Il commercio illegale delle pinne è causa di morte per 70 milioni di squali all’anno. La magistratura del Perù ha affrontato il problema seriamente, con lunghe indagini e con le prime pesanti condanne grazie ad una donna determinata, Evelyn La Madrid, procuratrice per l’ambiente nel distretto di Santa, una donna che ha sfidato il potere delle mafie e dei cartelli. Il documentario realizzato intorno alla sua inchiesta riceve l’Emmy Award News per il Clima e l’Ambiente.

Al quarto posto nel fatturato mondiale dell’illegalità
Secondo l’Interpol le attività illegali generano proventi pari almeno al 3,5% del prodotto globale, più di qualsiasi altra industria. In questo quadro spesso oscuro il traffico illegale di specie selvatiche ha un volume d’affari preceduto soltanto dal traffico di droga, dal riciclaggio di denaro e dal traffico di esseri umani, non senza il suo tributo di sangue. Ogni anno nel mondo almeno 100 ranger vengono uccisi, per lo più dai bracconieri alla ricerca di corni di rinoceronte, avorio e pelli di tigre. E altrettanti sono gli ambientalisti assassinati ogni anno. Gli ispettori della pesca a bordo delle navi vengono spesso minacciati e bullizzati, e non mancano episodi di misteriose sparizioni. Il mare, più delle terre emerse, è difficile da controllare anche perché non ha strade. Il mare è come un deserto senza oasi né piste, né sorgenti. Evelyn La Madrid, una donna tutta nervi e determinazione, è una procuratrice che vuole che i suoi figli vedano il mare come quello che ha conosciuto lei. Sa che è impossibile controllare cosa succede in mare. E comincia dai porti, con visite a sorpresa in piena notte, dove e quando le catture vengono sbarcate lontano da occhi indiscreti. Di giorno si serve di droni per scovare le zone dove le pinne di squalo vengono messe ad essiccare. La rete Al-Jazira la segue durante la sua inchiesta. Ne esce un documentario prodotto da Al Jazeera che per certi versi ricorda French Connection di Friedkin.
Una zuppa intoccabile
“L’adrenalina mi apre la mente, amplia le mie percezioni e mi fa realizzare due cose contemporaneamente: la prima è che ho lasciato sul treno il sacchetto con il tè, la seconda, peggiore, che i due killer sono scesi anche loro, dall’estremità opposta del vagone.”
Da ‘Scilla, storia di uno squalo bianco’ – Massimo Boyer, 2013.
Nel suo libro l’autore, Massimo Boyer è un biologo marino con una sostanziosa esperienza internazionale, dedica quasi un intero capitolo all’inseguimento di un ricercatore da parte di due killer nella Chinatown di Singapore dopo un suo intervento sugli squali ad una conferenza. Ricordo che l’episodio da thriller mi colpì perché non era particolarmente strumentale alla trama. Gli domandai quanto ci fosse di espediente letterario e quanto invece di divulgazione, in quel capitolo. Mi rispose che dietro al mercato delle pinne di squalo c’è una mafia che ‘non si può neanche immaginare’. Questo colloquio ha avuto luogo più di dieci anni fa e la situazione sembra essersi arricchita di nuovi attori. All’origine c’è una zuppa tradizionale da servire soprattutto ai matrimoni per le sue presunte proprietà magico-afrodisiache.
Di rimedi miracolosi del genere ne fanno le spese anche i rinoceronti, dai cui corni si ricava una polverina considerata ancora più potente della zuppa. In un’epoca in cui la medicina ha sviluppato farmaci efficaci contro le disfunzioni sessuali si è tentati a stigmatizzare il consumo di certi prodotti naturali come retaggio esclusivo di ignoranza e superstizione. Ma i prezzi esorbitanti, le pinne di squalo al consumo superano i 1000 dollari al chilo, ci suggeriscono un altro aspetto, forse il più importante: chi serve ai suoi commensali una zuppa di pinne di squalo vuole affermare il suo status. Vuole anche affermare la sua fede nei valori (e nei rimedi) tradizionali ed il suo disprezzo nei confronti della modernità.
