Podlachia: viaggio nel polmone verde della Polonia

Appena si pensa alla Polonia, vengono in mente la capitale, Varsavia, o un’altra città ancora più turistica, Cracovia. Noi vogliamo farvi scoprire invece una perla verde ricca di tradizione decisamente sconosciuta ai turisti europei. Parliamo della Podlachia, “Podlaskie” in polacco, una delle 16 regioni (voivodati nell’amministrazione locale) in cui si divide il Paese.

Foreste | Podlachia | Polonia

Si trova nel Nord-Est della Polonia, e grazie alla sua posizione geografica e al suo patrimonio naturale, si distingue notevolmente dalle altre regioni. Situata al confine con Bielorussia e Lituania, per centinaia di anni ha visto convivere polacchi, bielorussi, ucraini, russi, lituani, tatari ed ebrei. Ancora oggi in diverse zone sopravvive il bilinguismo. Un simile crocevia ha dato vita a un territorio multietnico e multiculturale ricco di tradizioni e riti differenti. Non a caso si deve a Ludwik Zamenhof, proveniente proprio dalla Podlachia, l’invenzione dell’esperanto verso la fine del 1800: la semplicità di un’unica lingua comune a tutta l’umanità.

Oltre a questo, la regione vanta una natura lussureggiante con vaste foreste, laghi e fiumi che disegnano un territorio protetto da svariati parchi. Tutto questo la rende il polmone verde dell’intera nazione.

Un viaggio in Podlachia rappresenta un incontro sincero con questo angolo nord-orientale d’Europa. È una rigogliosa terra di confine in cui al fastoso passato polacco-lituano si mischiano, come sempre nel Paese, le influenze di due prepotenti “vicini di casa”, la Russia e la Germania, e le vicissitudini della comunità ebraica. A fare da cornice ci sono panorami a dir poco suggestivi e tesori architettonici.

Il capoluogo

Per scoprire la bellezza e l’originalità della Podlachia, partiamo dal suo capoluogo, Białystok. È una città relativamente giovane per i canoni europei, con poco più di 250 anni di storia e circa 300.000 abitanti. Ma l’atmosfera non manca, grazie al suo fervore di melting pot culturale fra Polonia e Bielorussia, edifici sacri cristiani,ortodossied ebraici. In particolare spiccano la Cattedrale dell’Assunta, cattolica rinascimentale, la Chiesa ortodossa dello Spirito Santo, la più grande di questa fede nel Paese, e la Chiesa ortodossa di S. Nicola Taumaturgo. Ci sono poi i resti dell’antica sinagoga data alle fiamme dai nazisti, oggi monumento alla diaspora.

Agli appassionati dei monumenti storici consigliamo di visitare il settecentesco Palazzo Branicki, conosciuto anche come la Versailles della Podlachia. Oggi ospita l’Accademia Medica, e il Museo della Storia della Medicina e della Farmacia, che vi porterà negli ambulatori a cavallo fra 1800 e 1900. Da non perdere l’Opera e la Filarmonica Podlaska, un moderno centro culturale e artistico. Poco lontano c’è il Planty, il più grande e amato parco cittadino in cui fare una piacevole passeggiata.

Ma Białystok è anche un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta del patrimonio naturale della regione.

Parchi nazionali

Ci sono ben quattro parchi nazionali e tre parchi paesaggistici che custodiscono foreste primarie, splendidi paesaggi, valli fluviali, laghi e numerose rare specie di animali e piante.

Cominciamo da uno dei più antichi parchi nazionali, e una delle più antiche riserve naturali d’Europa. È il Parco Nazionale di Białowieża, che tutela la parte centrale della foresta di Bialowieża, in tutto oltre 10.000 ettari. Questa foresta primordiale, Patrimonio Unesco e riserva della biosfera, si divide fra Polonia e Bielorussia. È ciò che resta delle sconfinate foreste che ricoprivano l’Europa orientale secoli fa. Per gli escursionisti, ci sono circa 20 chilometri di itinerari da percorrere.

Il Parco Nazionale di Białowieża è rinomato soprattutto per essere il regno del bisonte europeo, che qui vive in libertà in un branco di 260 capi. Il legame che si è creato fra la Podlachia e questo animale è testimoniato anche dalla storica birra locale che si chiama “Żubr” (“bisonte” in polacco) e una vodka altrettanto nota, “Żubrówka”: in fase di distillazione viene aromatizzata con un’erba tipica delle foreste della regione, nota come “erba del bisonte”, e durante l’imbottigliamento viene inserito un filo d’erba, come vuole la tradizione.

Foto di Marcin Szmigiel | Unsplash

Oltre al bisonte, si possono incontrare altri mammiferi come l’alce, il castoro, il cinghiale, il lupo e il cervo. Senza contare che qui nidificano 120 specie di uccelli. In particolare, la cicogna ha proprio qui un suo punto di ritrovo, fra le valli dei fiumi Narew e Biebrza. Come vedremo, entrambi questi fiumi danno il nome ad altri due parchi.

Coi suoi 60.000 ettari, il Parco Nazionale Biebrzański è il più grande della Polonia. È stato fondato per tutelare la vasta area di torbiere, fra le meglio conservate d’Europa, e la valle paludosa del fiume Biebrza. Inoltre protegge anche la flora e la fauna che lo popola: la lince, diverse famiglie di lupi, numerose lontre e castori. Si aggiungono le centinaia di alci, sopravvissuti a un terribile periodo di caccia, che rappresentano la popolazione più numerosa del Paese.

