La calma dorata

Oggi è stato un giorno di sole mediterraneo a Londra, 21 gradi. Le vetrate dei grattacieli moderni lungo il fiume riflettono e raddoppiano la luce sui passanti,tutti sembrano raggianti,investiti da mistica carica di energia come presagio di un’estate alle porte.

Stamattina sono andata a ritirare l’amplificatore dal tecnico al quale lo avevo lasciato per aggiustare la manopola del volume. Non è facile trovare qualcuno che ti aggiusta un’amplificatore Technics del 1990. Devi cercare un nostalgico, una mosca bianca. Il mio nostalgico è un ragazzone ebreo fissato per la musica, uscito diplomato, in tre anni, da una scuola dove gli hanno insegnato ad aggiustare e ricreare componenti per HiFi. Per raggiungerlo ho guidato un’ora verso una zona residenziale a nord. Londra è talmente estesa che senza navigatore non ci sarei mai arrivata. Riaccendo il navigatore per tornare a casa e dopo le prime tre indicazioni si spenge con la batteria scarica, e io rimango come una fessa al semaforo senza sapere dove sono e dove andare. Mi tocca passare al piano B, accendere il cervello e orientarmi. Prendo la prima indicazione per il centro tagliando attravero Regent’s Park. Ma il centro, di solito riconosciuto come West End, dista ancora 30 minuti dalla mia strada. Insomma, per farla breve, ho attraversato il centro di Londra dopo anni che non mi veniva neanche lontanamente in mente di farlo. Attraversarla vuole dire rimanere imbottigliati per ore nel traffico. Ma oggi è domenica, il traffico è dimezzato.

Ho la radio a palla, come si dice a Roma. BBC Radio 1, non serve altro per sopravvivere, basta sentire della buona musica e la loro selezione è la migliore del regno unito. Quindi, di tanto in tanto, uccido la noia ai semafori staccando le mani dal volante per roteare le braccia in aria come a Ibiza.

Oggi penso che sono fortunata ad abitare in questa città. L’architettura è così elegante… si apre su viali alberati e su molteplici giardini che la rendono fresca e privata. Con la giornata di sole escono fuori una serie di personaggi che sono abituata a vedere, eleganti o meno, europei o meno, tutti hanno qualcosa che li rende ‘londinesi’. Sono soddisfatti, integrati, sopportano mesi di pioggia per mandare avanti un sistema che significa progresso. Si sente, è palpabile l’energia di questa città e oggi è al suo massimo perché una giornata di sole a 21 gradi è arrivata per tutti come un bonus. Ed è proprio dentro questa calma dorata, perfetta per crescere figli senza pericoli di arresti, rapimenti, pallottole, auto bombe, cecchini che sono state decise nelle riunione del parlamento le invasioni in Iraq e in Afghanistan. Bisogna avere dimenticato cos’è la guerra per spedirla ad altro destinatario. Bisogna vivere in una città senza macchia e costruita dai migliori architetti al mondo per decidere di andare a trivellare l’Artico come ha pianificato la Shell.

Negli ultimi mesi abbiamo lavorato in ufficio per completare il libro di Sonia Festa, una raccolta dei suoi articoli più interessanti che contiene anche un approfondimento dell’Articolo sul Caffè Verde che ha avuto un successo senza precedenti sul sito.

Ho finalmente terminato anche il mio primo libro di foto subacquee e testo. Si chiama Il più grande spettacolo del mondo e si riferisce alla barriera corallina. I libri usciranno sul sito tra poco in formato digitale.

Un terzo libro è in programma: Once Upon a Reef. Testi di Claudio Di Manao, con foto mie. Sembriamo fissati con la barriera corallina .. ma è per via di certe qualità intrinsiche che possiede. Non è controllata da nessuna forma di governo, l’architettura è di semplice calcare, i pericoli non mancano ma ci sono espedienti come il mimetismo per assicurare il futuro della specie e il sistema non si contraddice. 

 

Autore: Vittoria Amati

0 pensieri su “La calma dorata

  1. Francesco dice:

    “Bisogna aver dimenticato cosa è la guerra per spedirla ad altro destinatario..” Vittoria torno adesso da Parigi dopo essere stato nel Mali..A Parigi ho seguito un rabbino per ore mi incuriosiva e mi era venuta forse una idea stupida..volevo offrirgli il pranzo mangiare le stesse cose che mangiava lui. Adoro la cultura ebraica sono attratto dai ghetti come quello di Praga o di Varsavia…non c’è nulla di politico anche se forse mi sembrerebbe giusto che finita la guerra ognuno tornasse nei propri confini.Che senso ha discutere di “territori occupati ?? ” nel monento che lo dici capisci che devi tornare a casa.Il mio rabbino si è infilato in un ristorantino a Montmartre io sono entrato e mi sono seduto accanto a lui.Ha ordinato una zuppetta e si è messo a parlare con degli amici così ho lasciato perdere..Speravo che qualcuno mi spiegasse qualcosa su quella cucina ma non era quello il momento.Sono entrati un paio di ufficiali e anche loro ridevano e scherzavano.Anche la Francia ha dimenticato la guerra intesa come sofferenza come voglia di vivere a tutti i costi.Le facce dei due ufficiali erano allegre ma era solo una latitudine diversa a Bamako incontrare dei para’ francesi significa essere spintonati e interrogati in malo modo.Paesi come la Francia e l’Inghilterra combattono tutt’ora le loro guerre ma non se ne parla come quelle famiglie che hanno un problema un alcolizzato o un maniaco ..si evita..si cambia discorso.So tutto delle basi dei b17 ..tutte a sud dell’Inghilterra per risparmiare sul percorso per bombardare la germania Ti raccontano cose carine idilliache. All’epoca non era come adesso che una donna per averti ti sfonda il citofono che neanche un testimone di Geova. .All’epoca le ragazze inglesi decisero che un modo elegante per non passare da sfrontate era bussare al cancello della base con del succo o della marmellata di mirtilli.Il mirtillo aumenta il visus e poi si favoleggiava del mitico Chuck Yaeger eroe di guerra che a furia di mirtilli era arrivato a 20 decimi .Così in quel periodo pur di metter insieme un barattolo di mirtilli ..la scusa per entrare in una base piena di piloti ..Elizabeth una vecchia amica diceva che facevano con le sue amiche incette notturne e che forse i mirtilli venivano dall’estero..Anche le arance venivano da San Marino..visto che era proibito importarle dall’Italia. Vittoria la guerra per noi è questa …un insieme di fatterelli di storie passate da ascoltare a casa di Elizabeth a Holland Park..stuzzicandola e facendola arrossire con la richiesta di finire la storia..per scoprire se poi il suo eroe in divisa lo aveva incontrato.Vittoria a Londra e Parigi incontri gente sorridente normale la guerra è un problema vecchio dimenticato come l’epidemia di Spagnola…In Africa dal mio apparecchietto ogni tanto vedi dei ragazzi con un ak 47 in mezzo alla boscaglia..se sono bracconieri spariamo razzi segnaletici e trasmetto la coordinata UTM ..faccio casino..Se sono guerriglieri evito guadagno quota.Ho una mia etica da scemo del paese..non sono in grado di stabilire perché due gruppi combattono …forse in un ufficio di una multinazionale a Londra qualcuno ha deciso di fare casino per riavere il controllo di una miniera di cobalto..Sugli animali non transigo lì divento cattivo ..vanno lasciati in pace ..ae ti va ci sono dei resoconti anche su internet ..quando vuoi puoi leggerli

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