La mano dei narcos
Un precedente importante nella collaborazione tra pescatori di frodo e cartelli della droga s’è evoluto in Messico, nel Mare di Cortez, con quella che molti hanno definito come la guerra per la vaquita. Una guerra che ha visto schierati gli attivisti di Sea Shepherd e la Marina Militare Messicana da una parte, e i narcotrafficanti e i pescatori di frodo dall’altra. Al centro della disputa la pesca indiscriminata al totoaba, un pesce osseo la cui vescica veniva richiesta dai ‘mercati orientali’ per le sue solite proprietà miracolose. A farne le spese era la vaquita, un piccolo cetaceo che aveva la sfortuna di cadere nelle stesse reti del totoaba. Lo schema si ripete anni più tardi quasi identico in Perù: alcuni pescatori si ritengono ingiustamente affamati da una moratoria, la mafia interviene fornendo la rete che consente di aggirarla.
Prezzi e ricavi (per i cartelli) salgono vertiginosamente. Come base di partenza, in entrambi i casi, a creare instabilità c’è un dissesto ambientale. Nel caso dei pescatori messicani c’è la manipolazione a monte, negli USA, del fiume Colorado, con successivo depauperamento dell’habitat intorno alla sua foce nel Mare di Cortez. Nel caso peruviano l’attività di gigantesche navi da pesca industriali cinesi e il riscaldamento degli oceani. La stessa Evelyn La Madrid, la procuratrice peruviana, è consapevole che i pescatori che si prestano a questo traffico sono spesso vittime sfruttate da un disegno criminale più vasto. Le sue indagini, iniziate nel 2016, portano alla scoperta di una grande quantità di pinne di squalo essiccate tra le quali pinne di squali martello, che sono protetti, e di piccoli di squalo balena, del quale è vietata non solo la cattura, ma anche il commercio ed il trasporto di qualsiasi parte di esso.
Evelyn non si arrende e non cede ai tentativi di corruzione, anzi approfondisce le diramazioni del traffico. Nel 2019 viene arruolata una banda di sicari incaricata di eliminarla. Il piano viene fortunatamente scoperto ma la procuratrice sarà costretta a vivere e muoversi costantemente sotto scorta. Le strade del malaffare portano all’Ecuador, un vicino sempre più scomodo in quanto preda di cartelli. La troupe si reca al mercato di Santa Rosa, in Ecuador, dove gli squali vengono macellati e privati delle pinne alla luce del sole grazie all’influenza delle bande. Un’influenza che si fa sentire subito: il fixer viene aggredito e minacciato e la troupe costretta ad allontanarsi. I trafficanti peruviani vengono condannati a quattro anni e mezzo per traffico illegale di pinne di squalo. Una sentenza dura ma che Alicia Kuroiwa, scienziata marina di Oceana commenta così:“Non dobbiamo concentrarci sulla punizione ma sul fatto che questa condanna, inedita nel genere di reato perseguito, agli occhi del mondo servirà come fonte di ispirazione”
Attendendo gli sviluppi
Il 25 settembre2024 vengono assegnati gli Emmy Awards e con il reportage “Shark Fin Hunters” Al Jazeera riceve il ‘News Emmy’ per lo ‘Outstanding Climate, Environment, and Weather Coverage’. A novembre si riuniranno a Panama le parti del CITES – Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, per decidere misure più incisive da adottare su un pacchetto di 600 specie. Parteciperà, come parte, l’Unione Europea, che già dal 2020 si è dotata di una road map verso pene più severe e strumenti di contrasto più precisi. Dalla riunione di novembre a Panama sapremo se e quanto il coraggio e la costanza di Evelyn La Madrid e dei suoi collaboratori saranno stati d’ispirazione per stroncare un traffico crudele. Un traffico che impoverisce la natura e arricchisce solo le mafie.
Autore: Claudio Di Manao
- https://www.theguardian.com/environment/2016/jun/20/environmental-activist-murders-global-witness-report
- https://news.mongabay.com/2022/08/a-fisheries-observers-disappearance-sheds-light-on-a-bigger-problem/
- https://www.youtube.com/watch?v=sEoi6iiKC34
- https://www.imperialecowatch.com/2021/02/18/la-guerra-per-la-vaquita/
- https://deadline.com/2024/09/news-documentary-emmys-2024-winners-list-1236099988/
- https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/biodiversita-misure-piu-incisive-contro-il-traffico-illegale-di-specie-selvatiche-misure-piu-2022-11-10_it





















































































