Ma soprattutto, le estese paludi sono un’area stanziale di numerosi uccelli, circa 280 specie, alcune delle quali molto rare. E in primavera, col territorio inondato per diversi chilometri dalle acque in piena del Biebrza, che le ha rese inaccessibili all’uomo per secoli, arrivano migliaia di uccelli migratori.

Il parco può essere visitato tranquillamente a piedi, ci sono quasi 400 chilometri di percorsi, e una ventina di chilometri da esplorare in bici.

Spostandoci a una trentina di chilometri a ovest di Białystok troviamo invece il Parco Nazionale del fiume Narew, affluente del Vistola. Quest’area è considerata l’Amazzonia polacca. Il Narew infatti si divide in numerosi fiumiciattoli. Dei 7.000 ettari protetti, la quasi totalità è costituita da fiumi, terre periodicamente o perennemente inondate e zone umide. Come potete immaginare, il parco è in larga parte inaccessibile a piedi, ma una delle sue attrazioni è proprio la possibilità di navigare sul fiume e su alcuni affluenti. La maggior parte del territorio protetto in realtà è distribuito in 12.000 diversi appezzamenti di terreno di proprietà privata, per lo più di piccoli agricoltori.

Infine, il Parco Nazionale del Wigry protegge una superficie di 15.000 ettari, ed è anche classificato come zona umida protetta dalla Convenzione di Ramsar. Il parco è puntellato da una quarantina di laghi, e prende il nome da quello più grande, che si estende per 21 chilometri quadrati. Il territorio è stato in gran parte modellato da un ghiacciaio che copriva quest’area 12.000 anni fa. Ritirandosi lentamente verso nord, ha formato delle valli, molte delle quali si sono riempite d’acqua creando i vari laghi. Alcuni di quelli meno profondi si sono poi trasformati in torbiere. Mentre la parte settentrionale del parco è collinare, quella meridionale è pianeggiante e in larga parte coperta da una foresta, parte della più ampia foresta di Augustów.

Wigry Lake | Augustów | Polonia | Foto di Karol Zalewski | Unsplash
Il canale di Augustów

Nel mezzo di questa estesa foresta che domina la zona, si trova la cittadina di Augustów. Nonostante sia stata devastata per il 70% durante la Seconda Guerra Mondiale, è ancora molto graziosa, e in estate attira una gran mole di turisti polacchi. Augustów infatti è considerata la capitale regionale degli sport acquatici, e un importante centro termale.

Alla cittadina è intitolato il canale di Augustów, costruito nel 1800 nella terra che oggi confina con la Bielorussia. L’obiettivo era di facilitare gli scambi commerciali, o meglio ancora di evitare gli alti dazi doganali imposti ai tempi dalla Prussia. Questo canale artificiale, capolavoro dell’ingegneria militare polacca tutt’ora navigabile, è lungo 102 chilometri, e alla sua costruzione parteciparono oltre 5.000 persone.

La capitale del cinema

Andiamo ora alla scoperta di un altro lato della Podlachia. Łódź è sicuramente una meta per viaggiatori che cercano una Polonia diversa dalla classica città da cartolina. Molti infatti sono i contrasti che la rendono unica. Importante centro dell’industria tessile, ha visto il maggiore sviluppo nel 1800 durante l’Impero russo. Attirò uomini d’affari, artigiani e operai da mezza Europa, soprattutto dalla Germania. A testimoniarlo ci sono splendidi palazzi in stile liberty, presente in tutta la città, ma anche in stile rinascimentale, neobarocco o eclettico. Erano spesso residenze di industriali, di solito situate vicino alle loro fabbriche e alle case degli operai. Gli esempi maggiori sono i palazzi di Izrael Poznański, Edward Herbst, Karol Scheibler, le ville di Reinhold Richter e Leopold Kindermann.

Łódź | Polonia | Foto di Rozentuzjazmowany Photography | Unsplash

Un’altra testimonianza dell’industria tessile è offerta dalle fabbriche abbandonate in seguito alla crisi economica degli anni ’90. Ultimamente però Łódź ha intrapreso un percorso di rinascita, riappropriandosi della sua atmosfera vivace e multiculturale. Aree postindustriali riqualificate, con grandi edifici in mattoni rossi, attirano sempre più artisti e creativi. Un esempio su tutti è Manufaktura: quella che era una delle fabbriche più imponenti della città, oggi è un imponente complesso con negozi, uffici, musei, centri sportivi, cinema e altro ancora. La vita culturale di Łódź infatti è in grado di competere con quella di Varsavia, Cracovia o Breslavia. Ci sono anche molte gallerie d’arte, sale per concerti, e durante tutto l’anno il calendario è costellato di eventi.

Ma soprattutto, Łódź è rinomata per essere la capitale del cinema polacco. Ospita infatti la Scuola Nazionale di Cinema, Teatro e TV, fra le più prestigiose d’Europa. Qui si sono formati personaggi di spicco del settore, alcuni anche premi Oscar, come Roman Polański, Krzysztof Kieślowski, Krzysztof Zanussi o Jerzy Skolimowski. Il cinema in Polonia è una cosa seria, è una fetta importante se non fondamentale della cultura nazionale.

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