Mini tour in Belgio: Bruxelles, Gent e Bruges

Incastonato fra colossi mainstream come Francia, Olanda e Germania, il Belgio è un Paese piccolo ma da non sottovalutare, soprattutto quando si parla di arte, storiae cultura. Spiccano grandi nomi che vanno dai pittori fiamminghi a Magritte, senza contare gli iniziatori dell’Art Nouveau e importanti fumettisti.

Minnewaterpark | Bruges | Foto di wirestock | Freepik 

In questo articolo vi proponiamo un piccolo tour che va dalla capitale Bruxelles a Gent e Bruges. Sono due città a misura d’uomo delle Fiandre, una delle tre regioni del Paese. Questo viaggio può essere organizzato anche in pochi giorni, perché le città sono molto vicine e facilmente raggiungibili in treno. I comuni denominatori del tour sono centri storici fiabeschi, un’atmosfera vibrante e litri di birra. La birra belga infatti è una cosa seria, eredità di una tradizione secolare che l’ha resa parte integrante della vita sociale. L’abbinamento perfetto sono le patate fritte, orgoglio nazionale. Dopo questa piccola cornice, non ci resta che partire.

Bruxelles

La capitale belga, considerata anche capitale de facto dell’Ue, è una città dai mille volti: europea e multietnica, elegante e popolare al tempo stesso.

Sicuramente è perfetta per gli amanti della cultura: vanta oltre 100 musei, tesori d’arte e monumenti. La foto da cartolina tipica di Bruxelles è quella della Grand’ Place. Ci sono le antiche sedi delle corporazioni e sontuosi palazzi. Coi suoi ristoranti e café è il cuore pulsante della città vecchia. Sulla piazza si affacciano il Museo della città di Bruxelles, il municipio con la torre monumentale, un capolavoro del gotico, le antiche Gallerie Saint-Hubert. Gli amanti dei dolci non devono perdersi la cioccolateria di Jean Neuhaus, che inventò la pralina belga all’inizio del ‘900. L’intero complesso della piazza è Patrimonio Unesco.

Nel centro storico troverete anche la mascotte di Bruxelles, il Manneken Pis. Questa statuetta con un bambino che fa la pipì, durante importanti eventi da festeggiare indossa sempre un abito diverso. A pochi minuti a piedi c’è la sua controparte femminile, Jeanneke Pis.

Le Cirio | Bruxelles | © ctj71081| Flickr

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Le Cirio | Bruxelles | © ctj71081| Flickr

Altra tappa imperdibile fra quelle classiche è il Kunstberg, o Monte delle Arti. Comprende alcune perle del patrimonio nazionale come la Biblioteca reale del Belgio, la Galleria Ravenstein, il Museo degli strumenti musicali. Percorrendo le scalinate, in cima potrete godervi lo skyline cittadino, con la vista che spazia fino all’Atomium, uno dei simboli di Bruxelles. Lascito dell’Esposizione universale del 1958, è una struttura alta oltre 100 metri costituita da nove sfere collegate da scale mobili. Rappresenta un atomo di un cristallo di ferro, ingrandito 165 miliardi di volte. L’Atomium ospita varie installazioni artistiche, un ristorante e un belvedere. Da qui si può fare una passeggiata fino al Parco di Ossegem. Nella capitale infatti non mancano polmoni verdi come il Parco del Cinquantenario o quello di Roi Baudoin.

Torniamo nel centro storico, dove a pochi minuti dal Monte delle Arti c’è il Museumplein, o Piazza dei Musei, intorno al quale ci sono i Musei reali delle Belle Arti di Bruxelles. Sono musei tematici come l’Oldmasters Museum, con capolavori della pittura fiamminga e non solo, il Museo Fin-de-Siècle dedicato all’avanguardismo a cavallo fra il 1800 e il 1900, il Museo Magritte con la più grande collezione di opere dell’artista.

A circa un quarto d’ora a piedi, gli appassionati possono visitare il Centro belga del fumetto. È ospitato in un palazzo Art Nouveau progettato dall’architetto Victor Horta, precursore di questo movimento. Proprio a lui Bruxelles deve un Patrimonio Unesco invidiabile: le Principali case cittadine. Sono l’Hôtel Tassel, l’Hôtel Solvay, l’Hôtel van Eetvelde e l’Horta Museum (quest’ultimo a Saint-Gilles), quattro edifici ideati a fine 1800 da Horta. In particolare, il museo è il palazzo in cui visse e lavorò.

Ultima tappa, il Marolles, il più antico quartiere popolare di Bruxelles. È il paradiso per gli amanti dei negozi di antiquariato e di dischi, boutique vintage e mercatini delle pulci come quello a Place Jeu de Balle.

Gent

Arriviamo ora nella capitale delle Fiandre Orientali. Gent è una delle città più popolose del Paese e dall’atmosfera particolarmente frizzante, grazie anche alla mole di studenti. L’università di Gent infatti è fra le più prestigiose del Belgio.

Posizionata strategicamente alla confluenza dei fiumi Schelda e Leie, nel medioevo è stata una città mercantile incredibilmente vitale, soprattutto nel tessile, per poi trasformarsi in un polo industriale. Ma in mezzo secolo, grazie all’energia dei suoi creativi e al porto fluviale, si è lasciata alle spalle il passato delle fabbriche per una nuova versione decisamente più vibrante. L’offerta di caffè, ristoranti e centri culturali è vastissima, e non solo: Gent è rinomata a livello internazionale per la sua scena musicale e i numerosi festival (in primis il Festival delle Fiandre), tanto che l’Unesco l’ha insignita del titolo di Creative City for Music.

