Chi ha mai pensato di visitare Chemnitz alzi la mano: scommettiamo che sarete in pochi. Questa città della Sassonia (stato federato della Germania orientale), normalmente è fuori dalle classiche rotte turistiche, ma quest’anno è sotto le luci della ribalta. È stata infatti nominata Capitale Europea della Cultura 2025 insieme a Nova Gorica-Gorizia. Quale occasione migliore per approfondirne la conoscenza? Lo stesso slogan che accompagna il prestigioso riconoscimento recita “C the Unseen“: rendere visibili i tesori nascosti e portare alla luce le cose poco conosciute. Andiamo quindi alla scoperta di questa nuova meta, e delle interessanti attrazioni nei suoi dintorni.
Un passato turbolento
Terza città della Sassonia, coi suoi 250.000 abitanti Chemnitz si può definire a misura d’uomo. Dal 1953 al 1990 aveva però un altro nome, Karl-Marx-Stadt. Questo aiuta a capire subito molte cose. Pesantemente bombardata da americani e inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale, terminato il conflitto finì sotto l’orbita sovietica. Venne ricostruita non come era prima, ma con una forte impronta socialista. Il monumento a Karl Marx ne è una testimonianza: questa possente statua in bronzo alta 7 metri, raffigura il volto serioso di Marx. Realizzata dall’artista sovietico Lev Kerbel’, è il simbolo cittadino. Si trova davanti agli edifici in Brückenstrasse, dove un tempo c’era la sede regionale del Partito Socialista Unificato di Germania.
Dopo la caduta del muro di Berlino, Chemnitz è stata riprogettata in stile modernista. Hanno partecipato rinomati architetti come Hans Kollhoff, Helmut Jahn e Christoph Ingenhoven.
La “Manchester sassone”
Come potete immaginare, Chemnitz ha vissuto molte vite, di cui una è strettamente legata all’industria. Le prime fabbriche del Paese furono costruite proprio qui a fine 1700, trainando la rivoluzione industriale in Germania. Non a caso è stata soprannominata la “Manchester sassone”. All’inizio del 1900 era una delle più ricche città tedesche. Gli edifici e le fabbriche monumentali del passato oggi sono considerati vere e proprie cattedrali dell’industria, delineando ancora di più la peculiare personalità di Chemnitz. Molti si trovano in centro o poco lontano, come il Sächsisches Industriemuseum. Ha la sede in un complesso industriale dalla suggestiva facciata ad arco costruito più di cento anni fa, e mostra la storia industriale sassone dagli inizi fino ai giorni nostri.
Questa cornice vi dà l’idea delle stratificazioni architettoniche di Chemnitz, eredità della sua storia travagliata: dalla fase di prosperità tra 1800 e 1900 alla modernità, dalla distruzione della Seconda Guerra Mondiale all’epoca della DDR, fino alla riunificazione della Germania.Offerta culturale
Il centro storico mixa con sapienza antico e moderno. Per iniziare a conoscere Chemnitz, potete salire sulla torre dell’Altes Rathaus (Municipio Vecchio), da cui si gode la vista sulla piazza del mercato e sui tetti della città. A fianco c’è il Neues Rathaus (Municipio Nuovo), che in realtà è il più antico dei due: costruito nei primi anni del 1900, fu risparmiato dai bombardamenti. La Theaterplatz (Piazza del Teatro) è probabilmente la più suggestiva: si affacciano il Teatro dell’Opera, la Chiesa di Petrikirche (Chiesa di San Pietro) e il Kunstsammlungen Chemnitz, che custodisce una delle più grandi collezioni d’arte comunali della Germania: copre vari generi della produzione artistica, dalla pittura e la scultura all’arte grafica e decorativa, con un’attenzione particolare ai tessuti, a cui si aggiungono mostre temporanee.
Chemnitz infatti è nota per la sua vivace vita culturale grazie a teatri, musei e gallerie . Il centro civico Stadthalle ospita regolarmente festival ed eventi di vario tipo. Fiore all’occhiello è anche il Museum Gunzenhauser, con la sua collezione di arte moderna. Il nome viene da Alfred Gunzenhauser, gallerista di Monaco di Baviera che negli anni ha dato via a una delle più importanti collezioni d’arte del Paese: oltre 2.400 opere di 270 artisti donate alla città. Da tenere a mente anche il centro culturale DAStietz che accoglie il Museum für Naturkunde, la biblioteca civica e la Neue Sächsische Galerie.
Spazi verdi
A circa venti minuti a piedi del centro storico c’è il quartiere di Schloßchemnitz, con un pittoresco stagno e una piccola isoletta. Punta di diamante è lo Schloßbergmuseum, dedicato alla storia della città. Arroccato sulla collina che gli dà il nome, ha la sede in un ex monastero benedettino voluto dall’imperatore Lotario III nel 1136, diventato poi una tenuta di caccia. A fianco c’è la Schloßkirche. Sotto l’antico monastero si trovano gli edifici residenziali più antichi della città, tipiche case a graticcio che oggi ospitano diversi ristoranti. La zona tutta intorno allo stagno è molto amata per le passeggiate. Altrettanto amato è il vicino bosco di Küchwald. A sud del centro troviamo invece lo Stadtpark, un grande parco molto frequentato.
Monti Metalliferi
A una trentina di chilometri da Chemnitz c’è una perla naturale: sono i Monti Metalliferi, che si snodano per 150 chilometri fino alla Repubblica Ceca. Sono considerati fra le più belle catene montuose a bassa quota del Paese. Come si intuisce dal nome, hanno una ricca storia mineraria legata in particolare ad argento, stagno e uranio. Le estrazioni si sono concluse intorno al 1970 con la chiusura delle ultime miniere. Recentemente il suo patrimonio minerario è stato posto sotto l’egida dell’Unesco.
A questo si aggiunge la bellezza naturale del territorio, protetto dal Parco naturale dei Monti Metalliferi e del Vogtland (regione geografica della Germania e della Repubblica Ceca). Il paesaggio è caratterizzato dal verde a perdita d’occhio con fitte foreste, pascoli e zone umide, puntellato di piccoli centri abitati. Molte sono le possibilità per gli amanti delle attività all’aria aperta grazie a sentieri escursionistici, piste ciclabili e stazioni sciistiche.
Una piccola perla è il Castello di Augustusburg, noto come la “Corona dei Monti Metalliferi”. Oggi accoglie svariate collezioni museali. Costruito nel 1500 da Augusto I di Sassonia, è fra i più bei castelli rinascimentali dell’Europa centrale. Per la sua posizione in cima a una collina, con strade tortuose per raggiungerlo, è molto gettonato fra gli amanti delle due ruote.
Dresda
La visita a Chemnitz si abbina perfettamente con una tappa a Dresda, la capitale sassone, che si trova a soli 80 chilometri. Per il suo patrimonio artistico e culturale, era nota come la “Firenze sull’Elba“, il fiume che l’attraversa. Devastata dai bombardamenti degli Alleati che hanno quasi raso al suolo il centro storico, è rinata dalle ceneri sia dopo la guerra, che dopo la lunga egemonia sovietica. L’esempio più eclatante è la Neumarkt, piazza principale e cuore pulsante della città, ricostruita in toto. È molto grande e ariosa, e vede la sua gemma più preziosa nella Frauenkirche (Chiesa di Nostra Signora). È la “nuova vecchia chiesa” luterana, ricostruita fedelmente e riaperta dopo mezzo secolo nel suo Barocco originale. Una splendida location per concerti di musica classica e religiosa. La chiesa è contornata da splendidi palazzi color pastello.
Fra le principali attrazioni di Dresda spicca lo Zwinger in Theaterplatz. Risalente all’epoca di Augusto il Forte, è un complesso architettonico che include palazzi, padiglioni, gallerie e giardini in stile Barocco. Fu costruito all’inizio del 1700 come sede per tornei e giochi di corte. Oggi ospita vari musei, tra cui quello delle porcellane con una delle collezioni più grandi al mondo.

