
E proprio quando pensi che la vita sia una capsula di serietà e noia mortale.. succede che ti stupisce, perché il destino ha il potere di intrecciare certe situazioni paradossali senza preavviso. Per questo non bisogna mai, e poi mai, prendersi sul serio.
Invece io ho fatto lo sbaglio di prendere molto seriamente la presentazione del mio primo libro sulla barriera corallina, il libro la cui copertina ogni tanto si affaccia sulla homepage. L’idea di parlare davanti al pubblico di una fiera, l’Eudi la fiera della subacquea che si tiene ogni anno a Bologna, mi dava l’ansia. L’unica soluzione era preparare un discorso in anticipo e chiedere a Claudio Di Manao di farmi da spalla. Magari con lui sul palco avrei allentato la tensione e forse sarei anche riuscita a divertirmi. Ma Claudio fino al giorno prima o quasi non aveva confermato. Diceva che all’Eudi non ci avrebbe più messo piede. I libri non si vendono, l’editoria è in mano ai distratti, non si vede mai una lira. ‘Ma Claudio se non ti fai vedere come fa la gente a ricordarsi che esisti’ – muovendo delicatamente le leve riesco a scollarlo da Lugano e convincerlo a prendere un treno per la giornata. Appuntamento allo stand Ireco, editore del libro. In mezzo alla confusione ci troviamo, ci mettiamo a sedere per decidere come fare la presentazione. ‘Allora Claudio direi che tu cominci a parlare del libro e …’ – ‘Io comincio a parlare del libro? io sono negato a parlare in pubblico. Elena (la sua compagna ndr) quando mi ha sentito parlare ha fatto la faccia di quella che aveva appena visto un incidente stradale.’ – Dentro di me gelo ma non riesco a trattenere la risata. ‘ Claudio sono sicura che tu parlerai meglio di me, io vado in blocco.’
Prendo in mano il programma per assicurarmi che andremo nella direzione del palco giusto. La presentazione è fissata alle 12.30. Non so per quale istinto balordo ma l’occhio mi scivola qualche riga più in basso dove leggo h 12.30 palco Nettuno incontro con Marco Bardi, pesca in Apnea, ‘I consigli del Campione’. Stesso palco, stesso orario. Guardo Stefano, l’editore .. ‘ c’è un errore è meglio muoverci ‘.
Quando arriviamo al palco alle 12.15 tutte le sedie sono occupate. Le facce sono inconfondibili, sono tutti giovani pescatori. Ora, bisogna sapere che se c’è una categoria di persone che non stimo, che mi fanno paura per la loro ignoranza, che manderei in galera per crimini contro il mare, questi sono i pescatori in apnea. Nell’ultimo anno ho usato il sito per lanciare ogni sorta di messaggio contro la pratica della pesca in apnea con l’aiuto proprio di Claudio. Il mio libro, il libro che devo presentare alle 12.30 contiene anche la storia della pesca in apnea dalla metà degli anni 30, dei protagonisti e della leggerezza con la quale hanno svuotato le coste.
Vedo il ‘campione italiano’ di pesca in apnea che sale sul palco e negozio con lui 15 minuti ciascuno di tempo a causa dell’errore. Spingo letteralmente Claudio su, mi avvicino al microfono e mi presento. ‘Sono qui per presentare un libro sulla barriera corallina .. ‘ Mentre parlo vedo le loro facce sulle quali improvvisamente si staglia un punto interrogativo. Un libro? Sono spiazzati come Mohammed Ali ( Cssius Clay, il pugile) al microfono della Fallaci quando gli chiede ‘Mohammed hai mai letto un libro?’ – ‘Che libro?’ – ‘Un libro’ risponde la Fallaci.
Non sanno che farci con la presentazione di un libro sulla barriera corallina, non gliene frega assolutamente niente di sapere quanti milioni di anni ha impiegato per evolversi e perchè in soli 80 anni dalla nostra avventura subacquea è già in pericolo, tutto quello che vogliono sapere sono i consigli del campione per arpionare con più efficienza il pesce. Vogliono parlare da uomo a uomo, che c’entra questa donna che non pesca sul palco (?).. Li sento arrostire sulla sedia, si girano a destra, si girano a sinistra, guardano l’orologio, guardano verso di me con uno sguardo che mi passa oltre. Quello che dico cade talmente nel vuoto che passo la parola a Claudio sperando che un uomo abbia più presa. Qualsiasi uomo tranne Claudio che da intellettuale consumato e sofisticato qual’è manca di tarare l’intervento sulla platea che ha di fronte e invece assume la voce da critico letterario parlando di come il libro è un libro di ‘rottura’ – frase usata nella sua introduzione al libro che vorrebbe dire che un testo si stacca nettamente dalla tradizione – ma che detta nel contesto surreale di antagonismo con le capre che avevamo di fronte diventata invece rivelazione. La ciliegina sulla torta è quando (la tensione ormai si tagliava con un coltello) alla platea ormai completamente annoiata Claudio decide di leggere un passo del libro. Sfoglia e risfoglia cosa decide di declamare alle capre? la frase finale che dice così.. ” Mi affretto ad esplorare e decifrare nella metafora di una barriera corallina il messaggio segreto: un modello di vita sociale e biodiversamente integrata, la ricetta di una vita in equilibrio con altre specie che si usano a vicenda positivamente. E in questo silenzioso, utilitaristico lavoro generano, forse intenzionalmente, il più grande spettacolo del mondo” ( intendendo la barriera).
Credo di non averlo neanche fatto finire, l’ho preso per un braccio e l’ho trascinato via.. via dal nostro primo, perfettissimo, riuscitissimo fallimento.
Le capre devono aver pensato di essere cadute in un incubo, si sono riprese solo quando hanno visto tornare sul palco Marco Bardi, finalmente qualcuno stava parlando di cose concrete, niente più nonsense di barriera corallina che si disfa, ricette di vita in equilibrio con altre specie, campioni che cedono la parola a donne che scrivono libri.
Si può dire che non poteva andare peggio di così ma in una fiera dove la subacquea è al 90% la pesca in apnea, il destino era segnato. Ma il vero sbaglio è un altro e ci ho ripensato su dopo. Avevo imparato un discorso a memoria e non ho avuto la prontezza di spirito di mandare tutto al diavolo e parlare con il cuore in mano. Se c’era un pubblico perfetto al quale parlare dei danni che fanno era proprio questo. Era un’occasione premio tessuta da chissà quali coincidenza ma sono stata troppo lenta a riconoscerla. Capra anche io.

Autore: Vittoria Amati
















































































