Come un film comico americano

 

Mentre i tetti volavano, le palme si piegavano, le macchine rotolavano, le barche si ammassavano contro le banchine e la gente si aggrappava alla metà sana della casa non ancora portata via da Irma mi tornava in mente 1941, il film cult delirante di Spielberg con John Belushi. Il film è la parodia di un attacco giapponese a Los Angeles che gli americani, in guerra, si aspettano dopo Pearl Harbour. Residenti e militari presi dal panico si auto infliggono, nel tentativo maldestro di armarsi e difendersi, ogni possibile distruzione ancora prima di avere visto un solo giapponese.

Non sono sadica ma davanti alle immagini di distruzione reali mi sono divertita come se rivedessi la stupidità di Belushi in azione. Osservare un uragano potente con i muscoli pompati che azzera in poche ore tutti gli status symbol dei frequentatori dei Caraibi lasciandogli in cambio macerie dai quali scappare in lacrime mi è sembrata proprio la parabola della vita, quello che succede a una cultura ingrata che non vede oltre il materialismo.

Hanno piantato dollari e ricchezza, raccolgono la furia degli elementi.

David Mombiot, un giornalista inglese che scrive per il Guardian, descrive meglio la stupidità umana quando incolpa certi meccanismi economici.

Espone all’incirca questo …

Il tratto fondamentale che caratterizza il capitalismo odierno è la capacità dei mercati di auto-regolarsi, in pratica sono gli interessi personali degli istituti di credito che portano direttamente a una correzione dei mercati finanziari.

Uno dei sostenitori di questa teoria è stato Alan Greenspan che l’ha cavalcata per i 18 anni in cui è stato a capo della Federal Reserve americana. È la teoria del libero mercato, evoluta a tal punti che i governi s’intromettono pochissimo in un capovolgimento del potere che vede le leggi economiche dettare le regole al posto della politica.

Altro fautore del libero mercato premio Nobel per l’economia 1976 Milton Friedman asserisce che .. “I valori dell’ecologia” (cioè tutte quelle risorse e dinamiche connesse con l’ambiente),“possono trovare il loro spazio nel mercato, come qualsiasi altra domanda consumistica.”

Cosa vuol dire? Vuole dire che gli uomini stanno giocando a fare Dio. Il mercato finanziario si dovrebbe comportare come la corrente del Golfo che si autoregola a seconda del tratto di mare e di costa che bagna. Porta il freddo al sud quando è necessario e porta il caldo al nord per mantenere la temperatura a livelli umani. Si autoregola come tutti quei fenomeni climatici che hanno impiegato miliardi di anni per elaborare dinamiche perfette che ci consentissero di abitare il Pianeta.

Secondo Greenspan l’auto regolamentazione, scienza esatta degli istituti di credito, doveva essere in grado di prevenire il crollo finanziario e i danni agli azionisti derivati dal mancato pagamento alle banche dei mutui (subprime). Ma come la storia racconta non è andata così. Non c’è nessuna scienza esatta in economia. Non esiste alcuna auto-regolamentazione.

Se non c’è autoregolamentazione per l’economia come si può pretendere che l’ecologia trovi spazio nel mercato della domanda e offerta sullo stesso piano del valore di una casa al metro quadro, di una valuta, del prezzo dell’oro o quello del grano?

Non solo gli economisti hanno fallito nel tentativo di creare un sistema autoregolato ma hanno peccato di arroganza nel voler inserire il sistema naturale, quello sì autoregolato, nel loro sistema artificiale e lacunoso.

C’è un tipo Matt Ridley a cui non daresti neanche un euro dei tuoi risparmi da investire, era a capo di una banca poi fallita, la Northern Rock, che nel 2008 per la sua insolvenza ha creato panico tra i correntisti che si sono precipitati agli sportelli a ritirare i risparmi dai conti correnti.

Matt Ridley firma un articolo sul Times inglese nel quale assicura che degli uragani non c’è da preoccuparsi, è provato scientificamente che la loro intensità è nella norma e che finché c’è ricchezza per ricostruire, esiste il modo per contrastarli. Un genio insomma. Ha posto l’incolumità della sua vita e la fede nella religione giusta.

L’ha messa in quella religione che obbliga a un consumo continuo di cose inutili, che indebitano i giovani, sporcano, si ammassano, ti volano in testa e ti ammazzano alla prima raffica di vento vendicatore. Quella religione che non si rende conto di essere presa in giro da un fenomeno d’aria assolutamente immateriale come un uragano senza una testa, cervello, occhi, mani, arti.

 

Nel prossimo post scriverò dell’acqua, di Masaru Emoto uno scienziato giapponese che ha scoperto come l’acqua reagisce alle parole, delle parole che usiamo per esprimerci e di come influenzano la nostra vita. Fornisce più logica Masaru Emoto che tutti i premi nobel dell’economia sommati insieme …

 

 

Autore: Vittoria Amati

 

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