Poco distante c’è il Semperoper, il teatro dell’opera che prende il nome dall’architetto che lo progettò. A oggi è una delle costruzioni più prestigiose della Sassonia.
Per godervi il panorama sull’Elba andate alla Brühlsche Terrasse, definita da Goethe il “Balcone d’Europa“.
Attraversando l’Augustusbrücke (il ponte di Augusto) si può godere la vista opposta, quella sul centro storico con le sue cupole, guglie e torri. Il grande spazio verde lungo il fiume è molto vissuto da cittadini e turisti. Qui siamo nel quartiere di Neustadt, la “città nuova”, la parte moderna e alternativa di Dresda. Molto caratteristico è il Kunsthofpassage, che collega Alaunstrasse 70 con Görlitzer Strasse 21-25. All’interno ci sono cinque cortili: un tempo degradati, sono stati riprogettati e ognuno ha il proprio tema (elementi atmosferici, creature mitiche, metamorfosi, animali) e splendidi murales. Non mancano ristoranti, caffè, gallerie e atelier.
Da qui procedendo verso est si può raggiungere il polmone verde cittadino, Dresden Heide (la brughiera di Dresda). È una delle più grandi aree boschive urbane della Germania, di cui oltre 6.100 ettari sono riserva naturale. Contate che oltre il 60% della città è coperto da boschi, giardini e parchi.

Parco nazionale della Svizzera sassone
Per un’immersione totale nella natura consigliamo il Parco Nazionale della Svizzera sassone. Si trova a circa 40 chilometri da Dresda e a un centinaio da Chemnitz. Ma prima di tutto, perché “Svizzera Sassone”? Perché nel 1700 due pittori elvetici si innamorarono di questi luoghi e inventarono il neologismo.
È l’unico parco nazionale roccioso non alpino del Paese e, con una superficie di 94 chilometri quadrati, anche uno dei più piccoli. L’aspro paesaggio è molto amato dai free-climber: parliamo di spettacolari montagne di arenaria, più di 1.000 cime e oltre 20.000 vie d’arrampicata.
La bellezza di questi luoghi fu immortalata da Caspar David Friedrich, pittore tedesco del Romanticismo. Alla bellezza della natura aggiunse l’ideale del sublime, una contemplazione in chiave spirituale che si percepisce dalle cime frastagliate, le gole profonde e le fitte foreste di questo angolo della Germania, colto in tutto il suo splendore.

Non a caso esiste la Via dei pittori romantici: è uno dei sentieri escursionistici più popolari del Paese, che in 112 chilometri attraversa il territorio roccioso del parco. A questo itinerario si aggiunge una fitta rete di sentieri.
Per il parco passa anche la pista ciclabile dell’Elba, un itinerario a lunga percorrenza che costeggia il fiume. L’Elba nasce nei Monti dei Giganti nella Repubblica Ceca, per poi attraversare la Germania e sfociare nel Mare del Nord, per un totale di 1.100 chilometri. Visto che la ciclabile non segue sempre il fiume da vicino, è lunga 1.270 chilometri. In pratica, si può pedalare fino ad Amburgo, unendo bellezza paesaggistica e urbana.
Autore: Claudia Dagrada






















































