di Abisko è estremamente ricca e variegata, e include la maggior parte della flora alpina. Il monte Njullá è chiamato anche “la montagna dei fiori” per la grande varietà di esemplari che lo ricopre. Grazie al terreno calcareo, alle falde acquifere e all’esposizione soleggiata a sud e a est, crescono molte piante rare. La vallata vede principalmente boschi di betulle e di pini.

Per raggiungere il parco, che si trova a sud del lago Torneträsk, basta un’ora in auto o in autobus dalla città di Kiruna: un paradiso verde vi attende.

 

Autore: Claudia Dagrada

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