Ho spento la televisione sui primi sondaggi sicura che avrebbero vinto i sostenitori a favore dell’Europa. Questa mattina é stata una sorpresa al di sopra dell’immaginabile. La prima cosa che ho pensato perché non ho scommesso? Avrei guadagnato delle cifre, tutti i sondaggi davano per favorita una GB solida dentro la UE.
Gli inglesi stupiscono sempre. A quanto pare non ci stanno bene dentro lo status quo. Si fanno i conti in tasca, riescono ad elaborare le informazioni e i conti, hanno dimostrato di non lasciarsi trascinare. La pressione per rimanere e’ stata enorme. I giovani invece non sono contenti, non capiscono che devono pesare i benefici della globalizzazione e dell’interconnessione, con i conti pubblici, l’aumento delle tasse, il costo per mantenere un altro apparato burocratico. I dibattiti sono incandescenti oggi. Il risultato ha preso tutti di sorpresa.
La mia visione convinta é per una riduzione dei poteri delegati alla classe politica. E in questa direzione il Brexit ha fatto un passo significativo. Sono per le economie locali, sostenibili, quelle che si interfacciano con la realtà geografica limitrofa. Quelle economie che non hanno bisogno di scambiare su larga scala, quelle a Km 0. È molto poco chic fare l’agricoltore piuttosto che il finanziere,vero. E’ molto poco chic mantenersi con uno stipendio da ricercatore invece di negoziare in Borsa. Sono sicura che gli inglesi non sono usciti dalla UE con queste motivazioni ma da quando vivo nella campagna inglese mi sono resa conto che una grande parte della popolazione sono ancora farmers, agricoltori dipendenti dalla terra. La ricchezza e la speculazione sono solo nelle città. La nostra non-cosi-intelligente trappola.
Autore: Vittoria Amati

















































