Visitare Gent vuol dire perdersi fra le stradine del suo centro storico, e godere le tante attrazioni culturali. A delinearne lo skyline medievale sono le tre torri: la chiesa di San Nicola, il Belfort (la torre civica) e la Cattedrale di San Bavone. In particolare, quest’ultima ospita il “Polittico dell’Agnello Mistico” di Jan van Eyck, pittore fiammingo di cui parleremo anche più avanti. Completato nel 1432, il Polittico si contraddistingue per il suo realismo e la raffinata pittura a olio, di cui Jan van Eyck è stato un perfezionatore.

A poca distanza c’è un edificio davvero particolare, lo Stadshal. Un padiglione aperto di architettura contemporanea che ricorda un granaio, capace di inserirsi armoniosamente fra le antiche guglie delle torri che lo circondano. Proseguendo a piedi si attraversa il ponte di Sint-Michielsbrug da cui ammirare il panorama sul fiume Leie.

Il Korenmarkt è invece l’antico mercato del grano, una piazza storica con edifici caratteristici. Oltre a ristoranti e bar ci sono anche bancarelle per assaggiare i “cuberdon”, caramelle viola a forma di cono tipiche di Gent.

Altro protagonista cittadino è il castello di Gravensteen con le sue mura merlate. Voluto dal conte Filippo I di Alsazia, per secoli è stato la residenza dei conti delle Fiandre e centro del loro potere, per poi diventare un tribunale e una prigione. Una storia turbolenta illustrata nel dettaglio all’interno del castello stesso. La fortezza si trova nel Patershol, un antico quartiere dall’anima bohémien con vicoli acciottolati. Una piccola chicca è la Huis van Alijn, la Casa di Alijn, un museo dedicato alla vita quotidiana di un tempo. Per vivere appieno l’anima fluviale di Gent invece spostatevi al Portus Ganda, ideale per rilassarvi e godervi il tramonto.

Infine, imperdibile è il quartiere dei musei: lo Stedelijk Museum voor Actuele Kunst (SMAK), che si concentra sull’arte contemporanea a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino a oggi; il Museum voor Schone Kunsten (MSK), dedicato alle arti figurative dal medioevo al 1900; lo Stadsmuseum (STAM), che racconta la storia di Gent.

Bruges

La terza e ultima tappa del tour è un vero e proprio gioiello belga. L’intero centro storico di Bruges infatti è Patrimonio Unesco. L’autentico tessuto urbano medievale, insieme alla caratteristica rete di canali (i “reien”), è stato preservato, mentre ampie parti del patrimonio storico sono rimaste praticamente intatte. A questo si aggiunge l’elaborato stile neogotico che dona alla città un fascino speciale.

Tutto questo è il riflesso del glorioso passato di Bruges. Per secoli i suoi canali, su cui si affacciano gli antichi palazzi in mattoni rossi, l’hanno collegata al mare, garantendole prosperità. I mercanti la trasformarono in una delle più grandi città della Lega anseatica, e fra i principali centri commerciali d’Europa. Il secolo d’oro fu il 1400, periodo in cui i grandi Primitivi fiamminghi come Jan van Eyck e Hans Memling si stabilirono in città.

Bruges

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Bruges

Le loro opere, insieme a quelle di altri maestri di questa scuola pittorica, possono essere ammirate in vari spazi: nel Museo Groeninge, che offre una variegata rassegna delle arti figurative in Belgio; nel Museo Ospedale di Sint-Janshospitaal, uno degli ospedali preservati più antichi d’Europa; nella Cattedrale di San Salvatore, che vanta un campanile gotico-romanico di un’ottantina di metri e una grande sala del tesoro; nella Chiesa di Nostra Signora. Quest’ultima, con un campanile ancora più alto, possiede perle come la scultura in marmo “Madonna con Bambino” di Michelangelo. Dalla cappella, un antico passaggio conduce al Palazzo Gruuthuse, museo che raccoglie 500 anni di storia di Bruges in una varietà di oggetti.

Facciamo ora una passeggiata nel rinomato centro storico, fra vicoletti acciottolati ed edifici antichi. Da secoli il cuore pulsante è il Markt, la piazza del mercato, con la torre civica, o Belfort: salendo 366 scalini verrete premiati dalla vista sulla città. Altre piazze pittoresche sono la Huidenvettersplein, la piazza dei conciatori, e il Burg, la piazza del municipio, da secoli centro del potere cittadino. Ancora oggi, l’amministrazione comunale si riunisce nel municipio del 1300.

Immancabile una tappa alla Basilica del Sacro Sangue: risalente al 1100, è perfettamente conservata. Deve il nome all’ampolla con all’interno il sangue di Gesù. Secondo la leggenda, Teodorico di Alsazia, conte delle Fiandre, l’avrebbe ricevuta in dono a Gerusalemme durante la seconda crociata. Ancora oggi la reliquia è la protagonista della Processione del Sacro Sangue, che attraversa le strade cittadine nel giorno dell’Ascensione.

Altra chicca è il Dijver, parte della rete dei canali dove spiccano alcune delle case più eleganti di Bruges, e il Rozenhoedkaai, o Molo del Rosario, dove un tempo si vendevano rosai.

E infine il Minnewaterpark, un piacevole parco ideale per una passeggiata fino al Begijnhof, o beghinaggio. Fondato nel 1245, è un cortile alberato circondato dalle case in cui vivevano le beghine, donne laiche che conducevano una vita pia. È un piccolo gioiello immerso nel silenzio, diventato Patrimonio Unesco.

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